Campanula: esposizione, fioritura, coltivazione e come curarla
Con la sua fioritura generosa e prolungata, la campanula infonde colore e allegria ovunque si trovi. Ecco cosa sapere su coltivazione e cura
I bellissimi fiori della campanula incantano con le loro forme e con i loro colori disparati, che spaziano soprattutto tra le sfumature del blu. Si tratta di una pianta erbacea molto decorativa, capace di abbellire giardini, aiuole, bordure, terrazzi e balconi e anche spazi abitativi interni. Versatile e avvolta in un fascino unico, è resistente, crescendo anche in condizioni difficili, ed è facile da coltivare: vediamo come farlo e prendersene cura con semplici accorgimenti per mantenerla sana e rigogliosa.
Campanula: caratteristiche, quando fiorisce e le varietà
Parte della famiglia delle Campanulaceae, la campanula è apprezzata per i suoi fiori spettacolari, che possono essere a forma di calice, campana o rosellina, e si presentano nella gamma dei blu e del violetto, ma anche in bianco e, in alcuni ibridi, in rosa e rosso. Le foglie sono spesso disposte a rosetta lungo gli steli o alla base.
La pianta può essere annuale o perenne e si distingue per la fioritura lunga e abbondante: questa inizia a marzo e può durare fino alla fine dell’estate.
Il suo portamento varia molto a seconda della specie, passando da varietà nane a quelle alte fino a due metri, e può essere eretto, tappezzante o strisciante. La campanula comprende infatti moltissime varietà, includendo circa 300 specie.
Le più comuni sono la campanula carpatica, minuta, dal portamento compatto e con fiori a campanella, perfetta in vaso o per i bordi dei sentieri, la campanula portenschlagiana, varietà perenne, rustica, tappezzante, con un portamento compatto e ricadente e ideale per coprire muretti, e la campanula persicifolia, più alta e con fiori leggermente penduli e steli eleganti.
Ci sono poi la campanula poscharskyana, che si distingue per la crescita a tappeto, con fiori a forma di stella e adatta per bordure, coperture del terreno e per decorare sentieri, la campanula latifolia, che presenta fiori larghi e grandi, perfetta per le siepi del giardino, e la campanula glomerata, dai grandi fiori blu e viola.
Dove collocare la campanula
La campanula è nota per la sua bellezza, ma anche per la resistenza e le sue capacità di adattamento. In generale, preferisce un ambiente temperato, umido e fresco, con temperature tra i 10 e 18 gradi.
L’esposizione migliore è luminosa, anche se tollera la mezz’ombra, ma è bene evitare i raggi solari diretti durante le ore centrali della giornata. Se coltivata in appartamento, la posizione ideale è nei pressi di una finestra coperta da una tenda, mantenendola lontana da termosifoni e aria condizionata. In giardino può essere posta sotto alberi e arbusti, in modo che le loro chiome la proteggano dal sole diretto. Pur non temendo il freddo, le gelate notturne possono provocare danni.
La pianta predilige un terreno drenante, fertile, con ph neutro e ricco di sostanza organica.
Coltivazione in giardino e vaso
Estremamente versatile, la campanula si presta sia in giardino che in vaso. Le sue varietà tappezzanti sono perfette per decorare bordure, muretti e aiuole, mentre quelle più alte per le siepi. Le varianti nane, invece, abbelliscono gli ambienti domestici, aggiungendo colore e bellezza in balconi, terrazzi e spazi interni.
Per quanto riguarda la coltivazione in giardino, è possibile procedere tramite la semina, da effettuare tra marzo e maggio o tra ottobre e novembre. I semi vanno semplicemente appoggiati sul terreno e premuti leggermente, senza essere coperti, in modo che ricevano luce sufficiente per favorire la germinazione.
Tra un seme e l’altro è necessario lasciare una distanza di 45 centimetri o 30 centimetri per ottenere un effetto più compatto. Durante il periodo di crescita, il terreno deve essere mantenuto umido, evitando però che sia zuppo per non danneggiare le piantine giovani.
La campanula può essere coltivata anche in vaso. È preferibile scegliere un recipiente in terracotta, che favorisce una migliore traspirazione, dotato di fori di drenaggio e ampio circa 20 centimetri. In un terreno fertile, soffice e drenato si posizionano i semi in superficie e si premono leggermente, mantenendo il substrato umido. Una volta cresciuta, la pianta va rinvasata in un contenitore più ampio, intervento da svolgere preferibilmente in primavera.
Un altro metodo efficace è la riproduzione tramite talea. Si effettua in primavera o in estate, prelevando un fusto sano, lungo circa 10 centimetri. Dopo aver rimosso le foglie inferiori, si pianta il fusto in un terriccio umido e drenato. La talea va mantenuta in un luogo luminoso, ma non con sole diretto: per mantenere l’ambiente umido si può coprire con della plastica trasparente. Quando compaiono le nuove foglie, significa che la radicazione è avvenuta e la piantina può essere messa a dimora.
Cura della campanula: irrigazione, potatura e concimazione
La campanula è ritenuta una pianta semplice da coltivare, non presentando esigenze particolari. Amando i terreni umidi, le irrigazioni devono essere regolari. Il terreno non deve mai asciugarsi totalmente, visto che teme l’aridità, ma dall’altro lato non deve essere zuppo, visto che potrebbe causare marciume radicale. In estate le annaffiature devono essere aumentate, mantenendole costanti e più abbondanti. La pianta va bagnata alla base, evitando di irrigare direttamente fiori e foglie.
La potatura richiesta è minima, dovendo limitarsi a rimuovere fiori e foglie secche, per mantenere la pianta in ordine e favorire lo sviluppo di nuovi fiori.
Le concimazioni devono essere moderate, ricorrendo a un concime equilibrato ogni 2-3 settimane durante il periodo della fioritura.
Parassiti, malattie e altre problematiche nella manutenzione
Nella cura della campanula possono manifestarsi alcune problematiche. La pianta può essere soggetta all’attacco di afidi, acari e cocciniglie, da rimuovere con trattamenti naturali - come sapone molle, piretro, olio di neem o di lino - oppure pesticidi mirati in caso di infestazioni gravi. Tra i suoi nemici ci sono anche le lumache, che in giardino possono divorarne le foglie: per proteggerla si possono creare barriere fisiche o esche specifiche.
Altre criticità sono malattie fungine, come per esempio oidio, ruggine, mal bianco e muffe. Per prevenire o trattare questi problemi si può ricorrere a trattamenti a base di polveri bagnabili.
Marciumi radicali e muffe possono insorgere in caso di terreno troppo umido. Le irrigazioni esagerate possono causare ingiallimento delle foglie, mentre la siccità prolungata indebolisce la pianta riducendo la fioritura. Il substrato deve essere quindi mantenuto umido ma sempre ben drenato.
Un’esposizione troppo intensa può bruciare le foglie, mentre un’ombra eccessiva rende la fioritura ridotta. Concimazioni molto abbondanti favoriscono la crescita delle foglie a discapito dei fiori mentre, se insufficienti, rallentano lo sviluppo della pianta.