Rosa di gerico: come prendersene cura e quanto vive la pianta della resurrezione
Resiliente e unica nella sua struttura, la rosa di gerico è capace di rinascere ancora e ancora. Scopri come prenderti cura di questa pianta suggestiva
Avvolta in un fascino fuori dal comune, la rosa di gerico è un esempio di resistenza e adattabilità, distinguendosi per le sue incredibili capacità di sopravvivere e per il suo aspetto unico. Originaria delle zone desertiche, in condizioni di siccità riesce a disidratarsi senza morire, richiudendosi su se stessa e sopravvivendo anche per anni in assenza di acqua.
Quando ritorna in condizioni di umidità si riapre, recuperando il suo verde, e riprende l’attività metabolica: questo meccanismo le ha valso il nome di pianta della resurrezione. Approfondiamo di seguito le peculiarità di questa suggestiva pianta e come prendersene cura.
Rosa di gerico: le caratteristiche
La rosa di gerico è originaria del deserto del Chihuahua, situato tra Messico e Stati Uniti e caratterizzato da un clima arido, temperature elevate e precipitazioni assenti. Proprio per resistere ai lunghi periodi di siccità, la pianta ha sviluppato incredibili capacità di sopravvivenza, entrando in una sorta di stato di morte apparente per poi risorgere.
Chiamata a livello scientifico selaginella lepidophylla, il suo nome di rosa di gerico deriva dalla città biblica omonima.
Questo perché è associata al concetto di miracolo e resurrezione: grazie alla sua struttura unica quando si secca si chiude su sé stessa formando una palla e trasformandosi in una sorta di fuscello secco. La pianta perde acqua, diventa bruna e viene spinta dal vento vagando nel deserto fino a che non trova un corso d’acqua o non si verificano piogge.
Nel momento in cui viene di nuovo in contatto con l’acqua riapre le sue fronde e torna verde in breve tempo. Questo fenomeno è noto come criptobiosi e consiste in una condizione di quiescenza metabolica. Capace di adattarsi alle condizioni atmosferiche più disparate, la selaginella lepidophylla non è una vera e propria rosa e infatti è anche detta falsa rosa di gerico.
Esiste anche un’altra rosa di gerico, il cui nome scientifico èanastatica hierochuntica e appartiene alla famiglia delle Brassicaceae. La prima, originaria del deserto del Chihuahua, può risorgere più volte in quanto la criptobiosi si attiva diverse volte, la seconda, invece, è originaria del Nord Africa e Medio Oriente e rinasce solo una volta. In vendita solitamente si trovano soltanto le false rose di gerico, mentre quelle vere vengono commercializzate raramente.
Quanto vive la rosa di gerico?
La vera rosa di gerico è una pianta annuale: al termine del suo ciclo vitale si dissecca e disperde i semi, completando così il suo ciclo riproduttivo. La falsa rosa di gerico, invece, vive per molti anni, e alterna periodi di idratazione a fasi di completa essiccazione. Tuttavia, non è immortale: dopo diversi cicli di essiccazione e reidratazione perde gradualmente la sua vitalità, fino a non riaprirsi più e a deteriorarsi.
Esposizione ideale
Nascendo in luoghi dal clima caldo e arido si potrebbe pensare che la rosa di gerico prediliga un’esposizione ai raggi solari diretti. In realtà riesce ad abituarsi anche alle condizioni interne e, adattandosi all’ambiente in cui si trova, può perfino non reggere troppo la luce: per questo in estate bisogna evitare il sole diretto, a differenza della stagione invernale dove può essere esposta anche alla luce non schermata.
In fatto di temperatura, il clima ideale è tra i 21 e i 29 gradi, ma resiste comunque anche a climi più freddi, tenendo conto però che sotto i 15 gradi va in uno stato di criptobiosi. Per mantenerla in un buono stato di salute, è necessario evitare le escursioni termiche, luoghi molto ventilati o vicini agli spifferi.
Il terriccio utilizzato deve essere ben drenato. La pianta può essere tenuta in casa, in vaso o a radice nuda, non lasciandola mai però in ammollo nell’acqua in modo continuativo. Quando si trova in uno stato di quiescenza può essere mantenuta su un piattino.
Irrigazioni
Nella cura della rosa di gerico è molto importante l’aspetto dell’irrigazione. L’operazione va eseguita tramite immersione o vaporizzazione e, visto che si tratta di una pianta desertica, gli eccessi idrici vanno sempre evitati. Quando le sue foglie diventano nere oppure emanano cattivo odore è un segno di marcescenza.
Se si trova in stato di dormienza per farla aprire basta appoggiarla su un piattino con poca acqua tiepida, facendo in modo che la sua base sia immersa appena. La pianta inizierà ad aprirsi e i suoi rametti si tingeranno di verde, in una sfumatura che varia a seconda della temperatura dell’acqua. Una volta che rinasce va spostata in un vasetto con alla base sassi o ghiaia.
Durante il processo di risveglio, dopo due giorni va rimossa dall’acqua, lasciandola asciugare totalmente per una o due settimane e reidratandola di seguito. Lasciarla in acqua troppo a lungo può portare alla comparsa di muffe oppure ridurre la sua durata.
Consigli di cura
La concimazione della rosa di gerico non è richiesta necessariamente, ma può essere effettuata a inizio primavera ricorrendo a un fertilizzante diluito nell’acqua.
Nella cura della pianta è molto importante non attivare il meccanismo di apertura e chiusura in modo indiscriminato, cosa che potrebbe essere una fonte di stress. Proprio per questo non va forzata nella sua attività, lasciandola in stato di quiescenza almeno un paio di volte durante l’anno. In caso di cicli ravvicinati potrebbe ammalarsi e morire.
Malattie e parassiti
Oltre alla notevole resistenza, la pianta si distingue per il suo aspetto ornamentale. Facile da gestire, non richiede attenzioni impegnative per la sua cura. Nonostante ciò può essere soggetta ad alcune problematiche come per esempio i parassiti, tra cui le cocciniglie, che ne succhiano la linfa vitale indebolendo la pianta.
Altro parassita comune è il ragnetto rosso, che fa la sua comparsa in ambienti che sono caldi e secchi, formando ragnatele sottili e ingiallimento delle foglie.
Per quanto riguarda le malattie può essere incline al marciume radicale, dovuto agli eccessi idrici e ai ristagni, cosa che la rende molle e scura, mentre la muffa grigia compare se resta bagnata a lungo oppure se la ventilazione è scarsa.
Per prevenire tutto ciò è necessario non lasciare la pianta immersa per settimane, durante la fase di idratazione bisogna cambiare l’acqua regolarmente, deve essere presente una buona circolazione dell’aria e vanno eliminate tempestivamente le parti ammuffite oppure marce.