“Una rondine non fa primavera”, diceva un vecchio proverbio e mai come in questi anni di crisi climatica è diventato attuale. Le rondini, le più comuni specie di uccelli che sappiamo fin dai banchi di scuola dei loro viaggi annuali tra l’Europa e l’Africa, a causa delle temperature alterate sono diventate un caso di studio. Le primavere sempre più anticipate, stanno infatti creando una sorta di “sfasamento ecologico” tra il loro ritorno per nidificare e la disponibilità di cibo. Accade questo: mentre gli insetti di cui si nutrono le rondini a causa delle temperature più alte compaiono settimane prima rispetto al passato, i loro tempi migratori (ma vale anche per altre specie) sono più lenti da modificare. E non è che lungo quelle migliaia di chilometri che percorrono ci sia qualcosa di migliore. Le rotte migratorie dipendono da “stazioni di sosta” dove si riposano e si alimentano. Se questi ambienti spariscono o si modificano, aumenta la loro mortalità. Desertificazione, eventi estremi diventati più frequenti, incendi e riduzione delle zone umide, aumentano i rischi per la loro sopravvivenza.
Migrazioni anticipate o ritardate
Al punto che secondo un gruppo di ricercatori dell’università di Milano (Dipartimento di Scienze e Politiche ambientali) e pubblicato su Journal of Animal Ecology per adattarsi all’aumento delle temperature primaverili e estive, le rondini che tornano in Pianura padana sono diventate di dimensioni più piccole. Cambiamento che pone ulteriori problemi durante il lungo viaggio.
Ma la storia di quanto sta accadendo alle rondini è solo un esempio, perché la comunità scientifica è concorde nell’affermare che i cambiamenti climatici costituiscono una delle principali minacce per la biodiversità e per gli uccelli in particolare. Con inverni più miti e primavere anticipate alcune specie partono prima, altre arrivano troppo tardi nei siti per la nidificazione.
Il contributo degli appassionati
Per richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere gli habitat naturali, ridurre l’inquinamento e contrastare i cambiamenti climatici, fattori fondamentali per garantire la sopravvivenza di molte specie, è stata istituita la Giornata mondiale degli uccelli migratori che quest’anno sarà celebrata, nella sua edizione primaverile, il 9 maggio. Il tema scelto per il 2026 “Every Bird Counts - Your Observations Matter!” ('Ogni uccello conta: le tue osservazioni sono importanti!) sottolinea l'importanza della citizen science per la conservazione degli uccelli migratori.
“Concentrandosi sul contributo dei singoli anche sulle iniziative pubbliche di monitoraggio degli uccelli - spiega Ispra sul suo sito - la campagna 2026 celebrerà i milioni di appassionati di ornitologia in tutto il mondo che, attraverso ogni singola osservazione registrata, contribuiscono alla raccolta di dati e conoscenze fondamentali per le decisioni politiche e per la conservazione degli uccelli”.
Il censimento internazionale
La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori 2026 coincide con il 60° anniversario del Censimento Internazionale degli Uccelli Acquatici, uno sforzo globale di monitoraggio e protezione degli uccelli acquatici migratori. Tante le iniziative di scienza partecipativa e di comunità organizzate lungo tutte le rotte migratorie del mondo. “Incoraggiando le persone a raccogliere osservazioni lungo le rotte migratorie, è possibile costruire un quadro più chiaro della storia delle rotte migratorie, sottolineando la connettività, la collaborazione internazionale e la nostra responsabilità collettiva”, spiegano all’Ispra.
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Perdita e trasformazione dell’habitat
Ma la salvaguardia degli uccelli migratori è importante non solo per la biodiversità, ma anche per l’equilibrio degli ecosistemi, poiché questi animali contribuiscono al controllo degli insetti, alla diffusione dei semi e al mantenimento della salute degli ambienti naturali. Per questo dal 6 al 25 gennaio 2026 si sono svolti, in più di 2000 zone umide italiane, i censimenti degli uccelli acquatici svernanti proprio nell'ambito del progetto International Waterbird Census (IWC). Il progetto è coordinato da Ispra e si è avvalso di una rete di oltre 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori, distribuiti in tutto il Paese. Con oltre 30 anni di attività continuativa sull'intero territorio nazionale i censimenti IWC sono uno dei più longevi progetti di studio italiani, sicuramente il primo per capillarità e regolarità della copertura a livello geografico.
Due giorni di festa nella natura
Fioriture rigogliose, canto degli uccelli, voli sulla palude. Si svolgerà durante tutto il weekend (sabato 9 e domenica 10 maggio) lo storico appuntamento con la festa delle oasi e delle riserve della Lipu, che dal Piemonte alla Sicilia offriranno l'opportunità di praticare il birdwatching, partecipare a escursioni naturalistiche alla scoperta della biodiversità e, per i più giovani, divertirsi con giochi e laboratori di ogni tipo. In coincidenza con la Giornata mondiale degli uccelli migratori la festa delle oasi e riserve della Lipu offrirà ai partecipanti, lungo i sentieri e i capanni realizzati per il birdwatching, soprattutto l'osservazione delle tante specie di uccelli che nidificano nelle zone umide gestite dall'associazione (come aironi, limicoli, cormorani, rapaci e tanti altri) ma anche lungo le coste, in collina, nei campi o all'interno di un bosco.