Torna il bonus colonnine domestiche per ricaricare l’auto: come funziona
di Antonella DonatiAnche per il 2026 chi installa, o ha già installato una stazione di ricarica privata per le auto elettriche potrà avere un rimborso fino a 1.500 euro per tutti i lavori, comprese le spese per l’adeguamento dell’impianto
Torna il Bonus colonnine domestiche. Anche per il 2026 chi installa, o ha già installato una stazione di ricarica privata per le auto elettriche potrà avere un rimborso fino a 1.500 euro per tutti i lavori, comprese le spese per l’adeguamento dell’impianto. In caso di colonnine condominiali il rimborso arriva fino a 8.000 euro. A disposizione quest’anno un fondo di 15 milioni. Il bonus sarà in vigore fino al 2030. Le novità grazie al decreto del Ministero delle infrastrutture che ha formalizzato il nuovo stanziamento.
Come funziona il bonus
L'agevolazione copre l'80% delle spese sostenute per l'installazione delle colonnine. Sono ammesse tutte le spese per acquisto e posa in opera, adeguamento degli impianti elettrici, opere edili strettamente necessarie all’installazione, certificazioni obbligatorie e dispositivi per il monitoraggio. Rientrano nel massimale anche le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi e i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Per accedere all’incentivo l'infrastruttura di ricarica deve essere di nuova fabbrica, con una potenza standard ad uso domestico (tipicamente tra i 3 kW e i 22 kW) e deve essere installata da un elettricista qualificato. Per i privati il rimborso massimo previsto è di 1.500 euro, e di 8.000 per i condomini. Nel caso di persone fisiche le infrastrutture devono essere ad esclusivo uso privato e non accessibili al pubblico. Nel caso di condomini, le infrastrutture devono essere destinate all’utilizzo collettivo da parte dei condomini e non accessibili al pubblico.
Solo spese con strumenti tracciabili
Si può fare domanda del bonus sono dopo che la colonnina è stata installata, non per il semplice acquisto. Per ottenere il rimborso è obbligatorio il pagamento con sistemi tracciabili (bonifico o carta di credito). In assenza della copia del bonifico si deve allegare l’estratto conto della carta. La fatture di spesa devono essere in formato elettronico e devono contenere la descrizione dettagliata dei beni e dei lavori di posa. A fine cantiere l'installatore dovrà inoltre rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo) dell'impianto elettrico modificato.
Domande e tempistica
Il canale di accesso al bonus è la piattaforma informatica dedicata, gestita da Invitalia per conto del Ministero, che sarà operativa non appena saranno varati i provvedimenti attuativi. Operativamente per entrare nel sistema il richiedente (o l'amministratore per i condomini) deve possedere un'identità digitale forte. L'accesso è consentito esclusivamente tramite Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), Carta di Identità Elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns). Una volta avviata la sessione, l'utente deve inserire i dati anagrafici, il codice Iban del conto corrente su cui ricevere il bonifico, il codice fiscale dell'installatore e gli estremi delle fatture elettroniche. Il sistema richiede l'allegato digitale della fattura e della ricevuta del bonifico parlante.
Occorre poi allegare la Relazione finale, ossia è il documento che indica tutti i riferimenti delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera dell’infrastruttura di ricarica. La relazione deve essere sottoscritta dal soggetto che richiede il finanziamento.
No al cumulo con altri bonus
Il contributo concesso è erogato in un’unica soluzione, entro novanta giorni dalla data di chiusura dello sportello, tramite accredito diretto sul conto corrente. Le richieste vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione. Le somme vengono erogate fino all’esaurimento del fondo. Non è possibile presentare domanda per ottenere il contributo Bonus Colonnine domestiche se le spese sostenute sono state oggetto di precedenti agevolazioni.