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Usa, il lago San Carlos chiuso per siccità e inquinamento. "Sono morti tutti i pesci”

La morìa di pesci nel lago di San Carlo in Arizona, Stati Uniti (foto: Dewey Wesley Jr.) 

Il grande bacino nel territorio Apache tra siccità, carenza d'ossigeno e proliferazione di alghe ha visto morire migliaia di trote e pesci persico. L'allarme delle autorità: "Vietato avvicinarsi"

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Il paradiso dei pescatori si è trasformato in un inferno di morte. Tanto che le autorità, con un annuncio che suona apocalittico, hanno dovuto non solo chiudere il lago, ma confermare anche come per la prima volta siano morti praticamente tutti i pesci che lo popolavano. Una moria vicina "al 100%”. Il lago di San Carlos in Arizona, con oltre 250 chilometri di costa, è un bacino acquatico artificiale creato con la costruzione della diga di Coolidge sul fiume Gila nel 1930.

Inizialmente l’uso dell’acqua era principalmente legato all’agricoltura ma nel tempo si è trasformato in un luogo famosissimo per la pesca: qui ogni anno migliaia di pescatori raggiungono le sue sponde per le vacanze e per frequentare i complessi ricreativi, tutti legati alla pesca, intorno all’area. Di recente però si sono verificate condizioni, simili a quelle già sperimentate in passato, che a causa di un mix di fattori tra cui la siccità, l’uso di fertilizzanti, la carenza di ossigeno e la sovrappopolazione di varie specie ittiche, nonché il proliferare di alghe, ha portato a una moria drammatica di trote, pesci persico e pesci gatto. Il Dipartimento per le attività ricreative e la fauna selvatica di San Carlos è dunque stato costretto a chiudere il lago “a tempo indeterminato”.

Come spiegano le autorità “la recente siccità, unita al rilascio di acqua dalla diga, ha provocato una moria di pesci che ha colpito circa il 100% della popolazione ittica del lago. I pesci in decomposizione possono rappresentare un rischio per la salute di chi si reca nella zona o tenta di pescare”. In quasi cent’anni di vita il lago artificiale è passato da scopi di irrigazione a bacino di pesca ricreativa. Poche volte è stato completamente pieno d’acqua e in diversi casi invece si è avvicinato ai livelli minimi. C’erano già state morie, anche se forse non di tale portata.

(foto: San Carlos Recreation and Wildlife Department) 

La Commissione per la caccia e la pesca dell'Arizona spiega che i nuovi problemi sono legati a più concause. Con la siccità i pesci, ammassati vista la grande quantità, consumano più ossigeno portando così il lago all’assenza di condizioni vitali. Inoltre c’è “il deflusso di fertilizzanti che aumenta i nutrienti nei corpi idrici, portando alla proliferazione di alghe che possono ridurre i livelli di ossigeno e morte di specie acquatiche sensibili”. Per questa serie di motivi, legata anche agli effetti di alte temperature e crisi del clima, il lago che si trova all'interno dei territori della tribù Apache di fatto resterà ora chiuso mentre gli esperti continueranno "a monitorare la situazione e fornire aggiornamenti non appena saranno disponibili”.

Nel frattempo le emittenti locali, come KSAZ Arizona, hanno già mostrato la superficie del lago ricoperta da pesci senza vita. Per i tanti visitatori del bacino, che rammentano come scrive un utente la “grande tristezza per un luogo così carico di ricordi”, resta ora il divieto assoluto di pescare, avvicinarsi e nuotare nel lago passato all’improvviso da “luogo di vita a luogo di morte”.