Particelle di microplastiche anche nei prodotti alimentari per neonati. Uno studio commissionato da Greenpeace International su due prodotti di brand globali, Nestlè e Danone, ha svelato quello che era solo un’ipotesi: la pervasività delle microplastiche è stata riscontrata anche in due prodotti, Happy Baby Organics di Danone e sugli alimenti per l'infanzia a marchio Gerber di Nestlé, venduti negli Stati Uniti e confezionati nelle bustine squeeze-and-suck, in cui basta fare pressione sull’involucro per bere il contenuto dal beccuccio.
Lo studio dal titolo “Piccoli pezzi di plastica, un grande problema: i rischi nascosti delle bustine di plastica per alimenti per neonati”,(condotto dalla norvegese SINTEF Ocean) pone evidenza su un dato allarmante: anche i prodotti alimentari per l’infanzia, un tempo contenuti solo in barattoli di vetro, materiale inerte, ormai da diversi anni sono venduti in queste confezioni, sicuramente più semplici da utilizzare, ma probabilmente meno sicure, come certifica la ricerca. Ovviamente, vogliamo specificare che lo studio si è concentrato su due brand e due prodotti, per cui non intendiamo demonizzare gli stessi o altri marchi che anche in Italia vendono succhi, yogurt e qualsiasi altro prodotto liquido in questo tipo di confezioni.
Ma di che quantità di plastica stiamo parlando? Per ogni grammo di cibo, sono state trovate in media fino a 99 particelle di microplastica nelle bustine di purea di frutta a marchio Danone Happy Baby Organics, e fino a 54 particelle nelle bustine di yogurt Nestlé Gerber; l’equivalente di oltre 11.000 particelle di microplastica in ogni bustina Danone Happy Baby Organics e oltre 5.000 particelle in ogni bustina Nestlé Gerber Organics. Le analisi hanno identificato 81 sostanze chimiche nel prodotto Danone e 111 in quello Nestlé che erano presenti anche nell'imballaggio, suggerendo una migrazione di minuscoli frammenti di plastica direttamente negli alimenti. Tra queste, è stata trovata una sostanza nota per essere un potenziale interferente endocrino. Insomma si tratta di evidenze che collegherebbero la presenza di queste particelle al tipo di plastica - il polietiliene - usata per rivestire le bustine del packaging. Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di ricerche internazionali, secondo cui i neonati e bambini piccoli sarebbero esposti a minuscoli frammenti di plastica e a un cocktail di sostanze chimiche legate al confezionamento. Nel caso dei neonati, il problema diventa ancora più delicato. I bambini piccoli, infatti, hanno organi e sistemi biologici in pieno sviluppo e consumano una quantità di cibo proporzionalmente maggiore rispetto al loro peso corporeo. Questo potrebbe aumentare l’esposizione a sostanze indesiderate.
In seguito alla pubblicazione dello studio, Greenpeace ha chiesto alle due multinazionali e a tutti i produttori di alimenti per l’infanzia di verificare la sicurezza dei prodotti. “Questo studio è un campanello d’allarme per i genitori di tutto il mondo, che si affidano a questi marchi credendo che mettano al primo posto la salute dei loro figli. Aziende che dipendono dalla plastica come Nestlé e Danone devono dare alle famiglie una risposta chiara: cosa stanno facendo per eliminare le microplastiche”, le parole di Graham Forbes, responsabile della campagna globale di Greenpeace USA.
Entrambe le aziende negli Stati Uniti hanno rilasciato delle dichiarazioni in difesa dei loro prodotti. Per Nestlé: “Comprendiamo le preoccupazioni sollevate in questo rapporto e le prendiamo sul serio. Desideriamo rassicurare tutti i consumatori che i nostri prodotti sono sicuri da consumare. Applichiamo controlli rigorosi in tutta la nostra produzione, compresa la rigorosa selezione e gestione dei materiali di imballaggio”.
Mentre Danone ha dichiarato che “le bustine Happy Baby sono progettate e prodotte secondo rigorosi standard e metodi di qualità e sicurezza alimentare, e in linea con tutte le normative applicabili. Tutti i prodotti alimentari per l’infanzia in bustina Happy Family sono sicuri”.
Oltre il tema della sicurezza alimentare, che è di primaria importanza, c’è anche quello correlato dell’impatto ambientale. Infatti, questo tipo di imballaggio, usato per i prodotti alimentari sia per adulti che bambini, ha raggiunto numeri enormi sul mercato globale; quello degli alimenti per l'infanzia è stato valutato oltre 84 miliardi di dollari nel 2026 e si prevede che supererà i 100 miliardi entro il 2029. Le bustine in plastica flessibile rappresentano il formato a più rapida crescita, con un incremento annuo dell'8%. Se guardiamo ai dati storici, negli Stati Uniti le vendite di questi prodotti sono esplose del 900% tra il 2010 e il 2023. Anche in Europa, le puree di frutta e verdura in bustina dominano le vendite. Secondo il report di Greenpeace tutto questo aumenta l’impatto ambientale, considerando che circa il 40% dei rifiuti plastici del pianeta deriva dagli imballaggi, e meno del 9% della plastica è effettivamente riciclata.
Ma tornando alla questione principale di questo articolo, come possiamo evitare che i bambini siano esposti a sostanze che potrebbero avere un impatto sulla loro crescita? Anzitutto pretendere dalle aziende controlli più rigorosi sui prodotti in commercio e scegliere quelle che offrono maggiori garanzie in packaging sicuri; scegliere dei prodotti alimentari contenuti nel vetro, infine, quando è possibile tornare alla preparazione domestica del cibo da consumare è un’ottima alternativa.