Tra le erbe aromatiche più popolari spicca l’aneto, che si contraddistingue per il profumo inebriante, il sapore fresco e l’aspetto decorativo. Oltre ai suoi usi in cucina, è apprezzato per le sue proprietà e il suo valore estetico: è molto simile al finocchio selvatico e si presenta piumoso e color verde brillante.
Le sue foglie sono sottili e i fiori piccoli, gialli e riuniti in ombrelle. L’aneto è resistente, si adatta ad ambienti differenti ed è facile da coltivare, infondendo colore e profumo in orti domestici, giardini, terrazzi e balconi.
Aneto: le caratteristiche
Il suo profumo è sospeso tra la dolce fragranza degli agrumi e le note intense dell’anice. L’aneto è un’erba aromatica annuale facente parte della famiglia delle Apiaceae, in cui sono compresi anche finocchio, prezzemolo, cumino e coriandolo.
A livello scientifico è chiamato anethum graveolens, presenta foglioline filiformi di color verde azzurro e fiori gialli piccoli, graziosi e riuniti in grandi infiorescenze a forma di ombrella. I fiori emanano un profumo aromatico molto intenso, così come anche i suoi semi, che sono ovali e bruni. Il portamento è eretto e il fusto è sottile.
Delicata e ornamentale, questa pianta aromatica è originaria dell’Asia e del Mediterraneo orientale e cresce spontaneamente nelle regioni caratterizzate da un clima temperato. Dotata di proprietà antiossidanti e digestive e di un aroma leggero, trova spazio in cucina e, inoltre, in orti, giardini, terrazzi e balconi, dove viene anche impiegato anche a scopo decorativo.
Esposizione
L’aneto è una pianta annuale, che si può coltivare sia in giardino, che in vaso. Per quanto riguarda il terreno, predilige un substrato drenato, moderatamente fertile e leggero, dovendo evitare la presenza di troppo azoto, visto che ne riduce l’aroma, facendo crescere molta foglia.
Per quanto riguarda l’esposizione, l’aneto va collocato in un luogo al riparo, ad esempio nei pressi di una siepe o un muro, in quanto il freddo e le correnti d’aria sono suoi nemici. L’esposizione ideale è il pieno sole, dovendo ricevere almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno, condizione che ne favorisce una crescita forte e vigorosa e una fioritura abbondante.
Quando le estati sono molto calde, tollera anche la mezz’ombra, evitando però che l’esposizione sia molto ombreggiata. In caso di ombra eccessiva, infatti, rischia di svilupparsi in modo non compatto, di produrre un aroma meno intenso e di formare fusti deboli. L’aneto non va coltivato vicino al finocchio selvatico, in quanto potrebbe incrociarsi con esso, dando origine a piante di bassa qualità.
Coltivazione
Per la coltivazione dell’aneto si procede durante la primavera quando il rischio di gelate è finito, ma in zone dal clima mite può essere seminato anche prima.
Se si coltiva in vaso è consigliato ricorrere a un recipiente ampio di 30 centimetri di diametro e 40 di profondità, e che sia dotato di fori di drenaggio. Il substrato deve essere leggero e drenante, composto da terriccio universale arricchito con compost maturo e perlite o sabbia grossolana per favorire il drenaggio. I semi vanno distribuiti direttamente sul terriccio, coprendoli con 0,5 centimetri di terra.
In piena terra bisogna collare l’aneto in una posizione soleggiata e che sia riparata dai venti forti. Dopo la germinazione le piante vanno diradare, lasciando tra loro una distanza di 15-20 centimetri e 30-40 centimetri tra le file.
Aneto e la sua cura
L’aneto non è solo una pianta resistente, ma è anche facile da coltivare, dovendo tuttavia seguire alcuni accorgimenti quando ce ne si prende cura. Le irrigazioni devono essere moderate: il terreno deve essere leggermente umido durante il periodo di crescita, ma gli eccessi idrici sempre evitati in quanto fonte di marciume radicale.
Tra un’irrigazione e l’altra è necessario verificare che il terreno sia asciutto. In primavera la pianta aromatica va irrigata mediamente due volte a settimana, mentre in estate le irrigazioni dovranno essere aumentate, in particolare nei periodi molto caldi.
L’aneto non necessita di una potatura vera e propria, ma si possono eseguire tagli mirati allo scopo di stimolare la formazione di nuove foglie. Regolarmente è necessario eliminare le foglie ingiallite, secche o danneggiate, per preservare la salute della pianta e favorire il passaggio di aria e luce.
Manutenzione: malattie e parassiti
Nella gestione dell’aneto possono insorgere alcune criticità. Tra queste trovano spazio malattie e parassiti, che vanno scongiurati il più possibile con le giuste mosse colturali. Infatti, essendo una pianta usata in cucina è necessario ricorrere solo a rimedi naturali, evitando del tutto l’uso di pesticidi.
L’aneto può essere soggetto all’attacco di parassiti come lumache e afidi: questi ultimi si presentano come puntini neri o verdi e si nutrono della sua linfa vitale, producendo melata e indebolendo la pianta. In loro presenza bisogna intervenire subito ricorrendo a sapone molle di potassio oppure con getti d’acqua sui germogli che sono stati attaccati.
Tra gli altri problemi che possono insorgere ci sono le malattie fungine, che insorgono in caso di aerazione insufficiente e umidità elevata. Un esempio è l’oidio, che si manifesta sotto forma di polvere bianca sulle foglie e causa di disseccamento. Per prevenire questa minaccia è importante evitare le irrigazioni eccessive e garantire una buona aerazione, eliminando subito le aree colpite.
Possono anche presentarsi macchie scure in caso di irrigazioni troppo abbondanti mentre, quando le annaffiature sono troppo esigue, l’aspetto della pianta può essere floscio, dovendo quindi aumentare le irrigazioni.