Le auto inabissate nell'oceano: una scultura per rigenerare l'ecosistema
Ventidue auto di cemento adagiate sui fondali oceanici per lanciare - per paradosso - un messaggio forte e chiaro: bisogna salvare i nostri mari. La provocazione è di un artista concettuale, Leandro Erlich: la sua installazione, “Concrete Coral”, realizzata al largo di Miami Beach, in California, con materiale a pH neutro e dunque non impattante sugli ecosistemi, favorisce la colonizzazione di coralli e organizzazione marina. Proprio così: adattandosi al contesto, le sculture – saldamente ancorate ai fondali - aiuterà la biodiversità a riprendersi i propri spazi. L’iniziativa, tra le più eclatanti della “Miami Art Week” in corso, è legata alla missione di “Reefline”, una no-profit che si propone di rivitalizzare la popolazione corallina della Florida, in un contesto di crescenti minacce dovute ai cambiamenti climatici. Non casuale la scelta delle auto come soggetto dell’installazione artistica: alle emissioni dei veicoli è legata del resto una percentuale significativa dell’inquinamento atmosferico, responsabile della crisi climatica. “Sì, una scelta metaforica. - conferma l’artista - Un tempo portatrici di inquinamento e velocità, diventano oggi veicoli di potenziale rigenerazione. Ciò che un tempo ci allontanava dalla natura si trasforma in palcoscenico per il suo ritorno". L’installazione è la prima di una serie di opere d’arte sottomarine: si chiamerà “ReefLine” il nuovo parco di sculture che, entro il 2027, unirà difesa dell'oceano, l'arte site-specific e restauro ecologico. Auto di cemento sul fondo del mare: la provocazione dell’artista concettuale per salvare gli oceani. A cura di Pasquale Raicaldo
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