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Il salvataggio impossibile della balena Timmy, ritrovata morta

La megattera "trasportata" con una operazione milionaria a inizio maggio dalle acque della Germania verso il Mare del Nord (foto: DPA/Picture Alliance - Getty Images) 

La megattera era stata "trasportata" con una operazione milionaria a inizio maggio dalle acque della Germania verso il Mare del Nord. Ora il ritrovamento della carcassa e del localizzatore. Biologi accusano: "Doveva essere lasciata morire in pace". Chi ha sostenuto l'iniziativa di salvarla invece difende il "tentativo di libertà". Ora lo scempio: un uomo sale sopra la carcassa

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Timmy è morto. La balena che per oltre un mese ha unito e diviso la Germania dopo essere stata rimasta incastrata per settimane nella baia di Poel e successivamente “trainata” grazie a una chiatta verso il Mare del Nord è stata ritrovata senza vita vicino alla piccola isola di Anholt nel Kattegat, uno stretto tra Danimarca e Svezia. L’animale era stato “salvato” a inizio maggio tramite una operazione di privati, costata oltre 1,5 milioni di euro: nonostante autorità locali e biologi avessero sconsigliato questa iniziativa - suggerendo di lasciare la megattera di 12 metri al suo destino nelle basse acque del Mar Baltico - tra opinione pubblica, denunce, milioni di persone che seguivano in streaming le sue sorti e forti pressioni da parte della società civile alla fine il ministro federale aveva autorizzato il trasporto di Timmy fuori dalla baia.

Per un po’ le cose sembravano essere andate bene: anche se probabilmente a causa di imprevisti, il cetaceo era stato rilasciato quasi all’improvviso il 2 maggio in un punto a caso, molto prima di quello previsto, nella speranza che la balena potesse comunque raggiungere poi l’Atlantico. Sia questo fatto, sia le precedenti divisioni fra gli scienziati - parte dei quali suggeriva di non spostarla, mentre veterinari e operatori privati assoldati dai milionari Karin Walter-Mommert e Walter Gunz parlavano invece di “tentativo che andava fatto a tutti i costi” - hanno innescato in Germania e nel mondo polemiche senza fine sulla sorte di questo animale. Per alcuni biologi e associazioni come Greenpeace lo spostamento dell’animale, già malato e stressato, trainato tramite chiatta fuori dalla zona di Poel, è stato un atto di crudeltà.

Per le persone appassionate alla vicenda a tal punto da tatuarsi Timmy sulle braccia o creare torte a forma di balena, si è trattato invece di un estremo gesto per provare a salvare una creatura destinata comunque alla morte. Sebbene queste due posizioni contrapposte siano state oggetto di lunghe discussioni soprattutto sui media tedeschi e nel mondo della conservazione e della scienza, le successive immagini arrivate da Anholt indicano purtroppo però oggi “uno scempio” difficile da accettare. Sulla carcassa della balena infatti stanno speculando attualmente centinaia di curiosi accorsi a scattare fotografie ma soprattutto fanno ribrezzo le immagini di una persona che si è avvicinata, nonostante il rischio di "esplosione" visti i gas e lo stato di decomposizione, al corpo senza vita di Timmy per poi salirci sopra.

La conferma che il cetaceo recuperato ad Anholt fosse proprio Timmy è arrivata infine anche dal discusso localizzatore ritrovato: sistema che doveva dare informazioni sul suo viaggio ma che per lungo tempo non ha funzionato. Il ritrovamento della carcassa dell’animale, morta forse già da alcuni giorni, per i principali accusatori contrari allo spostamento è dunque la conferma dell’atto di crudeltà che era stato messo in campo. A criticare il salvataggio estremo la Commissione Baleniera internazionale, ma anche diversi famosi biologi e gli esperti del Museo Oceanografico di Stralsund che chiedevano che la balena morisse in pace. Solo dopo il rilascio in parte anche i milionari che hanno finanziato il tentativo di salvataggio hanno preso distanze dal modo in cui, all’improvviso, è stata rilasciata la balena e sul fatto che il dispositivo di localizzazione non funzionasse. “Con la presente prendiamo espressamente le distanze dagli eventi e dalle modalità con cui la balena è stata abbandonata”, scrivevano chiedendo che “qualsiasi conseguenza" ricadesse "sul proprietario, sugli operatori e su tutti i membri dell'equipaggio delle navi Fortuna B e Robin Hood” che l’hanno trasportata verso il Mare del Nord. Al contrario, le compagnie di navigazione parlano di “responsabilità totale da parte dell’iniziativa privata che ha richiesto il salvataggio”.

(afp)

La balena, che ora si trova a circa 70 chilometri a sud rispetto a dove era stata rilasciata a inizio mese, probabilmente per ora non verrà spostata. In Germania si parla comunque di realizzare una statua-memoriale in suo onore. Mentre una parte dell’opinione pubblica continua a difendere il tentativo di salvataggio e le poche ore di “libertà” di cui potrebbe aver usufruito l’animale, alcuni conservazionisti sottolineano invece lo spreco di risorse.

Ad esempio al The Guardian la professoressa esperta di fauna selvatica di Oxford Amy Dickham ha spiegato come sia “davvero sorprendente che ci sia stata tanta attenzione su questo singolo animale, a un costo così elevato, in un momento di grande crisi per i finanziamenti destinati alla fauna selvatica in tutto il mondo. È davvero discutibile se si sia trattato di un buon utilizzo dei fondi, soprattutto se paragonato a problemi che colpiscono un numero di balene ben maggiore, come le collisioni con le imbarcazioni e gli impigliamenti nelle reti da pesca". Anche per sapere “come ha vissuto” Danimarca e Germania stanno provando a recuperare ora i dati del trasmettitore per ottenere più informazioni sul percorso e la fine della balena. Il tentativo di salvataggio effettuato resterà comunque sia uno dei più complessi e onerosi mai realizzati al mondo per provare a spostare il più grande mammifero marino del Pianeta, sia una delle operazioni più divisive in assoluto sulla sorte di un animale che, quasi fosse un atto di redenzione, gli uomini hanno creduto di poter in qualche modo aiutare.