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L’algoritmo dei ventenni che protegge le stalle dal clima estremo

Sebastiano Siorpaes, Filiberto Vignaga e Brando Giovanni Mattivi 

Nella Pianura Padana travolta dalle temperature record, lo stress termico moltiplica le patologie del bestiame e lo spreco alimentare. La startup MooNitoring unifica i dati biometrici senza installare nuovo hardware: l'errore predittivo cala del 60%, per premiare chi investe sul benessere animale

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Due stalle del Nord Italia, all'apparenza identiche. Una conta 618 vacche, l'altra 606. Per una compagnia assicurativa o un istituto di credito rappresentano esattamente lo stesso profilo: medesima classe di rischio, identiche tabelle statistiche, stessa tariffa. Eppure, scavando nei parametri biologici e ambientali, una delle due presenta una vulnerabilità alle patologie croniche quasi doppia rispetto all'altra. Un divario che si fa drammatico d'estate, quando le ondate di calore anomale colpiscono la Pianura Padana mettendo a dura prova la fisiologia dei bovini. "Il paradosso della zootecnia moderna di fronte alla crisi climatica è tutto qui", spiega il CEO di MooNitoring Sebastiano Siorpaes.

"Oggi le polizze e l'accesso al credito applicano un tasso medio indistinto, uguale per tutti, calcolato semplicemente contando i capi di bestiame. In questo modo chi investe in benessere animale, ventilazione sostenibile e prevenzione climatica finisce per pagare anche per chi gestisce le stalle con standard inadeguati. Con un modello fondato sui dati reali, invece, la cura degli animali si trasforma in un vantaggio economico tangibile, con premi più bassi e tassi agevolati". Attorno a questa visione è nata MooNitoring, realtà deep tech fondata da tre universitari poco più che ventenni, selezionata da FoodSeed (l’acceleratore agrifoodtech promosso da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures nella Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital). La loro scommessa: usare l’intelligenza artificiale per proteggere gli allevamenti dagli impatti del clima e ridurre l'impronta ecologica della filiera del latte.

Dalla cattedra alle stalle: una sfida generazionale

La genesi del progetto affonda le radici nelle aule universitarie. Sebastiano Siorpaes e Filiberto Vignaga, studenti al secondo anno, devono ideare un modello di polizza per un esame accademico. "Potevamo puntare a un buon voto e archiviare la pratica, ma abbiamo scelto di andare a verificare sul campo", ricorda Siorpaes. I due trascorrono mesi a intervistare oltre cento allevatori tra Veneto e Lombardia per toccare con mano le vere criticità del settore di fronte all'instabilità climatica. Il comparto lattiero-caseario si è rivelato il terreno d'elezione: è uno dei più digitalizzati dell'agricoltura italiana, ma paradossalmente è quello in cui i dati contano meno quando si tratta di quantificare la sostenibilità reale o la resilienza aziendale.

La squadra unisce tre giovani talenti: Sebastiano Siorpaes (22 anni, di Cortina, CEO), Filiberto Vignaga (23 anni, di Belluno, CFO con delega operativa sul campo) e Brando Giovanni Mattivi (23 anni, CTO e mente algoritmica), affiancati da altri due sviluppatori. A sostenerli c'è una rete di mentor industriali di primo piano: Matteo Ratti (presidente di Milkline ed ex executive di MSD Animal Health) e Pierluigi Fasano (già a capo dell’innovazione del colosso riassicurativo SwissRe). Per attrarre capitali internazionali la società ha costituito la holding MooNitoring Inc., affiancata da ottobre dalla sede operativa italiana a Verona.

La cartella clinica digitale che connette la stalla

Nelle stalle moderne la tecnologia non manca, ma soffre di un isolamento cronico: robot di mungitura, collari biometrici, pedometri, sensori per il rilevamento precoce dello stress da calore, registri dei trattamenti veterinari e banche dati delle associazioni allevatori viaggiano su binari paralleli. Una galassia di software chiusi che non dialogano tra loro. MooNitoring ha scelto di non imporre nuovi costi: "Non chiediamo all'allevatore di acquistare altri sensori o cambiare i programmi a cui è abituato", precisa il fondatore. La piattaforma agisce come un connettore software leggero installato sul computer aziendale. Raccoglie quotidianamente i flussi di dati e li aggancia al codice identificativo auricolare di ogni singolo animale. Ne nasce una storia clinico-produttiva digitale: curve di lattazione, movimenti, reattività alle temperature esterne, terapie somministrate e parametri fisiologici dell'intera mandria, inclusi gli animali usciti dal ciclo. L'allevatore ottiene un cruscotto trasparente per monitorare lo stato di salute e prevenire le crisi; il sistema finanziario e assicurativo riceve un indice scientifico che fotografa la reale resilienza biologica dell'azienda.

La prova sul campo: errore predittivo giù del 60%

La tenuta del modello matematico è stata testata su oltre 40 allevamenti reali, attingendo a un archivio storico proprietario di oltre 34 milioni di osservazioni (con serie storiche che per alcune stalle risalgono fino al 1992). Utilizzando i dati fino al 2024 per stimare l'andamento del 2025, l'algoritmo ha confrontato le previsioni con gli eventi registrati nelle stalle. I risultati hanno evidenziato un abbattimento dell'errore predittivo del 60,6% rispetto ai tradizionali modelli attuariali, con performance superiori in 17 scenari su 18. Le analisi si sono concentrate sui tre nodi nevralgici della salute animale: mortalità, continuità produttiva e insorgenza della mastite bovina, la principale patologia infiammatoria del settore lattiero-caseario, fortemente acuita dallo stress termico estivo. Proprio sulla mastite il margine di errore del modello si è ridotto di circa due terzi, validando l'architettura predittiva davanti ai team tecnici dei primari riassicuratori internazionali.

Meno farmaci e zero latte buttato: la sostenibilità del dato

L’impatto ambientale di questa precisione è enorme. La mastite e le infezioni mammarie costano alla filiera europea circa un miliardo di euro all'anno, con un'impronta ecologica pesantissima: cicli massicci di antibiotici e milioni di litri di latte contaminato da residui farmacologici che per legge non possono essere commercializzati e finiscono gettati via. Uno spreco alimentare e di risorse idriche inaccettabile nell'era della scarsità. "Sui tagli certificati di farmaci e sulle emissioni evitate non vogliamo fare proclami anticipati: raccoglieremo metriche validate da enti terzi durante le sperimentazioni del 2027", tiene a precisare Siorpaes. Ma i benefici di sistema sono chiari: anticipare l'insorgenza delle patologie legate al caldo e premiare le stalle più virtuose innesca un circolo virtuoso. Meno animali ammalati significa drastico taglio dell'uso di antibiotici (contribuendo alla sfida globale contro l'antimicrobico-resistenza), azzeramento dello spreco di latte e mandrie più longeve, con una riduzione netta dell'impronta carbonica per litro prodotto. La sostenibilità cessa di essere un adempimento burocratico e diventa un risparmio immediato.

Verso un nuovo standard per la zootecnia europea

Per rendere accessibile questa transizione senza gravare sui bilanci agricoli, la piattaforma si diffonde attraverso la cooperazione di filiera. Nel Regno Unito la startup collabora con realtà del calibro di Markel e con il broker internazionale Gallagher; in Italia ha già attivato un accordo pilota per monitorare un bacino di circa 20.000 bovini, affiancata da Milkline per lanciare nel 2027 le prime tutele parametriche contro le perdite causate dal caldo estremo e dalle patologie correlate. Forte del sostegno iniziale di FoodSeed (l'acceleratore agrifoodtech promosso da Eatable Adventures nella Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture), MooNitoring sta ora completando una raccolta di capitali da 1,8 milioni di euro. L'obiettivo dei prossimi dodici mesi è consolidare i progetti pilota tra Italia e Regno Unito, estendere l'organico tecnico e portare il modello oltreoceano. A guidare il progetto resta la determinazione di tre giovani fondatori: dimostrare che anche nelle filiere tradizionali la tecnologia e l'analisi predittiva possono difendere il benessere animale e trasformare la transizione ecologica in una scelta conveniente per tutti.