Phlox: coltivazione e consigli di cura per la colorata alternativa alle ortensie
Ricorda l’ortensia, ma è decisamente più resistente e semplice da coltivare: il phlox conquista con le sue pannocchie di fiori vivaci e profumati. Una guida completa sulla sua coltivazione e cura
Il phlox si distingue per i suoi fiori colorati riuniti in eleganti grappoli, che richiamano quelli dell’ortensia. Presente in numerose varianti, offre una fioritura abbondante e profumata, capace di decorare ogni spazio. È ideale in giardini, aiuole, bordure, ma si presta bene anche alla coltivazione in vaso e può essere tenuto in casa, grazie alle sue dimensioni più contenute rispetto alle ortensie.
Oltre al suo valore ornamentale, è semplice da coltivare: bastano una serie di accorgimenti mirati per garantirne una crescita sana e rigogliosa.
Phlox: caratteristiche, quando fiorisce e le varietà
Appartenente alla famiglia delle Polemoniaceae, il phlox è originario del nord America e Asia. Uno dei suoi punti di forza sono i suoi fiori decorativi: sono tubolari alla base, a forma di stella, profumati, riuniti in grappoli e colorati da nuance variegate che vanno dal bianco, al rosa, al rosso, al viola per giungere fino al blu. I fusti sono erbacei e ramificati, mentre le foglie sono verdi, semplici e lineari oppure lanceolate.
Chiamato anche fiamma e flox, il phlox presenta una crescita rapida e una fioritura abbondante, decorativa e prolungata: le sue pannocchie di fiori profumati compaiono in primavera per poi durare tutta l’estate.
Questa pianta erbacea comprende 60 specie, tra annuali e perenni, alcune dal portamento eretto mentre altre tappezzanti o striscianti. Inoltre, a seconda della varietà può essere nano oppure alto.
Tra le specie più diffuse troviamo il phlox paniculata, perenne, alto fino a 2 metri e con fiori a pannocchia dai colori brillanti, sui toni del rosa, violetto, salmone e rosso. Altra varietà comune è la phlox stolonifera, perenne, strisciante e tappezzante, con fiori profumati rosa, viola tenue e bianchi. Spiccano poi il phlox drummondii,annuale, dalla statura ridotta e con fioritura rosa, porpora e azzurra, e il phlox subulata, sempreverde, perenne, tappezzante e con fiori piatti color lilla, porpora e bianchi.
Esposizione e terreno
Pianta ornamentale molto apprezzata, il phlox ama la luce, crescendo al meglio in pieno sole, ma adattandosi anche alla mezz’ombra. Tuttavia, l’ombra fitta è da evitare perché ne riduce la fioritura. Oltre a un’esposizione luminosa, necessita di un ambiente ben arieggiato. Pianta molto rustica, si adatta ai climi temperati e generalmente resiste al freddo: nelle zone con inverni rigidi, però, è consigliato proteggerla.
Per svilupparsi al meglio richiede un terreno fertile, ben drenato, ricco di sostanza organica, preferibilmente fresco, con ph neutro o leggermente acido e mantenuto umido, ma non troppo bagnato. Le varietà tappezzanti prediligono un substrato più povero e sabbioso, sempre ben drenato, mentre quelle alte crescono meglio in terreni più umidi e ricchi. In ogni caso, il terreno può essere migliorato con l’aggiunta di compost o terriccio per piante acidofile.
Coltivazione in giardino e vaso
Ideale per decorare giardini, aiuole, bordure e muri, il phlox può anche essere coltivato in vaso oppure in balconi ben esposti. Pur ricordando l’ortensia, rispetto a questa è più facile da gestire e presenta dimensioni più contenute.
In piena terra va messo a dimora a partire da maggio. Si procede posizionando i semi in gruppi in un terreno ben drenato, a una profondità di 0,5 centimetri,distanziandoli di 30 centimetri per le varietà alte e di 20 centimetri per quelle basse. Il substrato deve essere mantenuto umido e la germinazione avviene generalmente in 20 giorni.
Un metodo più rapido ed efficace è la talea, da eseguire tra la primavera e l’inizio dell’estate. Si utilizza un ramo sano, lungo 8-10 centimetri, da interrare a una profondità di 5 centimetri in un substrato leggero e composto da torba e sabbia. Il terriccio va mantenuto umido e la pianta collocata in una posizione luminosa, ma senza luce solare diretta. La talea può essere coperta con della plastica trasparente per creare un effetto serra e aumentare l’umidità. La radicazione avviene in circa 2-4 settimane: successivamente si procede trapiantando le piantine in piena terra, lasciando tra ciascuna una distanza di circa 20-40 centimetri a seconda della varietà.
Un metodo semplice per la moltiplicazione è per divisione: si parte da una pianta adulta, dividendola in più parti, che vengono poi ripiantate.
Per quanto riguarda la coltivazione in vaso,è necessario un recipiente profondo, con un diametro di 30-40 centimetri e dotato di fori di drenaggio. È consigliato un vaso in terracotta o comunque di un materiale che favorisca la traspirazione. Per migliorare il drenaggio, sul fondo si può aggiungere uno strato di argilla espansa e il terriccio può essere alleggerito con perlite, sabbia o torba.
Cura del phlox: irrigazione e potatura
Pur essendo robusto, il phlox richiede alcuni accorgimenti nella sua cura. Le annaffiature devono essere frequenti e abbondanti, soprattutto nel periodo di radicazione, evitando però gli eccessi idrici, così come la siccità. Le annaffiature possono essere effettuate 2-3 volte a settimana, riducendole in inverno. Durante le irrigazioni bisogna evitare di bagnare fiori e foglie, in quanto l’umidità eccessiva favorisce lo sviluppo di malattie fungine.
La potatura è fondamentale per ottenere una fioritura rigogliosa e duratura. Questo intervento va effettuato in primavera per favorire la formazione di nuovi germogli, eliminando le parti secche, danneggiate e disordinate. Le operazioni devono essere eseguite con attrezzi puliti e disinfettati, effettuando tagli netti per evitare di creare danni e favorire la formazione di nuovi rami.
Rinvaso e concimazione
Il rinvaso va eseguito in primavera, una o due volte l’anno, mentre la concimazione va effettuata ogni 2 settimane, dalla primavera all’estate, utilizzando un fertilizzante liquido da aggiungere nell’acqua di irrigazione oppure un concime a lenta cessione. Le concimazioni devono essere sospese in inverno durante il periodo di riposo vegetativo.
Problemi comuni nella manutenzione
Nella cura del phlox possono insorgere alcune problematiche, tra cui le malattie fungine. Tra queste una delle più comuni è l’oidio, che genera una patina biancastra sulle foglie e insorge in caso di umidità elevata e circolazione dell’aria scarsa. Per prevenirlo è fondamentale garantire una buona aerazione ed evitare annaffiature serali, per ridurre l’umidità. Si può intervenire rimuovendo le foglie infette oppure usare trattamenti a base di bicarbonato di sodio o di zolfo.
Altre criticità sono il marciume radicale, favorito dai ristagni idrici, e la ruggine, che determina la comparsa di pustole arancioni sulle foglie e si sviluppa a causa di umidità elevata.
Il phlox è inoltre soggetto ad attacchi di parassiti,come gli afidi, che ne succhiano la linfa vitale, deformando le foglie e producendo melata, una sostanza appiccicosa. La pianta è anche incline alla cocciniglia, che provoca ingiallimento e deperimento del fogliame. Nei casi più lievi si può ricorrere a soluzioni naturali, come olio di neem, mentre in quelli più gravi a insetticidi specifici. È importante intervenire tempestivamente ai primi segnali di malattie o parassiti per limitare la diffusione dei danni.
Per prevenire queste problematiche è cruciale adottare pratiche di coltivazione corrette tra cui evitare irrigazioni eccessive, garantire una buona circolazione dell’aria, mantenere il terreno drenato e fornire il giusto apporto di fertilizzante.