✕

Coltivare lo zenzero in acqua: consigli pratici

Dal sapore fresco e ricco di proprietà, lo zenzero può essere coltivato anche in acqua. Ecco come fare e quali accorgimenti adottare per favorirne una crescita sana e rigogliosa

3 minuti di lettura

Pianta aromatica dal gusto pungente, lo zenzero è noto per le sue proprietà benefiche per l'organismo. Perfetto per insaporire i piatti, è chiamato ginger in inglese ed è facile da coltivare in giardino e in vaso sul terrazzo, ma non solo.

Lo zenzero può essere infatti coltivato in acqua, un metodo ecologico che permette di ottenere una pianta vigorosa, dalle cui radici si può ricavare lo zenzero pronto per essere utilizzato. Scopriamo come fare e i consigli pratici per uno sviluppo vigoroso e una corretta manutenzione.

Zenzero: le peculiarità

Appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, lo zenzero è chiamato a livello scientifico Zingiber officinale. Si tratta di una pianta erbacea originaria delle zone dell’Himalaya orientale e della Cina centro-meridionale, il cui elemento distintivo è il fusto sotterraneo carnoso, ramificato e aromatico, con superficie brunastra e polpa giallastra.

Le sue foglie sono strette, lunghe, verdi e disposte in modo alternato sul fusto. Il rizoma è aromatico, mentre i fiori hanno una forma conica, sono di colore giallo-pallidi, riuniti in infiorescenze e caratterizzati da una parte centrale porpora.

La pianta contiene principalmente gingeroli e shogaoli e il suo gusto è piccante, pungente e agrumato. Ricco di proprietà benefiche, lo zenzero è un ingrediente immancabile nella quotidianità. E perché non coltivarlo proprio a casa? Per farlo si può scegliere la strada della coltivazione in acqua, un metodo facile e dai risultati efficaci.

Come far germogliare lo zenzero in acqua

Lo zenzero cresce in ambienti tropicali e, proprio per questo, è necessario riprodurre queste condizioni sia nella coltivazione tradizionale in vaso o piena terra, sia nella coltivazione idroponica.

Coltivare lo zenzero in acqua è un metodo semplice e naturale, che permette di far avviare la germinazione di un nuovo esemplare senza dover utilizzare necessariamente il terriccio. Si parte da un rizoma di zenzero fresco, dal quale selezionare le gemme, ovvero i punti da cui si svilupperanno i nuovi germogli. Il rizoma scelto deve essere sano, sodo, preferibilmente biologico, con gemme visibili e senza macchie, parti molli, danni o segni di marciume.

Una volta individuato, il rizoma può essere tagliato in più sezioni, assicurandosi che ciascuna abbia almeno una gemma e una porzione sufficiente di rizoma. I pezzi vanno sistemati in un contenitore largo, poco profondo e trasparente, con una piccola quantità di acqua. È importante non immergere le gemme: è preferibile che soltanto la parte inferiore del rizoma rimanga a contatto con l’acqua, così da favorire lo sviluppo delle radici e ridurre i rischi di marciumi.

L’acqua va cambiata ogni 2-3 giorni, mantenendola pulita e controllando regolarmente lo stato del rizoma. In condizioni favorevoli, nel giro di alcune settimane possono comparire i primi germogli e le prime radici, segno che la gemma ha iniziato a svilupparsi e che il rizoma sta dando origine a una nuova pianta.

Quando i germogli e le radici sono sufficientemente sviluppati, il rizoma può essere trasferito in vaso, utilizzando un terriccio fertile e ben drenato e un recipiente dotato di fori sul fondo. In alternativa, si può proseguire con la coltivazione idroponica, utilizzando un sistema adeguato per fornire alle radici acqua, ossigeno e sostanze nutritive.

Coltivare lo zenzero in acqua offre diversi vantaggi: si adatta anche agli spazi piccoli, necessita di meno cure e una manutenzione minore, consente di mantenere l’ambiente più pulito, evita l’utilizzo della terra e grazie all’uso di recipienti trasparenti permette di osservare lo stato della pianta.

Consigli utili per la coltivazione

Per agevolare la coltivazione dello zenzero in acqua è necessario mettere in atto alcuni accorgimenti semplici. La pianta predilige il caldo e temperature intorno ai 24 gradi, evitando di scendere sotto i 15 gradi, in quanto teme il freddo e le correnti d’aria. In generale, è bene garantire sempre un ambiente umido, evitando che l’aria sia secca. Quando si formano gli steli e i fiori, è consigliabile eliminarli per non sottrarre nutrimento ai rizomi.

Il recipiente va posto in un luogo che sia luminoso, evitando il sole diretto. Quando i germogli fanno la loro comparsa necessitano di molta luce, ma è consigliato evitare un’esposizione prolungata ai raggi solari, soprattutto nelle ore più calde della giornata, in quanto potrebbe stressare le foglie. Per uno sviluppo ottimale, è importante mantenere costante la luce e la temperatura.

Il livello dell’acqua va controllato regolarmente, cambiandola ogni 3 giorni, in modo da scongiurare l’insorgere di batteri e alghe. Inoltre, è necessario ricorrere a del fertilizzante idroponico per fornire alla pianta il giusto nutrimento.

Problemi comuni

Nonostante sia una pianta molto resistente, lo zenzero può essere attaccato da diverse problematiche, alcune delle quali possono comparire sia in acqua che quando viene coltivato in vaso. Riuscire a riconoscerli tempestivamente è importante per intervenire il prima possibile, evitando che il rizoma sia compromesso.

Quando il rizoma si presenta molle oppure marcio, significa che è stato immerso troppo nell’acqua: nel caso sia coltivato in vaso, invece, è un segnale di scarso drenaggio ed eccessiva umidità.

Se le foglie sono gialle, le cause possono essere una scarsa illuminazione, condizioni ambientali inadatte o carenze nutrizionali. Germogli che non si sviluppano, invece, possono essere legati a fattori come la temperatura, la qualità del rizoma e la vitalità delle gemme.

La crescita lenta in acqua può essere dovuta alla mancanza di nutrienti, mentre in vaso può dipendere da luce insufficiente, temperatura non adeguata oppure le caratteristiche del terriccio. La comparsa di muffe è legata a una scarsa ventilazione ed eccesso di umidità.

Lo zenzero può essere attaccato dagli afidi, che succhiano la linfa e determinano una crescita stentata e deformazioni fogliari. Le cocciniglie possono manifestarsi su foglie o fusto come accumuli biancastri, mentre gli acari determinano ingiallimento, puntinature e indebolimento della pianta e si manifestano soprattutto in ambienti secchi e caldi. I tripidi danneggiano le foglie, scolorendo piccole zone o rendendole argentate e i nematodi ne riducono la produzione.

Per prevenire questi problemi, è importante mettere in atto alcuni accorgimenti per ottenere un rizoma sano, tra cui evitare ristagni idrici eccessivi, mantenere pulito il contenitore, controllare periodicamente la pianta e garantire una corretta circolazione dell’aria.