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Aiutateci a contrastare la crisi climatica

(ansa)

Un appello alla cooperazione per affrontare assieme i cambiamenti necessari a fronteggiare il cambiamento climatico e le sue conseguenze. Con il vostro aiuto

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I cittadini italiani sono molto preoccupati dalla crisi climatica, lo confermano tutti i sondaggi. Quello che il WWF, insieme al Movimento Laudato Si’ e ad associazioni civiche diffuse sul territorio, con il supporto scientifico del CMCC e quello media di Green&Blue, sta chiedendo loro, e lo farà sino a metà settembre, è qual sia l’effetto sulla loro vita quotidiana, come cercano di difendersi e se lo Stato e gli strumenti di supporto privato (assicurazioni) offrono un aiuto reale. Molto più che un’indagine statistica, quindi, è il primo tentativo in Italia di comprendere quali siano i tasselli necessari e quelli mancanti per far fronte alla crisi climatica, ma con gli occhi delle persone e delle comunità. Per partecipare, e vi invitiamo caldamente a farlo qui.

Oggi, in piena “costante di calore” – altro che ondate! - si parla di omertà climatica, secondo l’efficace definizione data in un editoriale da Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR e direttore della prestigiosa rivista scientifica Sapere.

La crisi climatica morde in modo sempre più feroce, colpendo in molti modi la vita dei cittadini e delle comunità, ma sui media, specie sui TG, se ne parla poco e, soprattutto, se ne parla in pezzi di colore, mai legati a interventi concreti presi o da prendere da parte della politica. Gli stessi servizi mandati in onda non sono quasi mai informativi, ma vanno dalla mera cronaca (incendi, frane, piogge estreme, ecc.) al racconto delle sensazioni e delle non soluzioni – “Fa caldo? Tutti al mare!” - arrivando ad attribuire indirettamente alla natura la responsabilità – il rifugio sull’Adamello è diventato pericoloso e va chiuso per via della fusione dei ghiacciai e del permafrost? “La natura ha voluto così”. Cattiva informazione, quindi, e nessuna indicazione delle cause (l’uso dei combustibili fossili), nessuno spirito di servizio per cercare di limitare i danni immediati, nessuno spirito di servizio nel cercare di capire cosa sta facendo e cosa può fare i decisori politici pro tempore. Di destra e di sinistra, i danni del cambiamento climatico riguardano tutto e tutti.

Cosa intendiamo per informazione di servizio? Quella che pone il cittadino, non le compatibilità politiche ed economiche, al centro. Gli incendi, per esempio, possono essere di origine dolosa o accidentale, ma l’innesco ha gli effetti che vediamo per via dell’enorme disponibilità di “carburante” (vegetazione secca per via della siccità) e delle condizioni climatiche. E le vittime non sono solo quelle che periscono per via del fuoco o coloro che perdono beni materiali e proprietà: la prestigiosa rivista medica The Lancet sottolinea che gli incendi boschivi rilasciano una miscela di sostanze inquinanti nocive per la salute (particolato, monossido di carbonio, ossidi di azoto e composti organici volatili che possono aumentare la mortalità, i ricoveri ospedalieri, le malattie respiratorie e cardiovascolari, nonché gli esiti avversi della gravidanza. L’esposizione al fumo degli incendi boschivi è stata persino collegata a effetti negativi sulle funzioni cognitive. I decessi attribuibili al solo inquinamento atmosferico da PM2·5 derivante dagli incendi boschivi hanno raggiunto il livello record di 154 000 nel 2024, con un aumento del 36% rispetto alla media del periodo 2003–12. È utile che i cittadini siano informati? Sì, sia per riconoscere i danni indiretti e profondi della crisi climatica, sia per assumere misure di profilassi.

Ma parliamo anche di un’informazione di base totalmente carente: nemmeno la app clima e salute del Ministero della Salute, per esempio, dice ai cittadini come riconoscere il pericolosissimo colpo di calore o quali siano le terapie che vanno riviste dal medico in presenza di caldo estremo.

Proprio per questo, come WWF e insieme a tanti altri partner, abbiamo voluto metterci “al servizio” dei cittadini: speriamo in molti ci daranno il loro aiuto.

*Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia