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Aglaonema, coltivazione e come prendersi cura della pianta del buio

Aglaonema, coltivazione e come prendersi cura della pianta del buio

Colorata, bella, resistente, l’aglaonema ravviva anche gli angoli più cupi di casa con il suo fogliame vivace. Ecco come coltivare la pianta tropicale

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Soprannominata anche “pianta del buio” o “sempreverde cinese”, l’aglaonema si distingue per la notevole resistenza e la capacità di adattarsi in presenza di poca luce. Colorata e contraddistinta da un aspetto ornamentale, è considerata un portafortuna. Si tratta di unapianta d’appartamento sempreverde e tropicale, dotata di grandi foglie e dalle proprietà depurative. Di facile manutenzione, vediamo di seguito come coltivarla e quali sono gli accorgimenti giusti per farla crescere rigogliosa.

Aglaonema: caratteristiche

Appartenente alla famiglia delle Araceae, l'aglaonema è originaria delle foreste tropicali dell’Asia, dove cresce in ambienti umidi e ombreggiati. Erbacea, perenne e sempreverde, presenta un fusto eretto, generalmente corto, e foglie colorate e con variegature nei toni del verde, del rosso, del crema o dell’argento.

La sua infiorescenza, tipica delle Araceae, è costituita da uno spadice centrale. La fioritura non è appariscente e, al termine di questa, possono formarsi bacche rosse con semi.

L’aglaonema purifica l’aria e si adatta alle diverse condizioni ambientali, prosperando anche in presenza di luce ridotta.

L’esposizione

L’aglaonema predilige temperature comprese tra i 15 e i 20 gradi e soffre al di sotto di questa soglia. Prospera anche in condizioni di scarsa illuminazione: un’esposizione alla luce media e indiretta è l’ideale per una sua crescita ottimale. Se coltivata in casa è consigliato collocarla nei pressi di una finestra luminosa, garantendole una luce soffusa. Durante l’inverno bisogna fare attenzione alle fonti di calore e alle correnti d’aria fredde.

Pur tollerando un’illuminazione moderata, per aumentare le sue variegature colorate è possibile incrementare l’esposizione alla luce, che deve essere però sempre indiretta, soprattutto in estate, per evitare scottature delle foglie. La pianta predilige un ambiente umido e un substrato leggero, ben drenato e ricco di sostanza organica.

Come coltivare l’aglaonema

L'aglaonema può essere coltivata sia in vaso che in giardino, ma in Italia può crescere in giardino solo nelle zone prive di gelate. Grazie alla sua capacità di adattarsi a condizioni di luce ridotta, si distingue come una delle piante ornamentali da interno più resistenti.

In primavera, i semi vanno posti a una profondità di un centimetro in un substrato composto da torba e perlite, coprendo il vaso con della plastica per creare un effetto serra. Il substrato va mantenuto costantemente umido, l’esposizione deve essere indiretta ma intensa e l’ambiente caldo. Nel giro di alcuni mesi si formeranno le piantine, che potranno poi essere trapiantate in singoli vasi. Ogni 2 o 3 anni è necessario procedere con il rinvaso.

Il metodo della semina è meno diffuso, in quanto richiede tempi più lunghi. In alternativa, si può ricorrere alla divisione dei cespi, una soluzione più veloce ed efficace: basta estrarre la pianta, dividere i rizomi e fare in modo che ogni porzione disponga di radici e di 3 o 4 foglie, per poi rinvasarla subito.

Un'altra possibilità è il metodo della talea, il più diffuso, da eseguire ricorrendo a segmenti di fusto lunghi 10-15 centimetri da far radicare in un substrato drenato e arricchito con sabbia e perlite. Dopo 8 settimane dovrebbero formare le radici e si potrà procedere al trapianto in vasi singoli.

Quando viene coltivata in piena terra, le giovani piantine vanno trapiantate mantenendo tra loro una distanza di 40 centimetri e di 60 centimetri tra le file. Il trapianto va effettuato in primavera o all’inizio dell’estate, collocando la pianta alla stessa profondità del vaso originale.

Cura: l’irrigazione

Pur essendo una pianta che cresce facilmente anche in condizioni di scarsa luminosità, l'aglaonema richiede alcuni accorgimenti nella sua cura. In generale, necessita di un ambiente umido, ma mai troppo bagnato.

Per quanto riguarda le irrigazioni, queste devono essere regolari ma moderate, in quanto i ristagni idrici sono tra i suoi nemici principali, essendo causa di marciume radicale. In estate, va irrigata ogni 3-7 giorni, procedendo solo quando il terriccio è totalmente asciutto, mentre in autunno e inverno le irrigazioni vanno diradate.

La pianta è sensibile al cloro e al calcare presenti nell’acqua e, pertanto, è preferibile ricorrere ad acqua distillata per le annaffiature.

Gli eccessi idrici vanno sempre evitati, in quanto possono causare foglie ingiallite, marroni e molli, oltre al marciume radicale. Al contrario, irrigazioni insufficienti portano a foglie secche e con i margini imbruniti. È inoltre importante evitare di lasciare l’acqua sottovaso per troppo tempo.

Concimazione e potatura

Nella manutenzione dell’aglaonema bisogna dedicarsi anche alla concimazione. L’operazione va eseguita dalla primavera alla fine dell’estate: ogni 15 giorni si applica un fertilizzante liquido per piante verdi, da aggiungere all’acqua di irrigazione. Le concimazioni vanno sospese in inverno.

Per una crescita rigogliosa dell’aglaonema non è richiesta una potatura vera e propria, limitandosi a eliminare foglie gialle, secche oppure danneggiate, munendosi di forbici affilate e disinfettate. Questo intervento aiuta a mantenere un aspetto ordinato della pianta e a preserverne la salute.

Malattie e parassiti

Facile da coltivare e resistente, l’aglaonema può essere comunque soggetta a una serie di problematiche durante la sua manutenzione. Tra i parassiti più comuni che la colpiscono rientrano gli afidi, la cocciniglia e il ragnetto rosso, che succhiano la linfa, causando foglie ingiallite, deformate e con piccole macchie.

Questi parassiti si possono prevenire evitando i ristagni idrici e di bagnare eccessivamente le foglie, mantenendo al contempo una corretta umidità ambientale e garantendo un’illuminazione adeguata. Inoltre, è importante controllare regolarmente la pianta e intervenire tempestivamente in caso di infestazioni, ricorrendo a soluzioni naturali oppure a insetticidi specifici.

Un’altra criticità è rappresentata dalle malattie fungine, come il marciume radicale e le macchie fogliari, che provocano foglie gialle, marroni o molli. Queste problematiche insorgono in caso di irrigazioni troppo abbondanti, causando una crescita rallentata e un deperimento generale della pianta. Per prevenirle, le annaffiature non devono essere mai eccessive, il substrato deve essere drenato, l’umidità non troppo elevata e la circolazione dell’aria adeguata. In presenza di parti malate, è necessario intervenire subito rimuovendole.

La combinazione di acqua in eccesso, temperature basse e correnti d’aria può portare all’ingiallimento e alla caduta delle foglie. Un’esposizione al sole troppo intensa può determinare ustioni fogliari, macchie marroni e foglie arricciate. Le punte delle foglie tendono a imbrunire se l’aria è troppo secca, mentre una scarsa illuminazione può provocare la caduta delle foglie.