“Le piante da appartamento non esistono ma vi spiego come farle crescere”, parola di Sfobbo
di Fabio MarzanoFabio Chessa, content creator e autore di “Botanica da appartamento”, racconta la sua passione per le piante tropicali e il boom del pollice verde
Saranno le forme stravaganti o il richiamo della giungla ma le piante tropicali hanno un fascino indiscusso. Tra Ottocento e inizio Novecento le famiglie benestanti di tutta Europa gareggiavano per coltivare le più rare e insolite. Per riprodurre il clima delle zone di provenienza si costruivano serre in vetro e acciaio. Ora basta un appartamento con una discreta esposizione alla luce per far crescere esemplari di Strelitzia reginae o varietà di Anthurium. Ci sono fiere dedicate e una marea di corsi per imparare a curarle. È un mondo in cui salta il dualismo facile o difficile: le piante tropicali, come tutte le altre, rispondono all’ambiente in cui si trovano. Non ci sono regole fisse o rimedi miracolosi. Lo spiega bene Fabio Chessa, giovane content creator conosciuto con il nome d’arte Sfobbo, nel libro Botanica da appartamento pubblicato da Rizzoli. Un volume ben documentato e rivolto a chi ha appena comprato la sua prima Monstera ma non solo, anche a chi desidera smettere di procedere per tentativi.
Cosa sono le piante da appartamento?
"Per comodità si usa questa espressione, che riunisce generi e famiglie botaniche molto diverse, ma le piante da appartamento non esistono. Non ci sono specie che si sono evolute per vivere tra le mura di casa ma si possono coltivare perché provengono spesso da habitat dove l’illuminazione è indiretta e la temperatura mediamente alta, all’incirca come accade in appartamento".
Non si possono lasciare fuori sul balcone o in giardino?
"Sono piante che non tollerano il freddo anche se, in alcuni regioni dell’Italia meridionale, alcune varietà specifiche possono crescere anche all’aperto".
Tu dove le coltivi?
"Non avendo mai avuto un giardino, come la maggior parte delle persone, le coltivo dove posso, ovvero in casa".
Dedichi più di trenta pagine alla luce, quanto conta?
"Molto, è uno dei problemi più sottovalutati perché in una pianta tropicale la scarsità di luce provoca danni che non sono visibili nell’immediato. Spesso gli appassionati si concentrano sul terreno o sulle irrigazioni. In realtà molti marciumi sono dovuti a un problema di luce".
Un errore comune di chi coltiva le tropicali?
"I rinvasi inutili. Si ritiene che sia una sorta di reset per rinforzare la pianta ma non è così. È difficile seguire una regola precisa ma dipende da quanto velocemente si asciuga il terriccio dopo l’innaffiatura: se impiega due o tre giorni significa che le radici hanno bisogno di più spazio, se si asciuga dopo una settimana vuol dire che non è necessario il rinvaso".
Parli di falsi miti sulle piante da appartamento, quali sono i più clamorosi?
"Le piante da mettere in bagno per assorbire l’umidità e prevenire le muffe: tutte le piante, al contrario, traspirano ed emettono umidità più che trattenerla. Poi le piante che purificano l’aria: non esistono. Lo studio della Nasa che viene spesso citato a dimostrazione del fenomeno non dice niente del genere. Le piante hanno capacità molto ridotte di riciclare l’aria che sono dovute in primo luogo ad alcuni batteri presenti nel terreno".
Per concimare si possono usare gli scarti organici nel terriccio?
"Più che altro non serve a nulla. La buccia di banana, per esempio, contiene potassio ma in una forma che la pianta non può assorbire perché non è stata prima degradata da microrganismi che la rendono utilizzabile. Un discorso simile vale per i gusci d’uovo, che contengono calcio sotto forma di carbonato di calcio, ovvero calcare: aggiungerli al vaso non significa fornire alla pianta calcio prontamente utilizzabile".
Perché le piante da appartamento hanno così successo?
"In pochi hanno un giardino ma una casa, bene o male, ce l’hanno tutti".
Ma non si spiega del tutto.
"Nel 2020, durante la quarantena, il mercato è cresciuto molto perché le persone chiuse in casa, e senza possibilità di frequentare, un’area verde hanno iniziato ad acquistare piante da interno. Ne è nata una bolla, una corsa alla pianta più rara. Ricordo che Philodendron spiritus-sancti o Monstera obliqua sono arrivate a costare anche migliaia di euro".
Quali sono le tue piante tropicali preferite?
"Monstera deliciosa, è un classico degli anni Settanta ma è intramontabile: ogni foglia è diversa ed è molto adattabile. Poi le felci epifite del genere Platycerium, si possono coltivare in vaso o su una tavola di legno e appendere come un quadro. E Anthurium criystallinum con la foglia vellutata che cresce velocemente".