Green&Blue

La ricerca

Tecnologia 3D e IA per salvare la barriera corallina

L'Intelligenza artificiale potrebbe salvare le barriere coralline
L'Intelligenza artificiale potrebbe salvare le barriere coralline 

Un team di biologi sta realizzando una copia digitale del reef delle Maldive minacciato dal clima. “Abbiamo esaminato 1.027 colonie di corallo. Normalmente ci vorrebbero sette ore e diversi subacquei. Ora l’abbiamo fatto in circa 20 minuti”

2 minuti di lettura

“Non si può proteggere ciò che non si comprende”. Con questa filosofia un team internazionale di biologi marini, ricercatori della Newcastle University e dell'University College London stanno lavorando al monitoraggio della barriera corallina delle Maldive dal titolo “Kanuhura Coral Census”. Un vero e proprio censimento digitale del reef grazie all’utilizzo di telecamere GoPro e modelli di calcolo creati tramite l’Intelligenza artificiale. Il progetto definito “pionieristico” porterà infatti alla realizzazione di mappe delle barriere coralline in 3D che verranno via via aggiornate, in modo da riprodurre in laboratorio la situazione reale in fondo all’oceano. Le Maldive sono ricche di barriere coralline ecosistemi fondamentali che offrono rifugio e nutrimento a numerose specie marine e proteggono gli atolli dall’erosione. Ma quando l’acqua è troppo calda può innescarsi il fenomeno dello sbiancamento che a lungo può provocarne la morte.

Ogni tre mesi un nuovo monitoraggio

Un metodo che permetterà agli scienziati di osservare il reef, minacciato dall’aumento della temperatura, non soltanto attraverso le foto, ma di analizzarne la struttura, la superficie e le dimensioni. Ripetendo l’operazione di monitoraggio ogni tre mesi sarà poi possibile confrontare i modelli e capire quali coralli sono cresciuti, quali diminuiti e quali zone della barriera hanno subito danni. “Non ci limitiamo più a osservare lo stato di salute della barriera corallina nel suo complesso, ma raccontiamo le storie di migliaia di coralli” ha spiegato al National Geographic, il biologo marino James Cordery che ha lasciato un dottorato all'Università di Oxford per dedicarsi alla ricerca alle Maldive. Oggi è lui a dirigere il progetto Coral Census.

I biologi si sono installati nell’atollo di Lhaviyani, insieme di isole meravigliose intorno alla barriera corallina di Kanuhura Beru, a circa 15 minuti di barca dal Six Senses Kanuhura, uno dei quattro resort dell'isola che ha messo a disposizione le proprie strutture per il progetto scientifico: barche per le immersioni, personale, spazi dove i ricercatori hanno installato la strumentazione per caricare le immagini, studiarle e lavorare sulle mappe. Anche questa è una novità. Per la prima volta un team accademico ha acconsentito di condurre una ricerca scientifica e raccogliere dati in un resort turistico.

“Conoscere per prendere le decisioni migliori”

Quando i biologi si immergono con le loro tre GoPro riescono a scattare foto ogni mezzo secondo. Utilizzando la fotogrammetria subacquea (combinando migliaia di fotografie sovrapposte in un modello digitale della barriera corallina misurato con precisione), l'Intelligenza artificiale e i modelli 3D, riescono a monitorare le barriere coralline con la stessa precisione delle principali istituzioni marine, assicurano i biologi. Con meno tempo. “Abbiamo esaminato 1.027 colonie di corallo", ha spiegato ancora il professor Cordery “Normalmente ci vorrebbero circa sette ore e diversi subacquei. Noi l'abbiamo fatto in circa 20 minuti. Prima dovevo rilevare la barriera corallina usando un metro a nastro e una lavagna subacquea, e poi inserire i dati a mano”.

Così, si riesce a vedere un piccolo germoglio di corallo e confrontarlo con le immagini scattate mesi prima, misurando non solo se è sopravvissuto, ma anche quanto è cresciuto al millimetro. In un oceano che si sta riscaldando rapidamente, gli scienziati sperano che comprendere esattamente quali coralli sopravvivono – e perché – possa contribuire a orientare meglio le future iniziative di conservazione. “L'obiettivo è comprendere questi ecosistemi abbastanza bene da poter prendere decisioni migliori”.