A settembre arriva One Water: "Risorse idriche e crisi, è tempo di mostrare le soluzioni"
di Giacomo TalignaniDal 29 settembre al 2 ottobre a Roma l'incontro che coinvolgerà 43 Paesi e oltre 5000 partecipanti. La presidente Maria Spena: "Insieme cercheremo una risposta non più emergenziale ma di lunga prospettiva"
Far sedere tutti intorno al tavolo per rimettere al centro il nostro bene più prezioso, l’acqua. In tempi di crisi idrica, effetti del cambiamento climatico, siccità, perdita delle risorse fondamentali come quelle dei ghiacciai oppure sprechi per le reti colabrodo, per il futuro dell’acqua è arrivato il momento di “ripartire” attraverso un percorso che sia in grado di discutere dei problemi ma anche delle soluzioni. Per questo fra circa due mesi a Roma, dal 29 settembre al 2 ottobre a La Nuvola - Centro congressi dell’Eur, prenderà vita One Water, Forum Euromediterraneo tutto dedicato all’oro blu. A promuoverlo è il Comitato One Water, presieduto dell’ex deputata Maria Spena, che insieme all'Istituto Mediterraneo dell'Acqua (IME) e in partnership con l'Unione per il Mediterraneo (UfM) e il sostegno dei ministeri punta a realizzare un forum che vedrà la partecipazione di 43 Paesi, 5mila partecipanti e oltre 100 sessioni di lavoro e di cui Green&Blue sarà partner.
“Sarà una piattaforma internazionale di dialogo, un incontro tra decisori politici, esperti del settore, mondo accademico e tanti altri attori per parlare della gestione delle risorse idriche ma anche di innovazioni tecnologiche e soluzioni. La missione è promuovere la cooperazione e l’azione coinvolgendo tutti i Paesi all’area euro mediterranea. Insomma, serve davvero una visione di insieme anche per la questione dell’accesso universale all’acqua, è tempo di parlarne”. All’interno dell’evento si terrà la seconda riunione ministeriale sull'acqua dell'Unione per il Mediterraneo (UfM) “in vista della firma di una nuova dichiarazione ministeriale che fisserà le priorità per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nell’area” e ci saranno poi diverse sessioni dedicate di lavoro sul tema e anche esposizioni, il tutto con “l’Italia al centro nel dibattito internazionale e nella gestione sostenibile della risorsa idrica”. “Crediamo che Roma possa fare da guida e da ponte di pace anche verso quelle aree del mondo dove l’acqua è ancora elemento conteso in zone di guerra - aggiunge Spena -. Ma pensiamo anche alla fascia del continente africano dove l’acqua è elemento di conflitto tra popoli e poi ovviamente agli impatti, ovunque, della crisi climatica”. Impatti quest’estate ben visibili anche in Italia. “Stiamo osservando il Nord in sofferenza per la siccità e poi le varie criticità legate agli eventi estremi. Dall’erosione delle coste sino all’agricoltura i Paesi dell’euromediterraneo sono in difficoltà davanti alla crisi del clima: per questo serve una risposta non più emergenziale ma di lunga prospettiva. Dunque dobbiamo parlare di prevenzione, assistenza e cooperazione con i Paesi più in difficoltà e anche dell’'uso delle nuove tecnologie per l’acqua” spiega la presidente.
Si discuterà infatti di infrastrutture, contatori smart contro le perdite, impianti di desalinizzazione, digitalizzazione del sistema acqua e strumenti satellitari (le tecnologie dallo spazio), ma anche di intelligenza artificiale a servizio del settore, come per esempio l’agricoltura. “Noi in questo siamo avanti e competenti. Nonostante ci sia un problema di reti idriche, l’Italia è però anche il terzo paese europeo per brevetti rispetto alle risorse idriche. Abbiamo conoscenze importanti, comprese quelle sulle tecnologie spaziali, e dobbiamo condividerle per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e ambientali”. Insomma, fra macro temi quali la diplomazia blu e la sicurezza, ma anche la finanza blu oppure l’accesso universale ed equo all’acqua, l’appuntamento di Roma sarà soprattutto “condivisione, scambio di conoscenze e dialogo per un obiettivo comune, quello di gestire al meglio la risorsa idrica. Già oggi - conclude Spena - la collettività sta percependo i problemi legati all’acqua ed è pronta a farne uso razionale, così come l’Italia è un Paese che ha colto l’importanza del preservare le risorse idriche investendoci miliardi e, su questo, è tempo che tutti i paesi del Mediterraneo si confrontino”.