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I premi

IgNobel 2026: cosa non ci si inventa per aiutare l’ambiente. Ecco chi sono i vincitori

(foto: Nicolas Zonvi, UZH)
(foto: Nicolas Zonvi, UZH) 

Nella cornice inedita di Zurigo, in fuga da Trump, tornano i premi per le ricerche più bizzarre e strampalate del mondo. Ma rigorosamente peer-reviewed

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ZURIGO – Seppellire le mutande può aiutare l’ambiente? Tra una persona benestante e una povera, chi è più propenso a rubare una caramella a un bambino? Perché i neonati profumano e gli adolescenti no? Sono alcune delle domande “che fanno prima ridere, poi riflettere” e le cui risposte sono valse a dieci gruppi internazionali di ricercatori il conferimento dei premi IgNobel 2026, le onorificenze scientifiche assegnate dalla rivista Annals of Improbable Research e dal suo istrionico fondatore Marc Abrahams.

Nonostante i temi e il nome, che motteggia il Nobel giocando con l’aggettivo ignoble, ignobile, la scienza celebrata dai premi è solidissima: tutte le ricerche vincitrici sono state pubblicate su riviste accademiche, anche prestigiose, e sottoposte a revisione dei pari, tanto che per trentacinque anni, dal 1991 al 2025, la cerimonia si è tenuta nelle aule di Harvard e del Mit di Boston, università tra le più prestigiose al mondo. Poi le cose sono cambiate: l’edizione 2026 (e questa è l’unica parentesi davvero seria della cosa) si è dovuta tasferire dall’altra parte dell’oceano, a Zurigo, a causa, spiega il “maestro di cerimonia” Abrahams, del clima ostile che "ha reso poco sicuro visitare gli Stati Uniti: non ce la siamo sentita di chiedere ai vincitori e alla stampa di spostarsi lì”. Un velo di amarezza che fortunatamente non è riuscito a rovinare la festa e le sue tradizioni: il tema portante di quest’anno è stato il regno dei funghi, e a loro è stata dedicata la mini-opera lirica della serata, cantata dal soprano Serafina Giannoni e accompagnata da un coro d’eccezione composto da veri premi Nobel (Michel Mayor, Esther Duflo, Abhijit Banerjee e Tim Hunt, mascherati per l’occasione da funghi giganti).

IgNobel 2026, il lancio degli aeroplanini tra gli scienziati

IgNobel 2026, il lancio degli aeroplanini tra gli scienziati

A seguire, il lancio di centinaia di aeroplanini di carta e poi il cosiddetto “24/7”, un format in cui diversi scienziati – tra cui il matematico italiano Alessio Figalli, vincitore della medaglia Fields 2018 – hanno dovuto spiegare le proprie ricerche due volte, la prima in 24 secondi e la seconda pronunciando non più di sette parole. E infine i premi: una pregevolissima scultura a forma di fungo-piede-spicchio di formaggio e soprattutto una banconota da 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe, un pezzo di carta dal valore reale nullo, stampato nel 2009 ed entrato nella storia quando il governatore della banca centrale dello Zimbabwe, Gideon Gono, vinse l’Ig Nobel per la matematica per aver pompato così tanto l’inflazione nel suo paese da costringere la popolazione a usare tagli di banconote multimiliardarie. E poi è finalmente arrivato il momento dei veri protagonisti della serata, i vincitori dell’edizione 2026.

Scienza del suolo: la salute della Terra si misura in mutande

Un’équipe di ricercatori olandesi e svizzeri si è aggiudicata il premio nella categoria “scienza del suolo” per aver seppellito mille paia di mutande di cotone organico identiche in oltre 25 paesi, per poi dissotterrarle dopo due mesi, portando avanti un progetto di citizen science (scienza partecipata dai cittadini), chiamato in patria Beweisstück Unterhose (“la prova delle mutande”) che ha dimostrato che la velocità di decomposizione del tessuto di cotone è un indicatore eccezionale e low-cost dell’attività biologica del suolo: più microbi, funghi e lombrichi popolano la terra, più le mutande tornano in superficie ridotte a un mero “scheletro” di elastico.

(foto: Weber State University)
(foto: Weber State University) 

Fisica: la geometria perfetta dell’orinatoio

Ig Nobel per la fisica, invece, a quattro scienziati che hanno applicato le equazioni differenziali della dinamica dei fluidi per trovare la geometria perfetta degli orinatoi maschili e aggirare l’annoso problema dello splashback (scoprendo anche un interessante corollario: i cani urinano sugli alberi con angoli strettissimi proprio per non bagnarsi le zampe). Hanno così disegnato due modelli di orinatoio perfetti, battezzati “Cornucopia” e “Nautilus” (ispirati alle spirali logaritmiche della celebre conchiglia), che eliminano del tutto il problema senza richiedere costosi rivestimenti idrorepellenti.

La tecnologia finalmente utile per le zanzare

Due scienziati della McGill University hanno vinto l’Ig Nobel per la tecnologia per aver avuto la mirabile intuizione di trasformare le proboscidi di zanzare femmine morte in ugelli ad altissima risoluzione per stampanti 3D: la tecnica, definita Necroprinting, permette di stampare linee spesse appena 20 micron, 2,5 volte più sottili dei migliori aghi metallici in commercio, a una frazione del costo. Gli scienziati hanno dimostrato la fattibilità stampando microscopici nidi d’ape e persino impalcature di idrogel cariche di cellule tumorali vive, che hanno mantenuto una vitalità dell’86%.

Chimica: il super-latte di scarafaggio

Un’altra specie di insetti, gli scarafaggi, è stata invece protagonista dell’Ig Nobel per la chimica, assegnato a un gruppo di scienziati che ha dimostrato che la proteina del latte secreta dallo scarafaggio viviparo Diploptera punctata per nutrire gli embrioni nel suo sacco gestazionale è un alimento con formidabili proprietà nutrizionali. Questa sostanza cristallizza direttamente nell’intestino dell’embrione e un singolo cristallo proteico contiene oltre tre volte l’energia racchiusa in una massa equivalente di latte vaccino. Gli scienziati sono riusciti a risolverne la struttura atomica a 1,2 Ångström, aprendo la strada a possibili integratori del futuro, anche se l’idea di mungere uno scarafaggio potrebbe non piacere a tutti.

Biologia: lasciate in pace le vipere

Anche l’Ig Nobel per la biologia ha a che fare con il regno animale: un team di ricercatori brasiliani lo ha vinto per aver calpestato (delicatamente, assicurano) decine di vipere in diverse parti del corpo, a diverse temperature e ore del giorno, per capire quale stimolo scatenasse maggiormente la reazione dei serpenti (risposta: essere calpestati sulla testa) e quali esemplari fossero più irascibili (risposta: i neonati e le femmine). La specie in questione è Bothrops jararaca, che in Brasile causa circa 20mila avvelenamenti all’anno.

Economia: più sei ricco, più sei spietato

Poi c’è l’economia: i ponderosi esperimenti di un gruppo di scienziati di Berkeley hanno svelato quanto sia cattiva la gente ricca. Attraverso sette studi, hanno dimostrato che i conducenti di auto di lusso tagliano la strada agli incroci e non rispettano le strisce pedonali con frequenza significativamente maggiore rispetto a chi guida utilitarie; nei test di laboratorio, i partecipanti indotti a sentirsi in una posizione sociale superiore hanno mentito di più nelle trattative e hanno sottratto più caramelle da un barattolo esplicitamente destinato ai bambini di un laboratorio vicino (il “motore” di questa disonestà, dicono i ricercatori, è una percezione favorevole dell’avidità, considerata dai ricchi come una virtù tutto sommato benefica).

Olfatto: il bebè sa di buono

E ancora, Ig Nobel per l’“olfatto” agli scienziati che hanno dimostrato empiricamente che i neonati profumano e i teenager no: il loro studio, condotto su 235 famiglie polacche, ha svelato che il 93% dei genitori valuta l’odore dei (propri) bambini sotto i 4 anni come “estremamente piacevole”, ma che la percentuale crolla drasticamente all’innalzarsi dell’età del figlio. Un meccanismo evolutivo, hanno spiegato i ricercatori, che favorisce l’attaccamento nei primi anni di vita e allenta i legami fisici durante la pubertà per prevenire l'incesto.

Medicina: come ci si soffia il naso?

L’Ig Nobel per la medicina, invece, è stato assegnato postumo a Tokuji Unno, il luminare giapponese che nel 1977 pubblicò uno studio fondamentale su “come soffiarsi il naso” (dopo una serie di misurazioni aerodinamiche e flussimetrie giunse alla conclusione di chiudere una narice per volta per aumentare la velocità di uscita dell’aria sul lato opposto, ma non provate a farlo a casa).

Biomeccanica: la definizione evolutiva del bacio

Il premio per la biomeccanica è andato ai ricercatori che hanno studiato l’evoluzione del bacio nel regno animale, proponendone una definizione scientifica e comparativa universale, valida per formiche, pesci, uccelli, orsi polari ed esseri umani ("un’interazione non agonistica che comporta un contatto orale-orale diretto, intraspecifico, con un certo movimento delle labbra o delle parti boccali e in assenza di trasferimento di cibo”. Da questa base, hanno esplorato come questo comportamento sia una risorsa evolutiva per la valutazione del partner e la regolazione delle tensioni sociali.

Pace: preferiamo amici spietati con i nostri nemici

Infine, l’Ig Nobel per la pace, che ha celebrato il detto “il nemico del mio nemico è mio amico”: premiato il gruppo di scienziati che ha documentato che non vogliamo amici che siano sempre e universalmente buoni e gentili con tutti, ma al contrario preferiamo di gran lunga farcela con compagni che sappiano essere spietati (specie con chi non ci piace). La cerimonia si è chiusa – e non poteva essere altrimenti – con la frase di rito con cui da trentasei anni Abrahams congeda il suo pubblico: “Se non avete vinto un premio Ig Nobel stasera, ma soprattutto se lo avete vinto, avrete più fortuna l’anno prossimo”.