No ai data center per l’IA, Cittadina della California blocca la costruzione con un referendum
di Paolo TravisiOltre l’86% degli elettori di Monterey Park ha bocciato la richiesta di costruzione. E’ la prima volta che accade negli Stati Uniti
Hanno detto no all’installazione di nuovi data center usando lo strumento più democratico: il referendum popolare. I cittadini della città di Monterey Park, in California, non troppo distante da Los Angeles, hanno posto un divieto permanente e totale sulla costruzione di queste infrastrutture digitali all’interno dei confini comunali. E la votazione è stata molto ampia e sentita, visto che l’86% ha bocciato l’ipotesi di infrastrutture per nuovi data center. Monterey Park, ora, è la città-simbolo degli Stati Uniti, la prima ad opporre la forza ed il diritto del voto popolare contro gli interessi di aziende private. L’aspetto interessante di questa opposizione, è che in futuro, se altre aziende proveranno a fare altrettanto dovranno passare di nuovo per il referendum, perché solo i cittadini di Monterey Park potranno decidere se sciogliere il blocco. Una decisione che ha suscitato grande clamore in patria, tanto da guadagnarsi le pagine del New York Times. La mobilitazione dei residenti - riuniti sotto lo slogan "No Data Center in Monterey Park” - è nata a seguito della proposta da parte della società HMC StratCap di costruire un enorme impianto di circa 23.000 metri quadrati e da 50 megawatt vicino a un'area residenziale e a un parco pubblico.
A quel punto, la comunità si è stretta intorno alla decisione comune di opporsi al grande consumo energetico. Come è noto, infatti, i data center sono strutture energivore perché funzionano H24 e hanno bisogno di raffreddamento costante giorno e notte. Secondo gli abitanti della cittadina californiana il mega impiantoavrebbe assorbito una quantità di elettricità tale da poter alimentare per ben due volte tutte le case della città, minacciando la stabilità della rete e rischiando di far aumentare le bollette. E ancora, molti timori erano legati anche all'inquinamento acustico dei generatori diesel di emergenza e dei sistemi di condizionamento, all'enorme consumo di acqua potabile per il raffreddamento dei server e alla creazione di isole di calore urbane. Un’opposizione talmente forte e tenace che ha portato ad una prima moratoria del consiglio comunale, costringendo l’azienda a rinunciare alla sua richiesta lo scorso aprile. Ma per bloccare ulteriori iniziative, gli organizzatori locali sono ricorsi al referendum, blindando la città da futuri progetti simili.
Il quesito del referendum chiedeva di esprimere la propria opinione sul divieto di “data center in tutta la città al fine di proteggere la qualità dell'aria, le risorse idriche e la salute pubblica; prevenire impatti sulle tariffe di elettricità e acqua". Negli Stati Uniti, mentre le Big Tech accelerano la corsa, già frenetica, per la costruzione di data center necessari a sostenere i modelli di IA, le comunità locali si oppongono in modo crescente. I motivi sono due: da una parte subiscono il costo ambientale ed energetico di queste infrastrutture, che comportano molti investimenti iniziali, ma pochissimi posti di lavoro a lungo termine. Da qui la nascita di un sentimento sempre più comune a livello nazionale, noto come "not In My backyard”, come dire “non dietro casa mia” rivolto contro le infrastrutture per l'Intelligenza Artificiale e il cloud computing. Per Jose Sanchez, consigliere comunale di Monterey Park, il risultato del referendum “dimostra inequivocabilmente che i residenti non vogliono data center nella loro comunità. Ci auguriamo che altre comunità prendano spunto dall'esempio di Monterey Park per impedire che i data center invadano le loro zone". Ma ovviamente, c’è anche una parte della città che non approva il risultato del voto, e che sostiene questi investimenti; tra questi i sindacati dei lavoratori edili e alcuni think tank economici, convinti che l’opposizione al progresso tecnologico comporti la perdita di milioni di dollari in entrate fiscali e investimenti. Se il caso di Monterey Park è il primo caso in America di avversità al progresso digitale tramite referendum, esistono altre situazioni simili di ribellione ai data center. Ad esempio nello stato del Wisconsin, i cittadini di Port Washington hanno imposto alle autorità locali di passare dal loro voto, prima di offrire incentivi fiscali agli sviluppatori di data center. Invece ad agosto, i residenti di Augusta, nel Michigan, si esprimeranno in un referendum sulla riclassificazione urbanistica di un terreno per costruirvi un data center.