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Copernicus: “A maggio caldo record in Europa secondo solo a quello del 2024”

Temperature medie più alte di 1,42°C rispetto all’era preindustriale. “Probabile aumento degli eventi estremi e della siccità”

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Un maggio caldissimo, secondo solo a quello del 2024. E un clima sulle montagne russe, soprattutto in Europa, con rapidissime alternanze di freddo fuori stagione e ondate di calore, periodi siccitosi e precipitazioni alluvionali. Il bollettino mensile del Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico conferma la tendenza: “Gli eventi climatici estremi stanno diventando la nuova normalità anziché l’eccezione”, come ha affermato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf).

I numeri sono impietosi: il maggio 2026 ha fatto registrare a livello globale una temperatura superiore di 0,55 gradi rispetto alla media per lo stesso mese nel periodo 1991-2020 e di 1,42 gradi in più rispetto all’era pre-industriale. Durante la seconda metà del mese l’Europa occidentale è stata colpita da una ondata di calore precoce e anomala: “Le temperature percepite hanno raggiunto i 35-40 °C in ampie zone della regione”, confermano da Copernicus. Si ricorderanno i 35 gradi toccati nel centro di Londra il 26 maggio. Eppure tra l’11 e il 19 maggio gran parte del Vecchio Continente aveva fatto registrare temperature molto al di sotto della media del periodo: anche 4 o 5 gradi in meno.

“Nel maggio 2026”, si legge ancora nel report, “ampie zone dell'Europa occidentale e centrale, tra cui l'Italia e il sud della Spagna, hanno registrato condizioni di siccità superiori alla media, in parte favorite da persistenti aree di alta pressione e temperature estreme. Al contrario, regioni dell'Europa continentale nord-occidentale, della Scandinavia settentrionale, della Finlandia e, soprattutto, della Turchia e della regione del Mar Nero, hanno visto condizioni di umidità superiori alla media”.

Lo sguardo va alla prossima estate. Alte temperature significano più umidità ed energia nell’atmosfera, con il conseguente aumento della probabilità di eventi meteo estremi, ma anche incedi e penuria di risorse idriche. Lo scenario che si intravede in questa fine di primavera (la terza più calda di sempre) non è confortante. Il campanello d’allarme è la temperatura del mare: “Nel corso del mese di maggio si sono registrate temperature superficiali del mare eccezionalmente elevate nel Pacifico tropicale”, scrivono gli scienziati di Copernicus, “mentre il Pacifico equatoriale continua la sua transizione verso le condizioni di El Niño, fenomeno che dovrebbe svilupparsi nei prossimi mesi e che probabilmente porterà a eventi meteorologici estremi a livello globale”.