Città più calde, l’allarme al Premio Ischia di Architettura: “Serve una rivoluzione”
a cura della redazione di Green&BlueNella due giorni di lavori sull’isola l’esperienza di Mirificus, con Cnr e Ispra: “Attenzione soprattutto alle periferie”. Riconoscimento a Carlos Moreno, teorico della città in 15 minuti: “Il futuro? Nella prossimità felice”
Le città si stanno scaldando. E il problema, ormai, non riguarda soltanto i centri storici soffocati dall’asfalto e dal cemento: corre verso le periferie, dove il consumo di suolo continua e dove in futuro le temperature potrebbero diventare perfino più alte. “L’emergenza principale delle città è sicuramente quella climatica, che rappresenta la sfida principale di questo secolo”, annuisce Marco Morabito, ricercatore dell’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, parte da qui. Dai numeri, dalle mappe termiche e soprattutto dal tempo già perduto. Al PIDA, il Premio Internazionale Ischia di Architettura che ha dedicato la tredicesima edizione alle nuove strategie urbane per le città in emergenza, Morabito ha portato l’esperienza di MIRIFICUS, progetto coordinato dal CNR-IBE insieme a ISPRA, in grado di utilizzare anche i dati satellitari per leggere le anomalie termiche e individuare dove intervenire prima. Perché la sostenibilità urbana, prima di diventare progetto, deve diventare conoscenza.
“I dati sono fondamentali. – ha spiegato - Poi servono interventi calibrati sulle aree dove si decide di agire, perché ci sono emergenze climatiche specifiche”. Il punto più delicato sono proprio le periferie: “In Italia si consumano 2,7 metri quadri di suolo ogni secondo. Le periferie si stanno scaldando sempre di più, e intervenire lì è fondamentale per evitare che diventino addirittura più calde delle zone centrali, già ampiamente impermeabilizzate”.
Non basta, insomma, piantare qualche albero. E forse è proprio questo uno dei passaggi più interessanti emersi a Ischia: sottrarre la sostenibilità alla retorica del verde per riportarla dentro la complessità del progetto urbano. A Ischia Morabito ha parlato di “soluzioni integrate”: vegetazione, certamente, ma anche superfici, pavimentazioni, materiali, ombra, capacità di riflettere la radiazione solare. “Le pavimentazioni dei nostri ambienti urbani riflettono solo il 10-20% della radiazione solare. L’80, anche il 90% viene assorbito, si trasforma in calore e viene rilasciato lentamente. È quello che ci fa tanto soffrire durante estati che ormai non durano più soltanto luglio e agosto: quest’anno sono iniziate a maggio, con temperature ben oltre i 35 gradi, e ancora ai primi di ottobre in tante zone d’Italia si superano i 30”.
E il messaggio finale è soprattutto politico: “Serve una rivoluzione vera e propria, immediata, insieme a una politica coraggiosa che faccia delle scelte e delle leggi che vadano in questa direzione, a partire dal consumo di suolo. Siamo ampiamente in ritardo di consapevolezza, e poi di azione. Le competenze non mancano, le tecnologie nemmeno”.
E la scienza misura la città in gradi, Carlos Moreno la misura invece in minuti. Al teorico franco-colombiano della “città dei 15 minuti” il PIDA ha assegnato il Premio alla Carriera, riportando al centro una delle idee urbanistiche più influenti degli ultimi anni: ridurre le distanze tra la casa e tutto ciò che rende possibile una buona vita.“La città di domani sarà costruita intorno all’idea di quella che chiamo prossimità felice: tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere bene sarà vicino al luogo in cui abitiamo”, ha spiegato Moreno, in libreria in Italia con La città che cura. Prossimità e partecipazione: una nuova grammatica territoriale, pubblicato da ADD Editore Non più ore trascorse negli spostamenti, ma la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta lavoro, scuole, negozi, parchi, spazi culturali e servizi essenziali.
“Strade meno dominate dalle automobili e più accoglienti per pedoni, bambini e vicini, spazi pubblici capaci di favorire incontro e condivisione, tecnologia al servizio della vita urbana senza sostituire l’interazione umana". E soprattutto una città che non ambisca soltanto a essere smart. “La città di domani non sarà semplicemente più veloce o più intelligente: dovrà rendere la vita quotidiana più sana, più semplice e più piacevole, avvicinando persone, natura, servizi e opportunità”.. È qui che la città dei 15 minuti incontra quella più fresca immaginata a partire dai dati del CNR: meno spostamenti, meno auto, più verde e servizi distribuiti, più qualità dello spazio pubblico.
“Siamo molto orgogliosi del dibattito concreto promosso a Ischia sulle emergenze che le città vivono ogni giorno: il clima, la casa, la ricostruzione”, sottolinea Giovannangelo De Angelis, presidente dell’Associazione PIDA, che organizza l'evento con il supporto della Regione Campania e il sostegno di più enti e sponsor. “L’architettura può e deve essere parte della risposta, purché acceleri i suoi tempi”.
Nel corso della manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, anche il commissario straordinario per il Piano Casa Felice Squitieri, Giancarlo Mazzanti (Premio PIDA International), Daniel Fügenschuh, Marco Imperadori, Emilio Faroldi, Joseph Borrell Bru, Maria Pia Fontana, Miguel Mayorga, Guendalina Salimei, Maria Pilar Vettori e Andrea Cherchi (Premio PIDA per la fotografia). I lavori hanno abbracciato anche una riflessione sull’intelligenza artificiale in architettura e il progetto di ricostruzione civile in Ucraina raccontato da Angelo Moretti.