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La fine della quercia millenaria di Robin Hood

La farnia di Sherwood, a Nottingham (Uk), una quercia monumentale che si stima abbia vissuto per circa 1.200 anni 

La farnia di Sherwood dichiarata morta. Oltre al cambiamento climatico hanno influito anche due secoli ininterrotti di turismo che hanno trasformato il suolo attorno all’albero fino a renderlo impermeabile

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Molti alberi non muoiono di vecchiaia ma con l’età diventano più fragili, ci mancherebbe. Quando il compleanno supera le quattro cifre basta qualche periodo storto, un’ondata di calore o una siccità prolungata, e rischiano di finire con le radici all’aria. Per la farnia della foresta di Sherwood nella regione di Nottingham in Inghilterra il de profundis era già suonato nel 2024 ma era un falso allarme. Qualche giorno fa la pianta è stata dichiarata ufficialmente deceduta. Quest’anno le foglie nuove hanno dato buca.

Della farnia rimarrà solo il tronco, una sorta di totem in memoria di questa quercia monumentale che si stima abbia vissuto per circa 1.200 anni e, sostiene la leggenda, abbia offerto rifugio anche al nobile fuorilegge Robin Hood. Oggi pesa circa 23 tonnellate e ha una chioma che si estende per poco meno di trenta metri. È un esemplare solitario e così longevo perché, ritengono alcuni esperti, cresciuto senza rivali di rango nelle vicinanze.

Nel corso della sua lunga vita la quercia è sopravvissuta a incendi, tempeste di neve ma gli effetti nefasti del riscaldamento globale ne hanno accelerato il declino. "È difficile imputare il decesso dell’albero a una causa sola. - ha dichiarato la Royal Society for the Protection of Birds, l'organizzazione che gestisce la foresta - Oltre al cambiamento climatico hanno influito anche due secoli ininterrotti di turismo che hanno trasformato il suolo attorno all’albero fino a renderlo impermeabile”.

Dagli anni Settanta del secolo scorso la quercia è stata transennata per difenderla l’area dal calpestio molesto. L’albero è un’attrazione naturalistica dal 1790, ovvero da quando viene descritta in un libro dedicato agli alberi scritto dal maggiore Hayman Rooke (da cui prende il nome Major Oak), un ex ufficiale dell'esercito britannico convertitosi all’archeologia che abitava a poca distanza dalla foresta di Sherwood.

Le cavità del tronco, che ha un diametro di oltre dieci metri, nei secoli ha ospitato banditi e meno poetiche gabbie per i galli da combattimento (da cui deriva il nome locale Cockpit Tree).

Per proteggere le radici della quercia dalle ondate di calore e dalle temperature estive fuori controllo l’anno scorso è stato installato un sistema di irrigazione ad hoc. Ma i più recenti interventi di conservazione hanno interessato il suolo che circonda la pianta. “Il calpestio di milioni di visitatori, nel tempo, ha alterato la consistenza del terreno fino a inibirne il drenaggio naturale dell'acqua piovana e le capacità di assorbimento dei nutrienti necessari da parte delle radici. – ha spiegato Simon Parfey di Soil Hub international, uno dei microbiologi che segue l'albero dal 2021 - Il terreno attorno alla quercia era sottoposto a uno stress molto maggiore di quanto si fosse inizialmente pensato".

La farnia rimarrà al suo posto non solo come testimonianza ma per sostenere gli animali che beneficiano del legno morto e della privacy garantita dalle cavità. Una quercia del genere è un hotspot di biodiversità: è stato calcolato che può ospitare fino a 30 specie di mammiferi, 68 di uccelli, 34 di farfalle, 271 di insetti, 178 di piante e 11 specie tra funghi e licheni.

Senza interferenze umane le querce possono vivere per secoli come ha dimostrato una ricerca pubblicata di recente su Proceedings of the National Academy of Sciences coordinata dall’Università della Tuscia. La datazione al radiocarbonio di alcuni esemplari centenari di leccio sull'isola di Montecristo e di rovere nelle foreste dell’Aspromonte ha rivelato che la decimazione della popolazione europea provocata dalla peste del Trecento ha fornito un assist agli alberi che poi hanno prosperato fino ad oggi. Una magra consolazione.