“L'Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale”. È questa, nonostante la messe di dati allarmanti contenuti nel rapporto, l’affermazione che colpisce di più e che dà il senso complessivo dello European State of the Climate, la relazione annuale sul clima del Vecchio Continente, presentata dall’Organizzazione meteorologica mondiale e dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). La novità, si fa per dire, è che “non si salva nessuno”. Se negli anni passati l’attenzione dei climatologi si era concentrata soprattutto sull’area del Mediterraneo (spesso definita un hot spot dell’innalzamento anomalo delle temperature), l’edizione 2026 del dossier enfatizza come la crisi climatica riguardi tutta l’Europa, dalle sue regioni più meridionali fino al Circolo Polare Artico. Anzi è proprio il grande Nord ha suscitare le maggiori preoccupazioni per ciò che è successo l’anno scorso, e per le conseguenze che questo potrà avere sulle società umane e sulla biodiversità.
“L’Artico è la regione della Terra che si sta scaldando più rapidamente”, avverte lo studio che indica in 0,75 gradi ogni decennio la crescita di temperature negli ultimi 30 anni. L’Europa, nello stesso periodo, si è scaldata di 0,56 gradi ogni dieci anni, mentre il Pianeta di 0,27 gradi centigradi.
I dati elaborati da Copernicus, il progetto della Commissione europea per l’osservazione della Terra, sono chiarissimi: “Un'ondata di caldo record durata tre settimane ha colpito la Fennoscandia subartica, con temperature nelle vicinanze e all'interno del Circolo Polare Artico che hanno superato i 30°C”. E ancora: “I ghiacciai in tutte le regioni europee hanno registrato una perdita netta di massa, con l'Islanda che ha registrato la seconda maggiore perdita di ghiacciai mai registrata; la copertura nevosa è stata del 31% inferiore alla media; la calotta di ghiaccio della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate (139 miliardi di tonnellate) di ghiaccio”.
Se si allarga lo sguardo all’intero Continente, lo scenario non cambia: “Nel 2025 almeno il 95% dell'Europa ha registrato temperature annuali superiori alla media”, si legge nel rapporto. “Nel 2025 almeno il 95% dell'Europa ha registrato temperature annuali superiori alla media. Gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.034.550 ettari, la superficie più estesa mai registrata. Le portate dei fiumi sono state inferiori alla media per 11 mesi dell’anno, con il 70% dei fiumi che ha registrato portate annuali inferiori alla media”.
E l’Italia? Sulla mappa del “riscaldamento” è tra i Paesi europei che nel 2025 sono stati “molto più caldi della media” (periodo 1991-2020, ndr). Temperature altissime si sono registrate nel tratto di mare compreso tra la Sicilia occidentale e la costa meridionale della Sardegna. Una sorte condivisa appunto con aree molto più a nord: Groenlandia, Islanda, Scandinavia, Europa nord-orientale.
“Lo European State of the Climate dipinge un quadro preoccupante: il ritmo dei cambiamenti climatici richiede un intervento più urgente”, dice Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF. “Con l’aumento delle temperature, gli incendi boschivi diffusi e la siccità, le prove sono inequivocabili: il cambiamento climatico non è una minaccia futura, è la nostra realtà attuale. Per affrontare l’impatto sulla perdita di biodiversità, dobbiamo stare al passo con la rapidità con cui avviene la transizione verso l'energia pulita. E le decisioni politiche dovrebbero continuare a basarsi su solide basi scientifiche".
E in effetti questa dichiarazione contiene le due uniche, parziali, buone notizie del rapporto. Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà (46,4 %) dell’elettricità europea, con l’energia solare che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5 %. La seconda buona notizia è la conferma che l’Europa, con Copernicus, si è dotata di una solidissima struttura per il monitoraggio della crisi climatica. I decisori, se volessero, potrebbero impostare le loro politiche (energetiche, industriali, sanitarie…) sulla migliore scienza disponibile.