Repair Café, dove gli oggetti hanno una seconda vita
di Paola ArosioUn po' centri di riparazione, un po' zone di ritrovo, un po' botteghe artistiche. I Repair Café sono luoghi in cui alcuni volontari, tra cui esperti di informatica, artigiani, appassionati di bricolage, si mettono a disposizione degli avventori per aggiustare smartphone, computer, tv, ma anche abiti, giocattoli, biciclette, phon, frullatori, vecchi armadi. Il tutto seguendo il principio dell'economia circolare, che ha tra i propri punti cardine proprio la riutilizzazione degli oggetti, con l'obiettivo di ridurre gli sprechi e diminuire le spese.
Roma: un laboratorio al Tufello
L'iniziativa, nata nel 2009 in Olanda grazie all'ambientalista Martine Postma, si è gradualmente diffusa in Gran Bretagna, Germania, Francia, approdando nel 2015 anche nel nostro Paese. Allora è stato, infatti, fondato, a Roma, nel quartiere del Tufello, il primo Repair Café italiano, chiamato Aggiustotutto. Qui regnano curiosità, intraprendenza, buona volontà. "Il nostro locale non è, però, un centro di assistenza", ci tiene a precisare Francesco Pelaia, uno dei tre fondatori, "ma vuole essere soprattutto un luogo di aggregazione sul territorio, in cui incontrarsi, scambiare i saperi, fare comunità. Effettuare riparazioni è un'abilità che molte persone, soprattutto giovani, hanno perso e che sarebbe importante recuperare, in modo da poter risolvere i piccoli problemi quotidiani in autonomia, senza dover dipendere da altri, come l'idraulico che non arriva o l'elettricista che chiede cifre esagerate". Il laboratorio, aperto tutti i giovedì sera, organizza anche corsi di riciclo e riuso creativo, oltre a vantare una filiera completa di riciclaggio della plastica.
Milano: "Al Lab Barona. insegniamo a fare"
A Milano, in via Ettore Ponti, sorge invece Lab Barona, iniziativa promossa dall'impresa sociale La Cordata, in collaborazione con Milano 2035. Si tratta di uno spazio aperto al quartiere e alla città, dove tutti possono accedere a esperienze di condivisione, scambio, collaborazione, per dare una seconda vita agli oggetti. "Il nostro obiettivo è coinvolgere soprattutto i giovani e gli anziani in modo da favorire una relazione intergenerazionale", spiegano i responsabili del Repair Café, ambiente dotato di tutto punto, dal martello al trapano, dalla piallatrice alla stampante digitale 3D. Tra queste mura si possono anche imparare le tecniche per realizzare, con materie prime a basso costo, vari prodotti, come latte vegetale, detersivo, sapone, crema per il viso, dentifricio.
Bologna: "Da Rusko proviamo ad aggiustare tutto"
Nel capoluogo dell'Emilia-Romagna, al civico 98 di via Turati, c'è Rusko, laboratorio nato nel 2017 all'insegna di una filosofia green. Ogni mese, inoltre, l'associazione organizza, in differenti zone della città, le Feste della riparazione, durante le quali i cittadini possono portare gli oggetti rotti per aggiustarli con la guida dei volontari. Eventi per dire di no alla logica dell'usa e getta e all'obsolescenza programmata, la politica commerciale che accorcia la vita di un prodotto inducendo i consumatori a comprare il nuovo modello. "Non tutto si riesce a mettere a posto, ma si tenta sempre", chiarisce Deanna Depietri, sarta e attivista. "E se servono pezzi di ricambio, i volontari aiutano a trovarli".
Bolzano: Spazio 77, i Lego contro le barriere architettoniche
Per chi abita a Bolzano l'appuntamento è ogni lunedì sera allo Spazio 77 di via Dalmazia. In questo Repair Cafè, fondato nel 2020, si possono far riparare oggetti in legno, stoffa, ceramica, oltre a piccoli elettrodomestici e ombrelli. "Vogliamo creare una rete di mutuo sostegno per crescere insieme e valorizzare il bene comune", spiega Argante Brancalion, uno dei referenti dell'iniziativa. Continua anche il progetto di costruzione di due rampe in vecchi mattoncini Lego per permettere alle persone in sedia a rotelle di accedere al centro. "In totale servono circa 30 chili di mattoncini, di ogni forma, colore, dimensione", spiega Brancalion.
Riparazione in tre fasi
A questi Cafè se ne aggiungono molti altri, per esempio a Venezia, Verona, Cagliari, Pavia. Tutti condividono le stesse idee di fondo, che si concretizzano in un processo di riparazione suddiviso in tre fasi: diagnosi, manutenzione, riconsegna. Un volontario presente all'ingresso del centro analizza l'oggetto, cercando di evidenziare gli eventuali problemi. Quest'ultimo passa, quindi, nelle mani di un altro volontario, che possiede una propria postazione dotata degli strumenti e dei manuali necessari per svolgere l'attività. La riparazione avviene in presenza del proprietario, al quale viene spiegato, magari mentre si gusta un caffè o un tè, il procedimento: ciò gli potrà tornare utile in un secondo momento, qualora il guasto o il malfunzionamento si dovesse riproporre. Una volta aggiustato, l'oggetto viene restituito all'avventore, che se vuole può lasciare un'offerta a chi lo ha aiutato.
Un aiuto per chi vuole avviare l'attività
Chi volesse dare vita a un nuovo centro di riparazione può rivolgersi alla fondazione Repair Café International, nata nel 2011 per supportare i volontari nell'allestimento e nell'avvio della struttura. L'associazione fornirà ai richiedenti un apposito manuale e permetterà loro di registrarsi su RepairMonitor, la piattaforma comune a tutti i Café, in cui registrare i dati delle operazioni portate a termine. La fondazione stessa ha avviato nel 2019 la campagna europea Right to Repair con l'intento di sensibilizzare le persone verso il problema del consumismo. Per un futuro più equo e sostenibile.