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Le cinque fake news sulle rinnovabili

Italy for Climate ha analizzato e confutato le teorie secondo cui le energie alternative alle fonti fossili causerebbero problemi sia economici che ambientali

3 minuti di lettura

1. Fanno male a economia e occupazione

IL RACCONTO DEL MITO

Prima dell’attuale crisi energetica era probabilmente il mito più utilizzato per frenare la crescita delle fonti rinnovabili. Secondo il mito, in condizioni di mercato ordinarie, produrre un kWh di elettricità con le fonti rinnovabili, e in particolare con eolico e fotovoltaico, è molto più costoso rispetto ai tradizionali sistemi con gas, carbone e nucleare. Uno sviluppo eccessivo delle fonti rinnovabili avrebbe un impatto insostenibile sulle bollette di famiglie e imprese.

PERCHÉ È FALSO

In realtà la maggior parte delle analisi e degli studi esistenti afferma esattamente il contrario di quanto affermato dai nemici delle energie pulite, ossia che un aumento anche rapido delle fonti rinnovabili a scapito dei combustibili fossili produrrebbe nel complesso importanti benefici sia economici che occupazionali. Questo vale ancora di più per un Paese come l’Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, con flussi economici ingenti verso l’estero.

2. Sono e rimarranno marginali

IL RACCONTO DEL MITO

Secondo questo mito, le rinnovabili sarebbero una tecnologia di nicchia, destinata a rimanere marginale nel mondo della generazione elettrica, in cui invece i grandi numeri continueranno a farli carbone e gas e, forse, un domani il nucleare. Con le rinnovabili si produce ancora oggi meno del 30% dell’energia elettrica mondiale, mentre la parte rimanente è tutta prodotta da fossile e nucleare. Inoltre, secondo questa credenza, la crescita delle rinnovabili sarebbe ancora molto stentata e incapace di cambiare la situazione.

PERCHÉ È FALSO

Le rinnovabili hanno registrato una crescita esponenziale negli ultimi dieci anni e sono pressoché le uniche fonti di elettricità in crescita, passando da meno del 20% della produzione elettrica mondiale dello scorso decennio al 30% oggi. Negli ultimi anni più dell’80% della nuova potenza installata (cioé dei nuovi impianti) per produrre elettricità, così come circa il 70% degli investimenti mondiali nel settore, hanno riguardato le fonti rinnovabili. E questi numeri migliorano ogni anno che passa.

3. Rovinano il paesaggio

IL RACCONTO DEL MITO

Un mito a volte alimentato anche da alcune delle associazioni ambientaliste, per lo più riconducibili all’area della conservazione, secondo il quale promuovere una transizione verso le fonti di energia rinnovabile e in particolare, ovviamente, proprio eolico e fotovoltaico possa rivelarsi ambientalmente dannosa, in particolare per l’impatto che l’installazione di turbine e pannelli fotovoltaici avrebbero sul paesaggio, sia in termini di occupazione di suolo sia di alterazione dei panorami.

PERCHÉ È FALSO

La necessità di promuovere le fonti rinnovabili nasce proprio da un obiettivo di tutela ambientale e in particolare dalla necessità di fermare il cambiamento climatico, la più grave crisi ecologica di questi tempi. In realtà anche immaginando di produrre tutta l’elettricità che ci servirà con eolico e fotovoltaico, la superficie di cui avremmo bisogno sarebbe molto meno dell’1% del territorio nazionale e in gran parte potrebbe essere assorbita dal 7% della superficie che già oggi è coperta da edifici, strade e altre infrastrutture.

4. Costano troppo

IL RACCONTO DEL MITO

Prima dell’attuale crisi energetica era probabilmente il mito più utilizzato per frenare la crescita delle fonti rinnovabili. Secondo il mito, in condizioni di mercato ordinarie, produrre un kWh di elettricità con le fonti rinnovabili, e in particolare con eolico e fotovoltaico, è molto più costoso rispetto ai tradizionali sistemi con gas, carbone e nucleare. Uno sviluppo eccessivo delle fonti rinnovabili avrebbe un impatto insostenibile sulle bollette di famiglie e imprese.

PERCHÉ È FALSO

Eolico e fotovoltaico, le due tecnologie su cui si punta di più per la crescita delle fonti rinnovabili, hanno raggiunto costi di generazione competitivi con quelli dei sistemi di generazione fossili e nucleari ben prima dell’attuale crisi dei prezzi dell’energia e della guerra in Ucraina. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, produrre mille kWh con eolico on-shore o fotovoltaico in Europa costa tra 50 e 55 dollari, un terzo rispetto ai prezzi normali di gas e nucleare e un quarto rispetto al carbone.

5. Ci fanno restare al buio

IL RACCONTO DEL MITO

Dice il mito che un sistema di generazione elettrica basato principalmente sulle fonti rinnovabili sia incapace di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di un Paese esponendolo al rischio di rimanere senza elettricità nel momento del bisogno. Questo essenzialmente a causa del carattere di “non programmabilità” che caratterizza alcune di queste tecnologie: in altri termini, il sole non splende e il vento non soffia necessariamente quando abbiamo un maggiore bisogno di energia.

PERCHÉ È FALSO

Diversi Paesi già oggi riescono a produrre tutta o quasi l’energia elettrica di cui hanno bisogno da fonti rinnovabili, anche se nessuno lo fa unicamente con eolico e fotovoltaico, bensì sfruttando anche altre fonti rinnovabili programmabili a cominciare dall’idroelettrico. Molti studi dimostrano oramai come sia possibile avvicinarsi al 100% di elettricità da rinnovabili con quote rilevanti di fonti non programmabili. Intanto cresce il numero di Paesi che si sono dati questo obiettivo da qui ai prossimi anni.