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Rifiuti, meglio differenziare a casa o in fabbrica?

Smistare i rifiuti in fabbrica costa troppo e rovina la qualità. Per riciclare bene la plastica serve l'impegno dei cittadini

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Differenziare i rifiuti a casa è più efficace che lasciarlo fare ai sistemi automatizzati nei centri di smistamento. È quanto dimostra uno studio appena pubblicato su Nature, condotto da un team di ricercatori della Ghent University (Belgio), che ha messo a confronto i due sistemi su quantità di materiale raccolto e qualità del rifiuto. Capire quale sia la strategia di raccolta migliore - sostengono gli autori - è cruciale in un mondo che produce più di 400 milioni di tonnellate di plastica all’anno e ne ricicla appena il 9%.

Purezza non è sempre sinonimo di qualità

I ricercatori hanno esaminato le cosiddette "balle" di plastica, cioè i grandi blocchi di rifiuti pressati pronti per il riciclo, provenienti da un impianto nei Paesi Bassi. Ne è emerso che la purezza della balla, intesa come la percentuale del polimero principale che si desidera riciclare, è molto simile sia che il rifiuto sia stato separato dalle famiglie sia che sia stato estratto dal sacco dell'indifferenziata tramite macchinari. Tuttavia, una differenza c’è, ed è importante: i materiali plastici provenienti dal rifiuto misto portano con sé un "bagaglio" di contaminanti molto più pesante che ne compromette l'uso futuro.

Umidità e sporco, nemici del riciclo

La ricerca ha dimostrato che quando la plastica finisce nel bidone dei rifiuti misti, infatti, magari insieme agli scarti organici, si sporca molto di più. In gergo tecnico si dice che ha un livello di umidità e sporcizia attaccata (o Lamd, Level of attached moisture and dirt) più alto. Quello che rimane sulla superficie della plastica proveniente dal rifiuto misto non è solo sporco visibile, ma anche composti organici volatili (Voc), quelli che sono responsabili dei cattivi odori. La varietà e abbondanza dei Voc nelle balle di plastica da bidoni misti sono fino a tre volte superiori rispetto a quanto riscontrato in quelle da raccolta differenziata domestica, tali da rendere il polimero riciclato meno adatto a diventare un nuovo imballaggio di alta qualità a causa degli odori persistenti.

Intrusi pericolosi

Non è tutto. La ricerca ha rivelato anche la presenza di metalli pesanti come piombo e cadmio nelle plastiche estratte dai rifiuti indifferenziati. Questi contaminanti derivano di solito da "intrusi" che finiscono nel sacco sbagliato, come vecchie scarpe, piccoli elettrodomestici o batterie al litio. Le scarpe, per esempio, possono contenere livelli di piombo anche molto elevati a causa di vernici o polveri accumulate, spiegano gli esperti. Quando vengono sminuzzati insieme alle bottiglie o ai flaconi nel processo di smistamento automatizzato, questi oggetti trasferiscono i metalli pesanti alla plastica, creando potenziali rischi per la salute umana se tali sostanze non vengono rimosse prima della produzione di nuovi oggetti.

Differenziare a casa conviene

Proprio queste criticità del processo di smistamento automatizzato sono ciò che frena l’implementazione ulteriore della gestione mista dei rifiuti. Sebbene questa strategia possa permettere di recuperare volumi maggiori di plastica che oggi finiscono in discarica o negli inceneritori, l'investimento necessario sarebbe davvero troppo oneroso. I modelli matematici impiegati dagli autori della ricerca hanno calcolato che per aumentare del 75% il riciclo dei rifiuti misti, l'Europa dovrebbe investire circa 18 miliardi di euro, mentre negli Stati Uniti la cifra salirebbe a 50 miliardi di dollari. Risorse che servirebbero a costruire infrastrutture capaci di gestire processi di lavaggio e purificazione molto più complessi e costosi, necessari proprio a causa della maggiore contaminazione del materiale. La consapevolezza e la collaborazione dei cittadini, insomma, resta essenziale.