Come gli egizi nel deserto: l’argilla da antico rimedio a tecnologia innovativa contro la siccità
di Paolo TravisiLa startup norvegese Desert Control ha studiato un metodo per fare fronte all’aridità crescente dei terreni con l’argilla liquida: così la sabbia trattiene l’acqua per coltivare
La desertificazione è un fenomeno causato dall’azione antropica che minaccia paesi e aree fino a pochi anni fa, del tutto insospettabili. Dalla Norvegia, la startup Desert Control, (il nome dice tutto) ha brevettato una tecnologia innovativa che riesce a rendere fertili anche i terreni più aridi, grazie ad un mix di argilla e acqua, che in qualche modo si ispira all'antico Egitto. Perché? Gli egiziani proprio grazie al sapiente uso dell'argilla proveniente dal fiume Nilo hanno reso fertile quell'area del Paese. Un'innovazione raccontata dai libri di storia, che probabilmente ha ispirato anche l'ingegnere norvegese Kristian P. Olesen, founder di Desert Control, l'azienda che ha inventato il metodo LNC, acronimo di Liquid Natural Clay. Ma prima di entrare nel dettaglio dell'innovazione, facciamo un passo di lato per capire la portata potenzialmente rivoluzionaria dell'argilla liquida.
Gli ultimi dati diffusi dal Wwf indicano che il degrado del suolo e la siccità causati dall’uomo interessano circa 1,6 miliardi di ettari in tutto il mondo. E le ripercussioni dirette coinvolgono almeno 3,2 miliardi di persone. Un allarme cresciuto in silenzio, che riguarda ora anche Europa, Italia inclusa. Lo scorso maggio, oltre il 40% dell’Europa risultava colpita da qualche forma di siccità, tra cui regioni insospettabili ritenute immuni. Quali? Irlanda, Francia settentrionale, Benelux, diverse regioni della Germania, alcune zone delle pendici settentrionali delle Alpi, le isole del Mediterraneo sud-orientale, solo per fare alcuni esempi. Ma la lista è lunga. In Italia, secondo i dati Ispra del 2022, la disponibilità d’acqua si è ridotta del 19% nell’ultimo trentennio rispetto al precedente, mentre sono aumentati i consumi su molti settori.
I periodi di siccità non sono solo il risultato di una combinazione di variabilità climatica naturale, ma sintomo di un cambiamento climatico indotto dalle attività umane: dall’uso dei combustibili fossili alla deforestazione e al degrado del suolo, fino alla cattiva gestione delle risorse idriche e del territorio. Secondo gli attuali modelli climatici i fenomeni di siccità saranno sempre più frequenti e gravi in futuro. I deserti naturali, formatisi nel corso di millenni, occupano il 6,4% delle terre emerse, ma costituiscono un ecosistema di grandissimo valore caratterizzato da paesaggi e forme di vita adattate a condizioni estreme. La desertificazione quindi, non interessa i deserti, ma piuttosto il rischio di un progressivo degrado delle aree coltivabili, che può determinare perdita di biodiversità e rappresenta una delle minacce ambientali più pressanti del nostro secolo, mettendo a rischio la sicurezza alimentare.
La caratteristica fondamentale di questi terreni è la composizione sabbiosa, che impedisce la ritenzione di acqua e nutrienti. I terreni sabbiosi, infatti, sono costituiti da particelle di grandi dimensioni che creano ampi spazi porosi. Questa struttura consente un rapido drenaggio dell'acqua - e dei preziosi fertilizzanti - al di sotto della zona in cui arrivano le radici delle piante che non riescono ad intercettare l’acqua. Il risultato è un duplice spreco: si consuma molta più acqua per l'irrigazione e la salute del suolo peggiora, portando a basse rese e all'abbandono dei campi.
Di fronte al problema della desertificazione, la startup norvegese Desert Control ha sviluppato e brevettato una tecnologia chiamata Liquid Natural Clay (LNC), ovvero argilla naturale liquida formulata per essere applicata facilmente al suolo, anche attraverso i sistemi di irrigazione esistenti. La vera innovazione della startup è l’aver creato un sistema in grado di agire a livello nanometrico. Come? Le nanoparticelle di argilla contenute in LNC vengono veicolate in profondità nel terreno. Una volta in posizione, si legano saldamente alle particelle di sabbia. Questo legame chimico e fisico trasforma la struttura del suolo; l’argilla colma gli spazi porosi eccessivi tipici della sabbia, creando una matrice strutturale più fine e coesa. Quando viene applicato al terreno, questo trattamento modifica il comportamento della sabbia, che diventa improvvisamente capace di trattenere fino al 50% di acqua in più, ma anche di trattenere i nutrienti, favorire la vita microbica e stabilizzare le colture nelle prime fasi di crescita. Un terreno più arido, diventa soffice, quindi più fertile nell’arco di poche ore.
Il trattamento di Desert Control con LNC, che ha richiesto un periodo di ricerca e sviluppo lungo 15 anni, è stato già testato in applicazioni agricole su meloni e broccoli, di inverdimento urbano e sui terreni da golf negli Stati Uniti, mostrando dei miglioramenti molto importanti e con un grande risparmio idrico. Difatti, anche negli Emirati Arabi Uniti, dove il deserto rende la coltivazione molto costosa c'è un grande interesse verso la nanoargilla. Ovviamente, la ricetta deve essere adattata ad ogni esigenza, come evidenzia l’ingegnere norvegese Kristian P. Olesen che ha fondato l'azienda, secondo il quale ogni terreno deve essere analizzato per comprendere il giusto mix di argilla da veicolare nel terreno. Ora, se i risultati delle rese e del risparmio idrico su larga scala saranno replicabili, il trattamento creato da Desert Controlo potrebbe trasformare le dinamiche economiche e ambientali dell’agricoltura globale.