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Crisi climatica

L'Italia senz'ombra, oltre l'85% di case e uffici è lontano dalla protezione degli alberi

L'Italia senz'ombra, oltre l'85% di case e uffici è lontano dalla protezione degli alberi

Uno studio australiano analizza le distanze, nelle città europee, dei luoghi in cui viviamo dalla copertura arborea. I dati di Milano, Roma e Napoli

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Quanto siamo davvero preparati al caldo se non c’è nemmeno l’ombra necessaria per proteggerci? In questi giorni di ondate di calore in Europa sono emerse immagini che mostrano il poco adattamento in atto nelle città bollenti: l’asfalto che si “scioglie”, gli ospedali affollati dalla Spagna sino alla Germania, i francesi che ricoprono di coperte argentate le finestre, le morie di pesci nei fiumi e nei laghi. C’è però qualcos’altro, per riuscire a difendersi dalla potenza del sole, che è meno semplice da vedere: la mancanza di ombra. In Europa infatti l’84% delle abitazioni e dei luoghi di lavoro non ha una copertura arborea necessaria a proteggersi dagli effetti estremi di calore. Una cifra altissima raccontata, grazie all’analisi di milioni di dati, dal ricercatore Thami Croeser del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) che ha studiato i dettagli di 5,5 milioni di edifici di alcune delle principali città di Italia, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Grecia e Regno Unito.

In pratica, spiega l’esperto di verde urbano, più di 4 case o uffici su 5 in circa 25 metropoli europee hanno una copertura arborea vicino almeno 60 metri, inferiore a quella che ci vorrebbe generalmente per un raffreddamento davvero efficace. In sostanza, manca l’ombra.

Nella classifica delle città meno attrezzate alla protezione dal sole al primo posto c’è Siviglia: qui il 98,2% delle strutture è al di sotto della soglia necessaria per trovare conforto grazie ad alberi e ombra. Segue Atene, dove appena il 2,5% degli edifici garantisce davvero ombra nelle vicinanze e al terzo posto c'è Parigi (95,6%). Male anche le città italiane analizzate che restituiscono una fotografia dei grandi centri urbani del nostro Paese. Fra queste Milano (92,5%), dove su quasi 70mila edifici studiati solo il 7,5% è adeguatamente protetto con ombra nelle vicinanze. Un po’ meglio va Roma (85,2% e 240mila strutture, ovvero il 14,8% che garantiscono ombra di prossimità) e infine Napoli (85,1%). Che si tratti di metropoli italiane o di altri Paesi c’è dunque un problema strutturale nella progettazione delle città dove troppo spesso, le coperture offerte dalla vegetazione, vengono a mancare.

“Quando arriva il caldo torrido, un parco alberato a tre isolati di distanza è troppo lontano per aiutare un condominio circondato da asfalto rovente” ricorda Croeser che, nella sua analisi, mostra anche città con condizioni migliori nel rapporto ombra-edifici (per esempio Colonia e Amburgo, ma anche Nizza). Anche se una città può sembrare verde quando si parla di isole di calore e di impatti della crisi climatica bisogna infatti considerare "l’ombra a disposizione più vicina. Il raffreddamento causato dagli alberi è un effetto altamente localizzato. Se la chioma non si trova vicino ai luoghi in cui le persone vivono e lavorano, è improbabile che riesca a proteggerle dove effettivamente subiscono il caldo” spiega l’esperto.

Come hanno già certificato altre analisi sono poi quasi sempre i quartieri popolari e più poveri a risultare sistematicamente esposti, dato che qui la copertura arborea in molti casi è assente. “Le ondate di calore non colpiscono tutti i quartieri allo stesso modo. I quartieri a basso reddito sono spesso più asfaltati, meno ombreggiati e più caldi. Ciò significa che le persone con meno risorse per adattarsi sono spesso quelle che subiscono maggiormente il peso del calore”.

La stessa analisi dimostra poi come a differenza dei quartieri, a seconda della garanzia d’ombra, ci possano essere differenze anche di 10 gradi. ”Quando abbiamo confrontato quartieri con densità abitative simili, le aree con alberi maturi risultavano fino a 10 gradi più fresche rispetto alle zone calde vicine” ricorda l’esperto specificando come molti degli alberi maturi siano stati piantati e pianificati in passato, una strategia che oggi andrebbe riproposta insieme ad altre accortezze. Ad esempio le città devono concentrarsi su “piantare alberi vicino ai luoghi in cui le persone vivono e lavorano, fornire agli alberi terreno e acqua a sufficienza per prosperare e proteggere la chioma degli alberi maturi”.