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La debolezza di von der Leyen

(agf)
L’Unione europea è sotto attacco, politico e in parte militare. E nell’Eurocamera e negli uffici di Palazzo Berlaymont si fa sempre più pressante il timore che senza un rilancio l’Ue imbocchi la strada dell’agonia
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C’è una domanda che da fine agosto e dopo le elezioni nel Land tedesco della Sassonia inizia a circolare tra i banchi dell’Europarlamento: “Questo è l’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen?”.

Sembra un interrogativo paradossale perché l’intervento della presidente della Commissione nella riunione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è fissato per mercoledì prossimo e il suo mandato in teoria termina nel 2029. Le chance di un cambio della guardia a Palazzo Berlaymont in realtà appaiono molto remote. Ma quel quesito, posto soprattutto tra i parlamentari del Ppe, indica in primo luogo una difficoltà. L’Unione europea è ormai sotto attacco. Politico e in parte militare.

(ansa)

Il treno colpito ieri da un attacco russo al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia (ansa)

La guerra ibrida della Russia si fa sentire tutti i giorni. Il disimpegno di Donald Trump è semp…

C’è una domanda che da fine agosto e dopo le elezioni nel Land tedesco della Sassonia inizia a circolare tra i banchi dell’Europarlamento: “Questo è l’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione di Ursula von der Leyen?”.

Sembra un interrogativo paradossale perché l’intervento della presidente della Commissione nella riunione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è fissato per mercoledì prossimo e il suo mandato in teoria termina nel 2029. Le chance di un cambio della guardia a Palazzo Berlaymont in realtà appaiono molto remote. Ma quel quesito, posto soprattutto tra i parlamentari del Ppe, indica in primo luogo una difficoltà. L’Unione europea è ormai sotto attacco. Politico e in parte militare.

(ansa)

Il treno colpito ieri da un attacco russo al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia (ansa)

La guerra ibrida della Russia si fa sentire tutti i giorni. Il disimpegno di Donald Trump è sempre più palpabile. L’avanzata delle destre sovraniste e antieuropeiste è al momento la risposta più deflagrante per il progetto europeo. Una situazione che nessuna leadership del Vecchio Continente riesce a contrastare. La debolezza di von der Leyen è strettamente connessa all’incapacità della Commissione di assumere decisioni concrete nella vita dei cittadini. Ogni provvedimento è quasi sempre accompagnato da due paroline magiche: “volontario” e “mobilitazione”. Come è ad esempio accaduto per il recente intervento normativo sugli affitti e quindi sul ruolo di grandi gruppi come “Booking” o “Airbnb”, tutte le polemiche non hanno tenuto conto che l’esecutivo comunitario non ha previsto nessuna regola vincolante per i Paesi membri ma solo “volontarie”. Una sorta di consiglio. Quando poi si prevede una misura di carattere economico, molti dei soldi evocati sono virtuali e le cifre annunciate sono quelle che potranno essere “mobilitate”, ossia quelle teoricamente indotte dal provvedimento.

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Friedrich Merz (afp)

Ma il difetto di leadership riguarda anche gli Stati più grandi, a cominciare dalla Germania e dalla Francia. L’Europa è sempre cresciuta sulla base della spinta franco-tedesca. Ma in questi due paesi manca una guida forte e le pulsioni antieuropee si stanno espandendo costringendo gli attuali governanti almeno a mostrare una distanza da Bruxelles. Il Cancelliere tedesco Merz ne è la prima testimonianza.

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Mark Carney (reuters)

La presenza del primo ministro canadese Carney, proprio a Strasburgo, è più il tentativo di alleare due debolezze che non il segno di un nuovo impulso. A fine settimana si riunirà anche l’Ecofin – i 27 ministri finanziari – ma l’ordine del giorno evidenza quanto sia imbrigliata la politica economica europea. Il tutto accade alla vigilia di importanti elezioni: dalla Francia all’Italia fino alla Spagna. E della conferma, all’inizio del prossimo anno, di due importanti caselle istituzionali dell’Unione: la presidenza del Consiglio europeo e quella del Parlamento.

Il quesito su von der Leyen è in parte connesso a questi appuntamenti. Sostituire la presidente della Commissione è molto improbabile. Ma nell’Eurocamera e anche negli stessi uffici di Palazzo Berlaymont, il timore che senza un rilancio l’Ue imbocchi – come ha paventato Mario Draghi – la strada dell’agonia, si fa sempre più pressante.

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