Eolie, così le alghe rispondono al cambiamento climatico
Che fine faranno le alghe nei mari sempre più acidificati? Per rispondere è nato il progetto di ricerca Aeolus, che studia gli effetti dell’acidificazione sulle foreste sommerse di alghe in alcuni punti dell’arcipelago delle Eolie, considerati laboratori naturale unici grazie alle emissioni di gas vulcanici, che abbassano il pH dell’acqua. Coordinato da Ilaria D’Aniello dell’Università di Padova e finanziato dalla Padi Foundation, con il coinvolgimento della Stazione Zoologica Anton Dohrn, la ricerca è focalizzata in particolare sulll’alga bruna Ericaria brachycarpa, il cui ruolo è considerato fondamentale per la biodiversità mediterranea. Attraverso immersioni, campionamenti stagionali e strumenti subacquei i ricercatori comprendono la risposta della specie allo stress. I primi risultati mostrano un quadro incoraggiante: nelle aree naturalmente acidificate le foreste appaiono dense e stabili, suggerendo una possibile resilienza. Resta però da capire se questa stabilità sia duratura e se le funzioni ecologiche vengano mantenute nel tempo. “Le nostre ricerche – spiega D’Aniello – potranno suggerire strategie efficaci di conservazione e gestione”. A cura di Pasquale Raicaldo (video: progetto Aeolus)
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