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Cop17, Greenpeace: di questo passo ci vorranno 265 anni per proteggere il 30% degli oceani

(afp)

Ora solo il 3,5% degli oceani del mondo è completamente o altamente protetto dalle attività umane distruttive, come la pesca a strascico. Il monito dalla ong nella giornata di apertura delle conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità in Armenia

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Nella giornata di apertura della conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (CBD COP17) in Armenia, un nuovo report di Greenpeace rivela che al ritmo attuale con cui viene estesa la tutela del mare, ci vorranno altri 265 anni per proteggere il 30% degli oceani, ovvero il livello minimo necessario indicato dalla comunità scientifica per garantire la tutela degli oceani e della vita marina, che dovremmo raggiungere entro il 2030. Attualmente, infatti, solo il 3,5% degli oceani del mondo è completamente o altamente protetto dalle attività umane distruttive, come la pesca a strascico.

Il rapporto evidenzia il caso emblematico dell'alto Mare Atlantico, dove nel 2025 i pescherecci industriali hanno trascorso un totale di circa 1,6 milioni di ore a pescare: in queste acque l'assenza di divieti e regole lascia le specie marine senza alcuna tutela. Una situazione che potrebbe cambiare con una rete efficace di aree marine protette.

"I governi stanno procedendo troppo lentamente nella protezione dei nostri oceani. Devono creare con urgenza una rete di riserve in alto mare per raggiungere l'obiettivo del 30x30 e recuperare il tempo perso finora", dichiara Lukas Meus, responsabile della campagna per gli oceani di Greenpeace International. "Solo una rete di riserve marine connesse tra loro e completamente protette può infatti proteggere le specie migratorie come le balene e le tartarughe lungo i loro viaggi, evitando che siano uccise dalla pesca industriale o investite dalle navi cargo lungo il percorso. È l'unico modo per consentire loro di spostarsi, nutrirsi e riprodursi in sicurezza".