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Brexit, il piano Burnham per tornare in Europa

E Daniel Craig che salva un pub “italiano” a Londra
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La settimana scorsa Neil Kinnock, ex leader laburista ma soprattutto mentore e padrino politico del nuovo primo ministro Andy Burnham, mi ha detto, in una intervista citata da tutti i principali media inglesi: "L’obiettivo di Andy Burnham è quello di far tornare il Regno Unito in Unione Europea, e sarà lui l’uomo che ce la farà, ne sono certo” (qui anche la versione integrale in inglese).

Dopo aver parlato con numerosi fonti - politici, diplomatici, consiglieri, analisti - Repubblica è in grado di pubblicare quali sono i piani sul tavolo di Downing Street, come agirà Burnham nei prossimi mesi e quali sono gli imprevisti che potrebbero presentarsi sulla strada di un possibile e straordinario rientro del Regno Unito in Unione Europea.

Una premessa fondamentale. La strada è lunga, e irta di ostacoli. Insomma, non bisogna aspettarsi svolte imminenti, nei prossimi mesi, perché questo è un processo che durerà anni. Ma, a quanto apprendiamo, Burnham si è convinto di essere l’unico leader che…

La settimana scorsa Neil Kinnock, ex leader laburista ma soprattutto mentore e padrino politico del nuovo primo ministro Andy Burnham, mi ha detto, in una intervista citata da tutti i principali media inglesi: "L’obiettivo di Andy Burnham è quello di far tornare il Regno Unito in Unione Europea, e sarà lui l’uomo che ce la farà, ne sono certo” (qui anche la versione integrale in inglese).

Dopo aver parlato con numerosi fonti - politici, diplomatici, consiglieri, analisti - Repubblica è in grado di pubblicare quali sono i piani sul tavolo di Downing Street, come agirà Burnham nei prossimi mesi e quali sono gli imprevisti che potrebbero presentarsi sulla strada di un possibile e straordinario rientro del Regno Unito in Unione Europea.

Una premessa fondamentale. La strada è lunga, e irta di ostacoli. Insomma, non bisogna aspettarsi svolte imminenti, nei prossimi mesi, perché questo è un processo che durerà anni. Ma, a quanto apprendiamo, Burnham si è convinto di essere l’unico leader che ha la forza di almeno poterci provare. Ciononostante, dovrà agire con molta cautela, passo dopo passo, e avere una strategia flessibile che possa essere adeguata a tutto quello che potrà realisticamente succedere. Ecco quale, in questo pezzo, in cui vi spiego lo stato dell’arte al momento.

L’altra storia della settimana scorsa è stata il ritiro dei romanzi di Sally Rooney dalle librerie britanniche a causa del suo sostegno per Palestine Action, un gruppo radicale pro Pal ma che il governo laburista ha proscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche, in una decisione altamente controversa. Qui trovate tutta la clamorosa storia dall’inizio, e tutte le reazioni che ha scatenato questo caso, incluso un piccolo reportage dalle librerie di Londra su come hanno risposto a questa notizia (e c’è anche un grande imbarazzo nel governo Burnham per un altro caso assurdo, simile a quello dell’autrice). Mentre il grande scrittore irlandese Colm Tóibín, irlandese come Rooney, ha preso le difese della sua collega con questo intervento su Repubblica.

A proposito, pochi giorni prima avevo intervistato proprio Tóibín, da anni candidato al Nobel per la Letteratura, per l’uscita di Un ospite alla festa, la sua nuova, immancabile raccolta. L’opera (Einaudi) include arguti scritti e profondi diari apparsi sulla London Review of Books, tra cui il toccante memoir del suo travaglio contro il cancro ai testicoli nel 2019. Ma anche riflessioni profonde sul cattolicesimo, sul rapporto di quest’ultimo con l’omosessualità, affreschi dei papi Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio, e poi la sua infanzia e l’Irlanda. Un’isola che sta cambiando visceralmente. E in questa conversazioneTóibín attacca e umilia Trump e il “fallimento dell’America”.

Intanto hanno fatto discutere le parole del capo delle Forze Armate britanniche, Sir Roly Walker, per cui il Regno Unito deve essere pronto a compiere “sacrifici in vista di una eventuale guerra” imminente. Il generale ha dichiarato venerdì scorso che i leader politici devono avere “un confronto franco” con l'opinione pubblica sul ruolo che ciascun cittadino sarà chiamato a svolgere nella difesa della nazione. “C'è stato un tempo in cui il nostro Paese non voleva nemmeno prendere in considerazione la possibilità di dover chiedere ai propri soldati di combattere in una guerra. Eppure, molto presto, i leader politici di questo Paese avvieranno un confronto franco con i cittadini per spiegare che cosa sta accadendo, i rischi e a che cosa la nazione deve prepararsi”, ha continuato Walker, “perché questo momento storico è particolarmente pericoloso” (mentre Putin se n’è uscito con un’altra minaccia - o provocazione - delle sue). A voi le conclusioni.

Intanto, qual è il vero obiettivo del ritorno di Harry e Meghan in Inghilterra? I duchi del Sussex sono rientrati nella patria del secondogenito di re Carlo e della compianta Diana circa un mese e mezzo fa, e ancora non è chiaro che cosa siano venuti a fare. Eppure, la settimana scorsa, c’è stato il primo bagno di folla dalla loro ricomparsa nel Regno, a Nottingham, e si sono moltiplicati improvvisamente i dubbi: i due vogliono rubare la scena alla Royal Family? Oppure vogliono comportarsi - e magari fare soldi - come se facessero parte ancora della “Ditta”, nonostante la regina Elisabetta e anche l’attuale sovrano fossero stati chiari sul fatto che “non si può essere reali a metà”? Qui tutte le risposte che ho provato a darvi.

Intanto, lo “007” Daniel Craig ha salvato un pub a Londra (e nel quartiere degli italiani Clerkenwell), il più antico ristorante della capitale Rules ha avuto uno straordinario riconoscimento, stasera la cantante italo-londinese Filomena Campus lancia il suo nuovo album jazz a Londra realizzato nientemeno che con Jonathan Coe (biglietti qui), a proposito sapete che cosa significa la parola “tankie” in inglese (può esservi molto utile in Italia)? E poi a un aereo British Airways partito da Gatwick è crepato un finestrino, il grande scrittore scozzese Ian Rankin ha incredibilmente rifiutato l’offerta di scrivere il nuovo romanzo di James Bond - ma c’è una ragione, pure comprensibile -, si è completato il sogno dell’attore americano che ricostruì il Teatro Globe di Shakespeare (ecco la grande novità e la sua storia straordinaria), e il tragico suicidio di una ragazzina 14enne inglese è stato “favorito dall’algoritmo di Tiktok”, secondo il coroner.

Infine, continuano le accuse di razzismo e sessismo nel partito di Nigel Farage, Reform UK, dopo che ITV si è infiltrata per mesi, e spunta anche uno scandalo sessuale: un sindaco di Reform, ex campione olimpionico, avrebbe mostrato parti intime in chat a una impiegata del partito; è stato condannato a 15 anni di carcere per stupro e violenza sessuale su minori l’ex leader unionista Jeffrey Donaldson, uno degli artefici dell’ultimo accordo sull’Irlanda del Nord tra UK e UE post Brexit; un’opera di una giovane artista con tema Onlyfans ha conquistato la rassegna annuale di arte Frieze; un po’ di mostre di arte meritevoli a Londra (dagli Anni 90 alla Tate Modern, Renoir and Love alla National Gallery, fino ovviamente all’Arazzo di Bayeux); e l’anno prossimo il cognome più comune dei neonati sembra che sarà proprio Khan (come il sindaco di Londra Sadiq, del resto), che scalzerà per la prima volta Smith.

Intanto ho fatto un rapida visita alla città di Bradford, in Yorkshire poco sopra Leeds (per un motivo che scoprirete presto sul mio Instagram :-)), e quindi il pub della settimana è il The Exchange Craft Beer House, con una selezione sopraffina di birre e un’atmosfera viva ed accogliente, nonostante sia un mezzo “basement”.

Mentre il ristorante della settimana è l’autentico coreano Seoul Kitchen, vicino alla graziosa Salt Mills a nord della città, con succulenti bibimbap, crispy chicken kanpunki, kimchi e beef bulgogi.

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