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(Merlo su siepe di ligustro) 

Creare una siepe velocemente, con 12 piante per 12 mesi

Le migliori specie per una siepe da giardino resiliente e veloce, interessante in ogni stagione
6 minuti di lettura

Progettare paesaggi resilienti, dalla scala più grande dell'agroecologia alla dimensione più familiare del giardinaggio, è ormai un imperativo. L'edizione 2023 del noto Festival Internazionale dei Giardini che si tiene in Francia, nel parco del castello di Chaumont-sur-Loire (fino al 5 novembre), è intitolata proprio Jardin Résilient e mostra 25 esempi di piccoli spazi che sanno essere belli, ma anche autosufficienti e pronti a incoraggiare la biodiversità.

La manifestazione Orticolario, attesa dal 28 settembre al 1 ottobre a Villa Erba, sul Lago di Como, indagherà altresì sulle piante per creare ambienti sostenibili. Le nostre scelte in fase di progetto, infatti, possono fare la differenza. Per trasformare questa chiamata all'azione in un esempio concreto possiamo "costruire la biodiversità" con una siepe mista fatta di piante resistenti e poco bisognose di cure nei nostri climi. In questo articolo suggeriamo 12 diverse specie di cespugli, ciascuna in grado di diventare la protagonista della siepe per almeno un mese dell'anno grazie alla sua fioritura, al profumo o alle bacche, creando motivi di fascino e sostenendo la fauna selvatica.   

 

Che cos'è la siepe mista da giardino

Quando pensiamo a una siepe mista informale dobbiamo ragionare su una siepe in stile naturale composta da diverse specie; non immaginiamo, dunque, un muro di verde di forma geometrica. Il suo aspetto un po' spontaneo, mantenuto entro le dimensioni desiderate grazie alle potature (a fine inverno), dà la possibilità alle piante di esprimere la loro bellezza. Per questo tipo di siepe prevediamo almeno un metro di spessore e una distanza di circa 1,5 metri tra una pianta e l'altra, in posizione ben assolata.

In base allo spazio a disposizione e alle nostre esigenze, potremo scegliere soltanto alcune delle specie sotto indicate, alternando sempreverdi e decidue (quelle che perdono le foglie in autunno) e prevedendo fioriture in momenti diversi. Il periodo migliore per piantare la siepe va da settembre a novembre, in modo che le radici abbiano il tempo di espandersi prima dell'arrivo del gelo e siano già forti in primavera. Noi dovremo ricordarci di innaffiare durante i periodi siccitosi, nel primo anno dopo l'impianto. Lo stesso effetto lo potremo ottenere coltivando le piante in vasi molto capienti, di almeno 60 centimetri di diametro per ogni esemplare; in questo caso, poteremo molto di meno (perché le piante in vaso sono meno vigorose) però dovremo prevedere un impianto di irrigazione. Di seguito, 12 specie di siepe resilienti per i 12 mesi dell'anno.

Caprifoglio invernale 

Gennaio con il caprifoglio invernale

Il caprifoglio invernale, Lonicera fragrantissima, è un cespuglio semi sempreverde dall'aspetto un po' arruffato che perde le foglie in inverno soltanto nei climi più rigidi. Il suo pregio principale è dato dalla fioritura invernale profumatissima, che si avverte a diversi metri di distanza. I piccoli fiori color crema sbocciano già a partire dall'autunno per arrivare a ricoprire i rami in gennaio e febbraio, nutrendo le api che volano in cerca di polline nelle giornate più miti. Seguono piccoli frutti di colore rosso che maturano all'inizio dell'estate, molto graditi agli uccelli. Per chi ama i profumi invernali, un altro arbusto da aggiungere alla siepe mista è Viburnum x bodnantense 'Dawn' (il x nei nomi latini delle piante indica che si tratta di un ibrido tra due specie).

 

Febbraio con il viburnotino

Viburnum tinus è un cespuglio sempreverde dalle molte virtù. I suoi "grappoli" di fiorellini bianchi o rosati, leggermente profumati, risaltano sul fogliame verde scuro per più volte nel corso dell'anno, già dalla fine dell'inverno, seguiti da bacche ornamentali blu molto amate dagli uccelli. Inoltre, il viburnotino tollera bene l'inquinamento urbano e la siccità e può crescere anche a mezz'ombra, dove però fiorisce meno. Tra le fioriture più interessanti di febbraio c'è anche quella del nocciolo, i cui amenti (le "spighette" pendule che portano il polline, gialle) sono preziosi per gli impollinatori.

 

Marzo con il corniolo

Il corniolo, Cornus mas, è un arbusto deciduo che può diventare un piccolo albero ed è interessante sotto molti aspetti. La fioritura, che inizia da metà febbraio e si prolunga fino a metà aprile, ricopre la pianta di piccoli fiori gialli, preziosi per gli impollinatori. La corteccia dei rami è rossiccia. Le foglie sono verde lucido. I frutti, ovvero le corniole, piccole "olive" rosse, maturano da fine estate e sono commestibili, ma anche apprezzate dagli uccelli. Esistono molti cornus da siepe ornamentali, con cortecce di colore rosso oppure giallo, ma non fioriscono come il corniolo.

Biancospino 

Aprile con il biancospino

Il biancospino, Crataegus monogyna, è un arbusto a foglia caduca che si trasforma in una nuvola bianca da metà marzo a metà maggio, a seconda dell'andamento stagionale; i suoi rami spinosi si ricoprono di fiorellini bianchi che profumano l'aria di mandorla amara. I frutti, simili a bacche rosse, maturano in autunno e rimangono sulla pianta anche dopo la caduta delle piccole foglie, per la felicità di molti uccelli. Tra le fioriture bianche più interessanti per aprile, ricordiamo anche quella della ginestra bianca, Retama monosperma, profumatissima, amata dalle api e utile per il terreno perché lo fertilizza.

Rosa Bloomfield Abundance 

Maggio con le rose da siepe

Diverse le rose adatte alla siepe mista. Tra le più vigorose, la varietà 'Bloomfield Abundance', vigoroso cespuglio verde chiaro i cui rami arcuati possono essere anche condotti lungo un pergolato con l'effetto di un rampicante. Questa rosa storica, facilissima da coltivare e resistente alle malattie, è oltretutto rifiorente e i suoi rami portano mazzetti di roselline rosa confetto, profumate, visitate dalle api. Tra le altre rose adatte alla siepe informale, Rosa chinensis 'Mutabilis', con fiori a cinque petali che sbocciano arancioni e poi diventano rosa, dalla primavera all'autunno, ma anche Rosa chinensis sanguinea, quasi sempre in fiore (quest'ultima, teme i climi molto freddi).

 

Giugno con l'agnocasto

Anche chiamato pepe dei frati, l'agnocasto veniva coltivato nei conventi per le sue proprietà anafrodisiache. Il suo nome latino è Vitex agnus-castus e visto da lontano questo grande cespuglio di forma arrotondata ha l'aspetto di una lavanda gigante. Da vicino, le sue foglie ricordano quelle degli aceri ornamentali ed hanno un profumo speziato, mentre i piccoli fiori azzurri sono raccolti in spighe lunghe fino a 20 centimetri, in cima ad ogni ramo, molto amate da api e farfalle. L'agnocasto tollera bene i periodi di siccità. Tra le fioriture di giugno interessanti per la siepe, ricordiamo anche la fejoa (Acca sellowiana), con fiori bianchi e rossi dolci e commestibili (anche i merli ne vanno pazzi) e frutti profumati, ma anche il metrosideros, una nuvola rossa perfetta per le zone di mare, perché teme il gelo. Le ultime due sono piante sono sempreverdi.

Ibisco siriaco 

Luglio con l'ibisco siriaco

La maggior parte delle piante da fiore va a riposo nei mesi di grande caldo. Tra le specie che fanno eccezione a questa regola c'è l'ibisco siriaco (che in realtà è originario della Cina), con fiori di 5-8 centimetri, dal bianco al rosa carico al malva. Le sue varietà che non producono semi sbocciano ininterrottamente dall'inizio dell'estate all'autunno, purché abbiano acqua a sufficienza. In particolare, gli ibischi a fiore semplice, con cinque petali, sono ricchi di polline, importanti per nutrire api e coleotteri nei mesi caldi (ma sono frequentati anche da cince e capinere, che non disdegnano il nettare). Quelli a fiore doppio, cioè con la corolla piena di petali, sono più scenografici, ma adatti a essere coltivati come piante isolate. I fiori degli ibischi siriaci sono commestibili. In inverno, i rami nudi, diritti e di colore grigio-argento, sono anch'essi ornamentali.

Sambuco 

Agosto con il sambuco

Il sambuco è un grande arbusto deciduo dall'aspetto vigoroso. Alle sue ombrelle di fiori bianchi, profumati e commestibili, che sbocciano in aprile e maggio, seguono grappoli di bacche blu in estate, molto decorative e amate da capinere e merli. Oltre al classico sambuco spontaneo, dalle grandi foglie composte verde chiaro, ne esistono varietà ornamentali come 'Black Lace' e 'Black Beauty', a foglie scurissime, oppure 'Golden Tower' e 'Madonna', gialli, varianti interessanti per creare macchie di colore in contrasto nella siepe. Tra le piante a foglia colorata interessanti per la siepe, segnaliamo anche l'albero della nebbia rosso, Cotinus coccygria 'Royal Purple', che in estate si ricopre di vaporosi "batuffoli" rosa (sono le infruttescenze che portano i semi, non sono allergenici).

Prugnolo 

Settembre con il prugnolo

Il pruno selvatico, Prunus spinosa, è un cespuglio spontaneo  tradizionalmente utilizzato per creare siepi impenetrabili in campagna, grazie ai rami spinosi. I fiori bianchi, di 2 cm di diametro, sbocciano in marzo, in contrasto con i rami di colore marrone scuro, ancora spogli. Seguono frutti sferici simili a piccole susine di circa 3 centimetri di diametro, che già in agosto si colorano di nero con intensi riflessi blu, rendendo molto scenografica la pianta. I frutti, di sapore aspro ma commestibili, rimangono sulla pianta fino alle prime gelate, sfamando i volatili nei mesi più rigorosi. Tra le altre bacche blu di fine estate amate dagli uccelli, quelle del ligustro, Ligustrum vulgare, piccolissime ma riunite in grappoli numerosi; questa specie è molto apprezzata anche dalle api in primavera.

Ottobre con la piracanta

L'agazzino o piracanta è un arbusto sempreverde a crescita veloce adatto a formare siepi molto fitte, con un intrico di rami impenetrabili. In primavera, la pianta si ricopre di piccoli fiorellini bianchi. Dalla tarda estate, e fino a dicembre, i rami portano una miriade di bacche rosse, oppure arancioni o gialle. Infatti, esistono molte varietà ornamentali di piracanta, in diverse colorazioni. Quelle delle varietà rosse, come 'Red Column', sono le più gradite ai merli.

 

Novembre con l'eleagno

L'eleagno sempreverde, Eleagnus x ebbingei, è interessante tutto l'anno, grazie a foglie coriacee di colore grigio argento che sviluppano siepi dense adatte a intercettare il rumore e l'inquinamento. Forma un grande cespuglio che tende ad allargarsi parecchio, dunque va integrato nelle grandi siepi oppure va potato regolarmente. All'inizio dell'autunno e poi alla fine dell'inverno si fa notare per il suo profumo, grazie a piccoli fiori, impercettibili alla vista, ma dall'intensa fragranza. I frutticini che seguono, dolci e commestibili, nutrono l'avifauna. L'eleagno cresce anche su suoi poveri e inospitali ed ha il vantaggio di migliorare il terreno.

Dicembre con il corbezzolo

Il corbezzolo è una pianta sempreverde dalle molte virtù, da apprezzare tutte insieme nel mese di dicembre. Già a partire dal tardo autunno, infatti, sulle foglie verde intenso spiccano grappoli di piccoli fiori bianchi ed in contemporanea si notano i frutti rossi, perfettamente sferici e grandi come fragole, derivanti dalla fioritura dell'anno prima. Grazie a questo "look" tricolore Arbutus unedo - questo il suo nome latino - è l'albero simbolo d'Italia. Ciò che ci interessa dal punto di vista della sostenibilità è che cresce su qualsiasi terreno, purché lontano dai ristagni, non teme il caldo e la siccità e in più, nei mesi freddi, nutre gli impollinatori disorientati da insolite giornate miti e molti uccelli. La sua chioma si anima di un allegro viavai.