La settimana scorsa sono stato anche alla conferenza annuale dei Conservatori a Birmingham, l’ultima dei grandi partiti - mancano solo gli indipendentisti dello Scottish National Party in Scozia in questi giorni - e almeno non è stata un mortorio come l’anno scorso. La leader Kemi Badenoch ha fatto l’annuncio ad effetto nel suo discorso finale con una promessa berlusconiana, ossia togliere praticamente quasi ogni tassa sulla prima casa, inclusa quella di successione.
Kemi Badenoch (afp)
Una promessa che lascia il tempo che trova. Badenoch è all’opposizione, i suoi tories non vanno oltre il 20% nei sondaggi e sono ancora il terzo partito, dopo il Labour di Burnham e Reform UK di Farage. Tra i colleghi della bolla del Parlamento di Westminster c’è un gran parlare di come “Badenoch stia andando bene e abbia ripreso in mano il partito”. Su questo non ci piove, visto che i suoi principali rivali, Robert Jenrick incluso, sono passati a Reform Uk, da Farage. Ma Badenoch può davvero andare oltre il 20% e conquistare anche i voti degli elettori non tory?
Personalmente, credo che Badenoch - che a quanto ne so insegue costantemente Giorgia Meloni per un caffè e farsi fotografare con lei - non sia un peso massimo della politica britannica. Sta migliorando molto, ma non sembra avere quel carisma dei grandi leader. L’ho apprezzata nel suo attacco a Reform UK su quello che lei ha chiamato “razzismo etnico” (date un’occhiata a questo delirio dell’ex ministra tory “Cruella" Braverman passata a Farage) e sul fatto che “non vuole vivere in un Paese dove i miei figli di etnia mista non vengono considerati inglesi" (lei è nera, il marito Hamish è bianco).
Ma il vero problema dei conservatori, secondo me, è che non hanno idee nuove. Sono ancora proni al culto di Margaret Thatcher e non propongono alcuna soluzione nuova che vada oltre il neoliberismo degli ultimi 40 anni e cerchi di risolvere i problemi dell’era attuale, dove le disuguaglianze sono sempre più devastanti. Per questo, se le cose rimangono così, i tories saranno sempre più il partito delle elites, mentre le classi popolari ma anche quelle medie sono sempre più attratte da Burnham a sinistra e Farage a destra. Nonostante la promessa di eliminare le tasse sulla prima casa.
Ma nulla potrà togliere ai conservatori un record: il giovane militante più alto del Regno, James McAlpine, 23 anni e 2,18 metri di altezza.
E soprattutto, la bizzarra fine di questo “indimenticabile" discorso del ministro delle finanze ombra, Andrew Griffith, già definito come uno dei peggiori della storia tory…
Intanto, “è chiaro che la Russia abbia interferito nel referendum della Brexit”. Nessun primo ministro britannico lo aveva ammesso. Ora però, dopo aver aperto al rientro del Regno Unito in Ue, Andy Burnham rilascia nuove dichiarazioni clamorose. Perché c’è sempre stato il sospetto di intromissioni illecite di Mosca nella campagna del referendum del 23 giugno 2016 che ha sentenziato l’addio di Londra all’Unione Europea. Ora però, Burnham diventa il primo premier britannico a confermarlo ufficialmente.
“Quando sono arrivato a Downing Street, ho posto una domanda: ci sono state interferenze da parte della Russia nel referendum del 2016? Ho ricevuto una risposta chiara: “Sì, ci sono state””, ha rivelato Burnham al podcast inglese “The Rest is Politics”. Non solo. Il premier laburista ha anche messo in guardia gli alleati Francia e Germania, di fronte a elezioni cruciali nel prossimo futuro, in cui potrebbe dilagare l’estrema destra di Le Pen e Afd, accondiscendenti verso Putin. “Credo che ciò possa aiutare anche gli elettori in Germania e Francia a comprendere che alcune di queste dinamiche vengono alimentate dai nostri avversari, in particolare dalla Russia”, ha aggiunto il leader britannico, “su questo tema siamo stati troppo timidi e non abbiamo informato sufficientemente i cittadini”.
Proprio la settimana scorsa Burnham ha incontrato a Berlino il cancelliere tedesco Friedrich Merz: “Gli ho detto che lo aiuteremo nell'affrontare questa minaccia contro le nostre democrazie. Mi diceva che l'AfD ha chiaramente legami con la Russia e, credo, riceva anche finanziamenti da essa. È certo che dalla Russia provengano informazioni false e campagne di disinformazione che si insinuano nella politica”. Il mese scorso, durante il suo primo discorso all'Assemblea generale dell’Onu, Burnham aveva denunciato la guerra ibrida condotta dalla Russia, citando prove di tentativi di Mosca di interferire anche nelle elezioni britanniche del 2019.
In passato, i predecessori di Burnham hanno sì ammesso le azioni destabilizzanti della Russia, dal “Mosca ora brinderà” di Cameron post referendum al “sappiamo cosa state facendo” di Theresa May. Ma allo stesso tempo non hanno mai confermato che le interferenze russe fossero riuscite a influenzare il referendum Brexit, vinto dal Leave con 1,27 milioni di voti di scarto. Alla stessa “non-conclusione” arrivò il rapporto ufficiale del 2020 di una Commissione parlamentare di Westminster, che però criticò governo e intelligence per non aver indagato adeguatamente sulle interferenze russe, nonostante tanti avvertimenti, gli avvelenamenti di ex spie russe nel Regno, il riciclaggio di denaro illegale di Mosca (laundromat) e la penetrazione russa nell’establishment ed elites britanniche.
Tuttavia, i sospetti sono sempre stati giganteschi, come ora rivendicano i movimenti sull’Europa: “Ve l’avevamo detto!”. Vedi i dubbi sulla reale provenienza di 8 milioni di sterline donate alla campagna anti-Ue dal principale finanziatore della Brexit e di Farage, quell’Arron Banks che andava a pranzo con l’ambasciatore russo Alexander Yakovenko prima del referendum. I 150mila account e “bot” online russi che twittavano storie e fake news contro l’Ue rilanciati dal canale di Stato Russia Today. E poi lo scandalo di Cambridge Analytica - coinvolti Steve Bannon e i paperoni americani di destra Mercer - in cui vennero rubati dati e preferenze di milioni di utenti Facebook per promuovere messaggi populisti e anti-Ue.
Andy Burnham (afp)
A proposito di Andy Burnham, oggi su Repubblica trovate una intervista esclusiva con Neil Kinnock, l’ex leader del Labour e padre politico del nuovo primo ministro, che racconta “perché il mio amico Burnham riporterà Londra nell’Ue” e poi spiega perché "Andy è l’uomo giusto contro la destra populista, e correggerà l’errore più grande dei progressisti europei: non aver regolato la globalizzazione”.
Andy Burnham e Neil Kinnock (Bloomberg)
Nel frattempo, a Londra si apre la Italy Fest, è morto l’inimitabile, controverso e scandaloso scrittore inglese Jeffrey Archer, vi sblocco un ricordo del ministro degli Esteri Ed Miliband e della sua reazione quando entrarono delle donne nude in Parlamento, e questo è un altro incredibile appartamento in affitto in questo Paese, addirittura senza...
Visto che sono stato a Birmingham, il pub della settimana è l’Old Crown, il più antico della seconda città d'Inghilterra. Eretta nel 1368, questa maestosa e lignea birreria stile Tudor ha resistito quasi sette secoli, due demolizioni ed è l’anticamera del favoloso e tragico mondo dei Peaky Blinders, la pluripremiata serie tv sulla gang della più grande città d’Inghilterra dopo Londra - da non confondersi con il Crown Pub di fianco alla stazione di New Street dove iniziarono a suonare i Black Sabbath di un’altra star “brummie” come Ozzy Osborne e ora chiuso con le foto della band sulle finestre.
Mentre il ristorante della settimana, sempre a Birmingham, è il Tokyo Izakaya, un ristorante giapponese che non vi deluderà, e a buon prezzo.