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Un decreto per velocizzare le autorizzazioni degli impianti fotovoltaici

La legge prevede una piattaforma unica per autorizzazioni e comunicazioni e una nuova funzione per ARERA nella risoluzione delle controversie

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L’Italia ha l’energia, ma non sempre ha le chiavi per liberarla. Ora, però, qualcosa sta cambiando. “Con l’adozione dei modelli unici facciamo un passo avanti decisivo verso un sistema autorizzativo più uniforme su tutto il territorio nazionale” dichiara a Green&Blue il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava, commentando l’approvazione del Decreto Legislativo n. 178 , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 novembre 2025. Il provvedimento, che interviene sul Testo Unico delle rinnovabili (D.lgs. 190/2024) e sarà in vigore dall’11 dicembre, promette tempi più rapidi per il repowering degli impianti esistenti, una piattaforma digitale unica per autorizzazioni e comunicazioni, una nuova funzione per ARERA nella risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Repowering e iter più veloci

Una semplificazione concreta per chi intende potenziare impianti già esistenti è contenuta nell’articolo 9-bis del decreto. Se l’aumento di potenza non supera il 15%, l’autorizzazione unica diventa più snella, gestita a livello regionale per progetti fino a 300 megawatt, oppure statale per quelli superiori. Lo stesso vale per gli impianti geotermici sotto i 50 MW, spesso penalizzati da iter poco proporzionati alla loro scala. Questo passaggio tocca un nodo strategico: l’Italia è piena di impianti fotovoltaici, eolici o geotermici costruiti oltre dieci anni fa, ormai superati dal punto di vista tecnologico. Aggiornarli significherebbe produrre di più con lo stesso impatto, sfruttando infrastrutture già presenti. Fino a oggi, però, l’iter autorizzativo per questi interventi era paradossalmente complesso quasi quanto quello per costruire da zero. Il decreto rimedia, offrendo una via più fluida a chi sceglie di migliorare anziché espandere.

Suer: la piattaforma digitale

Per chiunque abbia provato a inoltrare una richiesta di autorizzazione per un impianto rinnovabile, si è trovato di fronte a una vera e propria frammentazione. Ogni Regione, ogni ente, ogni Comune sembra parlare una lingua diversa. Un labirinto documentale che scoraggia anche i progetti più solidi. Con il decreto 178, la piattaforma Suer (Sportello unico energie rinnovabili) viene formalmente integrata nel Testo Unico delle rinnovabili, sostituendo l’articolo 5 e raccogliendo al suo interno la disciplina già prevista dal decreto legislativo 199/2021. “Suer è uno strumento che semplifica il lavoro delle amministrazioni e accelera l’espansione delle energie rinnovabili” afferma il viceministro Gava. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica mantiene la regia normativa, mentre la realizzazione tecnica e la gestione operativa sono affidate al Gse. Suer sarà il punto di accesso unico per tutte le pratiche autorizzative legate alle fonti rinnovabili. Dalla costruzione di grandi impianti fino agli interventi in attività libera, ogni richiesta passerà da qui. La piattaforma raccoglierà anche i dati relativi ai procedimenti in Pas (procedura abilitativa semplificata) e in autorizzazione unica, offrendo una visione centralizzata dell’intero iter. Secondo quanto precisato dal ministero, la piattaforma dovrà essere resa accessibile entro 120 giorni dall'approvazione del decreto che disciplina i modelli unici.

Come accedere

Il soggetto proponente accederà con le proprie credenziali e caricherà i modelli unici necessari per avviare la procedura. Sarà lui, e non più il gestore di rete, a trasmettere queste informazioni alla piattaforma. Una modifica che permette di includere anche gli interventi che non prevedono connessione alla rete elettrica, come le pompe di calore o gli impianti per autoconsumo. “La Suer digitalizza l’intero flusso delle istanze, consente il monitoraggio in tempo reale dei procedimenti e garantisce l’interoperabilità con le piattaforme regionali” spiega il viceministro Gava. Durante l’iter, il sistema gestirà eventuali richieste di integrazione documentale e convocherà, se previsto, la conferenza di servizi (riunione tra enti pubblici per decidere su un progetto). Al termine del procedimento, l’istanza potrà essere accolta, rigettata o dichiarata improcedibile. “Un cambio di passo concreto” aggiunge il viceministro, “meno burocrazia, procedure più rapide e tracciabili, un archivio storico dei provvedimenti e un’anagrafe nazionale degli impianti autorizzati.” La piattaforma dovrà inoltre rispettare il principio “una tantum” previsto dal Pnrr: le informazioni dovranno essere fornite una sola volta, in un flusso digitalizzato e tracciabile.

Il nuovo compito di ARERA

Nel nuovo assetto entra anche ARERA, l’Autorità per l’energia, che riceve un compito inedito: definire un meccanismo extragiudiziale per la risoluzione delle controversie tra operatori e amministrazioni. Il meccanismo sarà gestito dall’Acquirente Unico S.p.A. e permetterà di risolvere blocchi e incomprensioni fuori dalle aule dei tribunali. In un contesto dove anche un ricorso può significare mesi di ritardo, l’adozione di strumenti extragiudiziali rappresenta una risorsa preziosa. Rende il sistema più fluido, protegge gli investimenti e rafforza la fiducia degli operatori pubblici e privati.

Le Regioni al bivio

Un altro punto chiave del decreto riguarda il rapporto tra Stato e Regioni. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore, le amministrazioni locali dovranno adeguare i propri strumenti normativi alle nuove disposizioni. In assenza di aggiornamento, varranno automaticamente le regole nazionali. Questo meccanismo garantisce un livello minimo di uniformità e prova a superare lo storico divario tra territori più avanzati e altri ancora fermi a pratiche del secolo scorso.