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I segreti del rovo, una pianta punk

Non sono diffusi nei circuiti tradizionali di vendita anche perché malgrado la reputazione rustica richiedono mani esperte e un ambiente che, con il cambiamento climatico, non è più scontato. I rovi ornamentali spiegati dall’esperta

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Nel bosco, sui muri e in generale negli spazi vuoti. I rovi sono il lato oscuro del verde. Piante dall’aspetto punk, disordinate ed esuberanti. Tanto che si tagliano senza rammarico, anche se producono more o lamponi. In realtà esistono varietà ornamentali di questo genere botanico che conta più di 700 specie in tutti i climi: dall’Artico alle foreste tropicali della Malesia. Il problema, semmai, è trovarli. Non sono diffusi nei circuiti tradizionali di vendita anche perché malgrado la reputazione rustica richiedono mani esperte e un ambiente che, con il cambiamento climatico, non è più scontato. Per saperne di più bisognerebbe visitare il vivaio Fiori di Rovo sulle colline di Moncalieri, in provincia di Torino, dove Stefania Bisacco ne ha coltivato oltre venti varietà e oggi se ne possono acquistare sei.

“Le prime piante sono arrivate una decina di anni fa grazie a scambi privati di materiale con altri giardinieri. - racconta - Dopo un periodo di conoscenza e sperimentazione ho selezionato alcune varietà per la fioritura e per la rusticità, cultivar adatte ad un giardino naturale dove la vegetazione può crescere con una discreta libertà. Ho scartato alcuni rovi tropicali che ho coltivato ma che, per le nostre temperature, richiedono un ricovero invernale, un’operazione non semplice”.

I rovi ornamentali non sono piante da dimenticarsi in giardino, esigono cure e attenzioni specifiche. Per questo genere è necessario spazio, molto spazio. Oppure un’idea. Come per Rubus thibetanus, un rovo la cui specie in natura può crescere sugli altipiani himalayani oltre i 4000 metri di altitudine. In inglese lo chiamano Ghost Bramble, ovvero rovo fantasma, perché quando perde le foglie in inverno i rami più giovani hanno un colore spettrale bianco gesso. "Ha delle foglie molto decorative che ricordano le felci e si può coltivare lungo una recinzione o su una struttura di supporto ma, per conservarne l’effetto visivo, sarebbe meglio potarlo con regolarità per garantire sempre nuovi rami. – aggiunge la vivaista – Fino a qualche anno fa resisteva anche in pieno sole ma, con estati aride e torride, oggi consiglio di coltivarlo in mezz’ombra”.

Una varietà inedita di rovo è Rubus benenden, ibridato negli anni Cinquanta dall’ornitologo e collezionista botanico inglese Collingwood Ingram. L’arbusto non ha spine (in gergo tecnico si dice che è inerme) ma grandi fiori bianchi che spuntano una volta sola in primavera e richiamano l’estetica delle rose botaniche. È rustico, ha poche esigenze in termini di terreno ma non è un highlander: è una pianta di giardino che nei primi anni richiede qualche attenzione in più in termini di irrigazione. Sui rami di Rubus odoratus crescono foglie simili a quelle dell’acero mentre i fiori, di un colore viola acceso, sbocciano abbondanti per tutta l’estate.

“Ci sono due varietà che ho selezionato per i fiori doppi ed eleganti che ricordano rose antiche in miniatura. - prosegue Stefania Bisacco che nel suo vivaio conta anche un vasto catalogo di arbusti insoliti – Si tratta di Rubus spectabilis Olympic Double che offre spettacolari fiori rosa tra la primavera e l’estate, così come Rubus rosifolius coronarius che può raggiungere un’altezza di oltre due metri. Oltre ai fiori bianchi, e tante spine, produce piccole more rosse edibili. Predilige un terreno umido ma la tendenza ad espandersi non lo rende adatto a piccoli giardini".

Lo stesso discorso vale per Rubus ulmifolius bellidiflorus, un rovo molto frequentato dagli impollinatori ma con un pessimo carattere come molte specie e varietà del suo genere. “Questo rovo può vivere in totale assenza di cure ma deve essere contenuto eliminando tutti i rami che rischiano di toccare terra. L’ideale sarebbe coltivarlo su un arco come una rosa rampicante. - conclude la vivaista – In questi anni ci sono state diverse persone avventurose che lo hanno acquistato”.