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Pothos: tipi, come moltiplicarlo e farlo crescere

Tipi di Pothos, consigli su luce, acqua e terreno, e guida alla talea per moltiplicarlo e farlo crescere sano in casa tutto l’anno

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C’è una pianta che più di ogni altra ha colonizzato case, uffici e studi professionali, diventando il simbolo del verde “facile” ma mai banale. Il suo nome botanico è Epipremnum aureum, ma per tutti è semplicemente Pothos. Rampicante, ricadente, adattabile, è la pianta d’appartamento che mette d’accordo neofiti e appassionati di giardinaggio…anche quello più semplice.

Originario delle foreste tropicali del Sud-Est asiatico, in natura può arrampicarsi sugli alberi e sviluppare foglie di dimensioni sorprendenti. In casa, invece, mantiene proporzioni più contenute, ma conserva la stessa vitalità e, soprattutto, si moltiplica con una facilità quasi disarmante.

I tipi di Pothos più diffusi (e come riconoscerli)

Quando si parla di Pothos si tende a immaginare la classica foglia verde con sfumature gialle; in realtà esistono diverse varietà, ognuna con caratteristiche estetiche precise e leggere differenze di esigenze.

Il più comune è il Golden Pothos, con foglie cuoriformi verde intenso screziate di giallo oro. È il tipo di Pothos più resistente e tollera bene anche condizioni di luce non ottimali. Poi c’è il Neon Pothos, che si distingue invece per il verde acceso, quasi fluo, che illumina gli ambienti contemporanei. La Marble Queen, invece, presenta variegature bianche e crema molto decorative: proprio per mantenere queste sfumature ha bisogno di più luce rispetto alle varietà completamente verdi.

Spazio anche al Jade Pothos, dal verde uniforme e profondo, è tra i più robusti e adatti agli spazi meno luminosi. Infine, il Pearls & Jade ha foglie più piccole e variegature delicate, perfetto per vasi sospesi o mensole.

Come scegliere il Pothos giusto? In realtà la scelta della varietà dipende da più fattori e non è solamente estetica. Le cultivar con più bianco nelle foglie richiedono generalmente maggiore luminosità per non perdere la loro variegatura; dunque, dipende anche dal tipo di impegno che si vuole mettere e anche dagli spazi che si hanno a disposizione. In linea di massima, però, coltivare il Pathos è piuttosto semplice.

Dove posizionare il Pothos per farlo crescere bene

Uno dei motivi per cui il Pothos è così amato è la sua adattabilità. Tuttavia, “si adatta” non significa “cresce al meglio” in qualunque condizione. Ad esempio, è risaputo che questa meravigliosa pianta predilige una luce indiretta abbondante: vicino a una finestra schermata è la soluzione ideale. Attenzione, però, perché il sole diretto può bruciare le foglie, mentre un ambiente troppo buio rallenta la crescita e allunga eccessivamente i fusti.

Come temperatura ideale invece ci aggiriamo tra i 18 e i 28 gradi; il Pothos soffre gli sbalzi termici e le correnti fredde, motivo per cui in inverno è meglio tenerlo lontano da porte finestre o termosifoni troppo vicini. L’umidità domestica standard è generalmente sufficiente, ma in ambienti molto secchi può essere utile vaporizzare leggermente le foglie.

Terreno, acqua e concime: le regole fondamentali per una corretta coltivazione del Pothos

Il Pothos teme più l’eccesso d’acqua che la siccità; l’errore più comune è annaffiare troppo, col rischio che si crei il tanto temuto marciume radicale nemico delle piante. Il substrato del terreno deve essere leggero e ben drenante; un terriccio universale arricchito con perlite o argilla espansa è più che sufficiente. Fondamentale è il vaso con foro di drenaggio.

Tra un’irrigazione e l’altra è bene lasciare asciugare il primo strato di terreno e se le foglie ingialliscono in modo diffuso, spesso la causa è proprio un ristagno idrico. Dare un’occhiata regolare alla pianta è fondamentale: l’occhio capta subito quando c’è qualcosa che non va.

Durante la primavera e l’estate, periodo di crescita attiva del Pothos, si può somministrare un fertilizzante liquido bilanciato ogni quattro o sei settimane, senza eccedere. In autunno e inverno, invece, la concimazione può essere sospesa.

Potatura del Pothos: quando è meglio effettuarla

Un’altra pratica utile è la potatura: accorciare i fusti troppo lunghi non solo rende la pianta più compatta, ma stimola anche la nascita di nuovi getti laterali, rendendo il fogliame più denso.

Come moltiplicare il Pothos: la talea passo dopo passo

Se c’è un motivo per cui questa pianta è diventata protagonista dei social, è la facilità con cui si può propagare. La moltiplicazione per talea è semplice e alla portata di tutti: persino Benedetta di Fatto in casa con Benedetta ha voluto sperimentare in prima persona.

Il punto chiave è il nodo: quella piccola protuberanza sul fusto da cui nascono foglie e radici aeree. Ecco, per ottenere una nuova pianta occorre tagliare un ramo sano appena sotto un nodo, assicurandosi che il segmento scelto ne contenga almeno due o tre. Eliminate le foglie inferiori, la talea può essere messa in acqua o direttamente in un terriccio leggermente umido. Se messa in acqua, le radici iniziano a comparire nel giro di due o tre settimane; è un processo visibile e quasi ipnotico, che permette di seguire giorno dopo giorno lo sviluppo dell’apparato radicale. Quando le radici raggiungono qualche centimetro di lunghezza, la talea può essere trasferita in vaso. Le prime settimane sono le più delicate: meglio mantenere il substrato leggermente umido senza creare ristagni.

Se vi state chiedendo quale sia il periodo migliore per moltiplicare il Pothos, è la primavera. Tuttavia, in ambienti luminosi e riscaldati è possibile farlo quasi tutto l’anno, quindi niente panico e sì sperimentazioni coscienti.

Pothos: problemi comuni e segnali da non ignorare

Nonostante la sua fama di pianta “indistruttibile”, anche il Pothos manda segnali chiari quando qualcosa non va…ed è bene accorgersene per tempo in modo da intervenire nell’immediato. Tra i problemi più comuni a cui il Pothos può andare incontro ci sono:

  • Foglie ingiallite: se presenti in modo diffuso indicano spesso troppa acqua;
  • Foglie con punte marroni: possono segnalare aria troppo secca o accumulo di sali nel terreno;
  • Una crescita lenta e internodi molto distanziati: sono sintomo di scarsa luminosità.

Perché il Pothos è la pianta ideale anche per chi inizia

Il Pothos è una pianta che insegna l’osservazione: capire quando ha sete, riconoscere i nodi, imparare a fare una talea. Tutto questo è il primo vero passo verso una relazione più consapevole con il verde domestico.

Un altro motivo per cui vale la pena averlo in casa e sceglierlo come pianta per il proprio appartamento? Richiede poche cure, ma restituisce molto: cresce velocemente, si presta a essere guidato su supporti verticali o lasciato ricadere da una mensola, si moltiplica senza difficoltà. E poi è bellissimo, caratteristica che non pesa più delle altre ma certamente incide.

Non sarà una pianta da collezionisti esperti, ma il Pothos è la presenza quotidiana che si fa spazio tra le mura di casa e trasforma qualsiasi spazio anonimo in un ambiente vivo. Semplice, verde, estetico: è sempre una buona idea.