Melissa, l’incubo nell’incubo della Giamaica: “Attenzione ai coccodrilli nelle strade”
di Giacomo TalignaniA causa delle forti piogge e le inondazioni causate dall'uragano è stato diffuso un allarme ministeriale sulla possibilità che grandi rettili si infiltrino nelle zone residenziali. "Proteggere bambini e animali domestici"
In Giamaica, l'incubo nell'incubo ha la forma di un coccodrillo. Mentre il Paese devastato dall'uragano di categoria 5 prova lentamente a rialzarsi e deve ancora fare la conta degli enormi danni che hanno subito case, scuole e infrastrutture, nelle strade allagate di Kingston e delle varie realtà rurali del Paese si aggira ora una ulteriore minaccia: i coccodrilli. Ad affermarlo, con una nota di allarme, è direttamente la South East Regional Health Authority che fa parte del ministero della Salute del Paese ed ha diramato una serie di informazioni per avvertire la popolazione che a causa delle forti piogge e delle inondazioni si potrebbe verificare "lo spostamento dei coccodrilli dai loro habitat naturali".
Tra strade e campi sommersi i coccodrilli potrebbero infatti iniziare a muoversi nelle acque alluvionali con nuovi rischi per la popolazione. "L'innalzamento dei livelli dell'acqua nei fiumi, nei canaloni e nelle paludi potrebbe spingere i coccodrilli a spostarsi nelle aree residenziali in cerca di terreni asciutti" spiegano le autorità ministeriali. In particolare i residenti di Kingston, St. Andrew, St. Catherine e St. Thomas sono invitati ad "esercitare la massima cautela" e "rimanere vigili" davanti alla possibile presenza di fauna selvatica.
Nel dettaglio è la costa meridionale della Giamaica ad essere più esposta al rischio di incontri con i coccodrilli americani, l'unica specie presente nel Paese e, in particolare, le istituzioni ricordano di proteggere con attenzione bambini, cani e gatti. "Tenere bambini e animali domestici lontani dalle acque alluvionali o dalle aree in cui sono stati avvistati coccodrilli" si legge nella nota diffusa da South East Regional Health Authority. Allo stesso tempo però il numero di questi rettili, capaci di pesare anche 500 chilogrammi, è in calo in Giamaica per via di vari fattori tra cui la perdita di habitat, gli impatti della crisi del clima, l'inquinamento da plastica ma anche caccia illegale e uccisioni da parte della popolazione impaurita dalla presenza degli animali. Fra le raccomandazioni diffuse ai residenti anche quella di "non tentare di catturare o ferire alcun coccodrillo" e di segnalare subito eventuali avvistamenti al National Environment and Planning Agency (NEPA), così come di "assicurarsi che i cortili e gli scarichi siano tenuti liberi da detriti per evitare accumuli di acqua stagnante" che potrebbe favorire il passaggio dei rettili.