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Il commento

Cer e mini-idroelettrico, in Piemonte gli esempi su come abbandonare il fossile

Cer e mini-idroelettrico, in Piemonte gli esempi su come abbandonare il fossile

La centrale a Montalto e la Comunità di energia rinnovabile della Val Pellice, due progetti che dimostrano come con le rinnovabili si possono dare risposte al Paese senza perdere tempo col nucleare

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In Italia negli ultimi dieci anni la quota di consumi elettrici coperta da fonti rinnovabili è cresciuta dal 33,9% (2015) al 41,1% nel 2025 (pari a 127.978 GWh/a), avvicinandosi alle fonti fossili che restano al 43,8%. In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a. Nel panorama delle fonti pulite l’idroelettrico rappresenta un asset importante nel nuovo sistema energetico basato sulle fonti pulite su cui occorre prestare attenzione analizzando sia le potenzialità sia le criticità. Le centrali idroelettriche trasformano l’energia dell’acqua in energia elettrica ed è importante che tengano conto dell’ambiente e del territorio circostante, ma anche della crisi climatica in atto. Oggi l’idroelettrico nel nostro Paese con i suoi 23,6 GW di potenza è in grado di coprire il 13,5% dei consumi elettrici nazionali. Una percentuale che rimane importante, nonostante la sofferenza del settore a causa dei cambiamenti climatici. Secondo il nostro ultimo report Comuni Rinnovabili 2025, nella Penisola sono 1.996 i comuni che presentano almeno un impianto idroelettrico sul proprio territorio. Di questi, sono almeno 1.410 quelli che contano solo impianti mini-idroelettrici, ovvero con una potenza inferiore ai 3 MW, e almeno 586 quelli con impianti di dimensioni superiori ai 3 MW.

A livello regionale, il Piemonte è leader nell’idroelettrico. Conta ben 1.106 impianti (tra grande e piccolo idroelettrico) con una potenza di 3.909 MW, e parliamo del 22,8% rispetto al totale nazionale (dati Terna, 2025), in grado di coprire il 26,8% dei consumi elettrici regionali. Un dato che fa del Piemonte la prima regione della Penisola per numero di impianti, seguita dal Trentino-Alto Adige con 906 impianti e dalla Lombardia con 766. Non mancano le buone pratiche che fanno scuola in fatto di mini – idroelettrico, a partire dalla centrale mini-idroelettrica Montalto 2, a Montalto Dora, in provincia di Torino, che da oggi entra a far parte delle migliori best practices nazionali in fatto di transizione ecologica per aver utilizzato infrastrutture già esistenti per produrre ulteriore energia rinnovabile, coniugando produzione da fonti pulite con un basso impatto sul territorio. È la prima nel suo genere che Legambiente ha censito nell’ambito della 49esima tappa della sua campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica” con cui, dal 2023, sta raccontando le migliori esperienze di sostenibilità attraverso un tour itinerante dal nord al sud della Penisola.

Entrata in funzione nel 2024, rappresenta un esempio che si può replicare in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, e in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile. Secondo i dati forniti da Edison, la producibilità media della centrale è di circa 7,7 GWh all'anno, in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie, evitando l’emissione di circa 5.000 tonnellate di CO2. È inoltre attivo un monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, che permette di favorire una gestione attenta e sostenibile dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui si inserisce. Monitoraggio che è parte di una più ampia sperimentazione sul deflusso ecologico che coinvolge anche la Regione, l'area metropolitana di Torino e l'Arpa e riguarda tutto il tratto della Dora Baltea fino al fino alla confluenza nel Po. Qualche settimana fa, sempre in Piemonte, con la nostra campagna nazionale abbiamo fatto tappa nella Val Pellice per portare in primo piano, inserendola nella lista delle best practices nazionali, anche l’esperienza avviata dalla comunità energetica rinnovabile Acea Pinerolese Val Pellice. Una realtà che condivide e consuma energia coniugando rinnovabili, rigenerazione urbana, sport e sostenibilità, il tutto con un alto valore sociale e inclusivo. Nata nel 2023 da un’area ex industriale di 3.500 mq, si tratta della prima CER in Italia ad includere un centro sportivo efficientato energeticamente grazie a un impianto fotovoltaico composto da 775 pannelli, per una produzione annua di circa 371 MWh e a un sistema di accumulo di 240 kWh. Ad oggi conta 154 associati con una crescita del +2.466% rispetto al 2023 (quando erano 6 gli associati).

Si tratta, in sintesi, di due esempi importanti che ben raccontano come in Piemonte le rinnovabili e l’efficientamento energetico costituiscano sempre più una risposta concreta alle fonti fossili, facendosi portavoce di un nuovo modo di produrre energia in modo sostenibile e pulito. Per questo oggi proprio dal Piemonte lanciamo anche un appello alla Regione di smettere di avere il freno a mano tirato sulle fonti pulite e al Governo Meloni di velocizzare gli iter sulle rinnovabili e di smetterla di continuare a investire sulle fonti fossili e di perdere tempo col nucleare. È fondamentale investire su rinnovabili, reti e accumuli, realizzare nuovi grandi impianti a fonti pulite, troppo spesso oggetto di paure, mistificazioni e fake news, e che in realtà portano benefici diretti e indiretti a livello nazionale e locale. Solo in questo modo si potranno davvero aiutare le tante famiglie che soffrono sempre di più di povertà energetica e le aziende in difficoltà coi costi dell’energia.

*(L’autore è presidente di Legambiente)