Cop28, la soluzione è a portata
di Bertrand Piccard*Perché c'è una Cop28? Perché le precedenti 27 non sono state sufficienti. E perché? Perché il mondo economico e politico ha presentato, anno dopo anno, la decarbonizzazione come un obiettivo molto costoso da raggiungere, un fardello che richiede sacrifici economici e perdite di posti di lavoro.
Se vi venisse proposto qualcosa di totalmente contrario ai vostri interessi, lo fareste? Ovviamente no. Eppure è questo che i decisori di tutto il mondo hanno l'impressione che venga loro propinato alle conferenze sul clima. Da qui la loro riluttanza ad adottare impegni ambiziosi.
Piuttosto che perpetuare una sterile divisione tra sostenitori e oppositori dell'azione per il clima, è imperativo ripensare il nostro approccio, ed è giunto il momento di prendere in considerazione le preoccupazioni degli oppositori, ascoltare le loro argomentazioni e rispondere con un linguaggio comprensibile a tutti, trascendendo i pregiudizi. È innegabile che presentare la protezione dell'ambiente come un onere economico, una minaccia per la mobilità e il comfort, non ha suscitato il sostegno sperato.
Giustamente convinti dei meriti della loro causa, va detto che agli ambientalisti è purtroppo mancata la psicologia della comunicazione: un linguaggio che ispirasse l'azione piuttosto che la negazione; una narrazione che motivasse la società nel suo complesso ad agire piuttosto che a resistere; una storia convincente sulla transizione, in grado di mobilitare i decisori chiave alla loro causa. Un percorso presentato come compatibile con i loro interessi.
Le ONG umanitarie hanno capito da tempo che presentare successi e risultati concreti mobilita più risorse che dipingere un quadro senza speranza. È ora di applicare questa lezione alla protezione dell'ambiente.
Da anni ormai incontro leader del mondo economico e politico. E mi rendo conto che, per quanto possa sembrare banale, il modo in cui ci rivolgiamo a loro è fondamentale.
Ciò che può essere un denominatore comune per tutti gli strati della società, dal Nord al Sud, è il concetto di modernizzazione. Modernizzare per spostare la nostra società da operazioni dispendiose basate su infrastrutture obsolete verso un presente di efficienza, in cui si fa meglio con meno. Modernizzare mettendo in campo tutte le soluzioni che ci permetteranno di produrre energia pulita, che è diventata molto più economica dei combustibili fossili, ma anche di ridurre i volumi di energia necessari ovunque. La decarbonizzazione diventa così la logica conseguenza di una modernizzazione auspicabile, piuttosto che un obiettivo ecologico che respinge politici e capi d'industria.
Se in passato un approccio di questo tipo sarebbe sembrato utopico, in assenza di soluzioni economicamente valide per combattere il cambiamento climatico, negli ultimi anni la situazione è completamente cambiata. Siamo a un vero e proprio bivio, un momento cruciale in cui è possibile una nuova narrazione, un'alternativa preferibile a quella che ha fallito in passato.
Ogni minuto, i nostri processi e sistemi inefficienti non solo emettono CO2 nell'atmosfera, ma causano anche notevoli perdite finanziarie a causa degli sprechi che comportano. Rendere la nostra società più efficiente è l'opportunità economica del secolo. All'emergenza climatica si aggiunge l'imperativo economico, che per molti rappresenta una valida ragione per agire rapidamente.
Ecco perché 123 Paesi si sono appena impegnati a triplicare la capacità di energia rinnovabile e a raddoppiare l'efficienza energetica a livello mondiale entro il 2030.
Ma andiamo oltre. Da Dubai, la Fondazione Solar Impulse offre uno strumento strategico ai leader politici ed economici, che comprende molteplici modi per presentare l'azione per il clima, ispirare l'ambizione e superare le resistenze.
Qualche anno fa eravamo in pochi a parlare dell'opportunità dell'azione per il clima attraverso il prisma della redditività economica. Ma la maionese sembra aver preso, come dimostrano le innumerevoli innovazioni in materia di efficienza esposte alla Cop. Il lavoro di advocacy continua: ad esempio, il primo ministro belga è salito sul podio per parlare di "soluzioni piuttosto che di problemi", mentre John Kerry, l'inviato speciale degli Stati Uniti per il cambiamento climatico, mi ha ringraziato per la nostra nuova narrazione, dicendo con un sorriso "mi aiuterà a non dire cavolate nei miei prossimi discorsi".
Ai negoziatori non resta che approfittarne per redigere la dichiarazione finale, altrimenti ci aspetta qualche altra Cop in più.
(Bertrand Piccard, aviatore e psichiatra svizzero, con Solar Impulse ha compiuto il giro del mondo con il primo aereo a energia solare. Ogni giorno scrive per Green&Blue da Dubai, dove partecipa alla Cop28)