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La “pace Transatlantica”

L’obiettivo dell’Ue è siglare almeno una tregua con Donald Trump al vertice Nato che si terrà ad Ankara. Ma il rischio è che il presidente americano chieda ancora di più agli alleati
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La settimana europea sarà soprattutto segnata dal vertice Nato ad Ankara che si terrà domani e dopodomani. L’obiettivo è siglare almeno una tregua tra l’Europa e Donald Trump. L’Ue ha già fatto la prima concessione con i 140 miliardi di euro stanziati a favore dell’Ucraina nei prossimi due anni.

Ma il rischio è che il presidente americano chieda ancora di più agli alleati. Che continuino a comprare armi statunitensi e che la cooperazione industriale in questo ambito porti nuove risorse agli Usa.

Istanbul: una manifestazione contro il vertice Nato che si terrà in Turchia (Emrah Gurel / Ap) 

La “pace” tra le due sponde dell’Atlantico appare quindi molto precaria. Anche perché uno dei nodi principali, la “liberazione” dello Stretto di Hormuz, rappresenta ancora un punto interrogativo. Al punto che la missione europea per sminare quelle acque e scortare i mercantili del Vecchio Continente è anco…

La settimana europea sarà soprattutto segnata dal vertice Nato ad Ankara che si terrà domani e dopodomani. L’obiettivo è siglare almeno una tregua tra l’Europa e Donald Trump. L’Ue ha già fatto la prima concessione con i 140 miliardi di euro stanziati a favore dell’Ucraina nei prossimi due anni.

Ma il rischio è che il presidente americano chieda ancora di più agli alleati. Che continuino a comprare armi statunitensi e che la cooperazione industriale in questo ambito porti nuove risorse agli Usa.

Istanbul: una manifestazione contro il vertice Nato che si terrà in Turchia (Emrah Gurel / Ap) 

La “pace” tra le due sponde dell’Atlantico appare quindi molto precaria. Anche perché uno dei nodi principali, la “liberazione” dello Stretto di Hormuz, rappresenta ancora un punto interrogativo. Al punto che la missione europea per sminare quelle acque e scortare i mercantili del Vecchio Continente è ancora lontana dalla partenza. Lo è per tre motivi: la Francia e la Gran Bretagna non vogliono un’operazione congiunta con l’Ue. Ma preferirebbero che sia organizzata solo da loro due con l’appoggio della Germania. Sostanzialmente vogliono la guida e la gestione degli affari postbellici. In secondo luogo, poiché tra le condizioni poste per partire c’era anche quella di avere l’autorizzazione di Teheran, questa condizione non si realizzerà. Il governo iraniano non ne vuole sapere di una presenza straniera nello Stretto. Non è escluso che la presenza di mine sia stata sovrastimata: un bluff che i Pasdaran non vogliono smascherare. In più si stanno organizzando con l’Oman per imporre di fatto un pedaggio all’attraversamento di Hormuz. In terzo luogo, al di là dei proclami e delle parole, anche la Casa Bianca non spinge per una presenza europea in un’area del mondo con una produzione così alta di petrolio. Per Washington, l’Ue dovrebbe soprattutto occuparsi dell’Ucraina e non dei potenziali proventi dell’oro nero.

In settimana a Strasburgo si riunirà il Parlamento europeo in sessione plenaria. E si voterà anche sull’accordo commerciale Ue-Messico. Un’altra pedina sullo scacchiere dell’import-export per evitare di finire sotto l’ennesimo ricatto sui dazi da parte di Donald Trump.

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