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Antartide, Boston, New York, Losanna: scienza senza confini al Festival di Green&Blue

Gli ospiti internazionali che tra il 5 e il 7 giugno andranno in scena sul palcoscenico del Festival di Green&Blue: Elizabeth Kolbert, Anna Rosling Ronnlund, Bertrand Piccard, John Vaillant e tanti altri. Registrati qui

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I ghiacci della Groenlandia si assottigliano, bruciano le foreste del Borneo, l’acqua sale a Venezia. La crisi climatica non ha passaporto: per affrontarla adeguatamente, servono sguardi capaci di abbracciare il pianeta intero e punti di vista da ogni dove. È questa la filosofia che guida la dimensione internazionale del Festival di Green&Blue 2025, in programma dal 5 al 7 giugno prossimi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Scienziati, esploratori, innovatori e giornalisti di tre continenti porteranno sul palco le loro ricerche, esperienze e visioni per aiutarci, numeri alla mano, a fotografare un mondo che cambia e provare a capire come curarlo.

Dai numeri alle storie

La scrittrice e giornalista americana Elizabeth Kolbert, vincitrice del premio Pulitzer, è tra le voci più autorevoli sulla cosiddetta “sesta edizione di massa”, un fenomeno accelerato dall’attività umana che sta causando la perdita rapidissima di specie animali e vegetali. Dal palco del Festival, Kolbert illustrerà come la crisi della biodiversità sia strettamente connessa ai cambiamenti climatici e alle alterazioni degli ecosistemi, con effetti potenzialmente irreversibili per la vita sul pianeta. Ospiteremo poi l’esploratore, innovatore e psichiatra svizzero Bertrand Piccard, che porterà il suo messaggio di speranza e concretezza, promuovendo le tecnologie pulite e le energie rinnovabili come opportunità economiche e ambientali. La sua esperienza con il progetto Solar Impulse, il primo aereo a energia solare a compiere un giro del mondo – e la preparazione di un’avventura ancora più ambiziosa, Climate Impulse – dimostrano che la transizione energetica non solo è necessaria, ma anche realizzabile e vantaggiosa.

I numeri saranno al centro della lectio magistralis della svedese Anna Rosling Rönnlund, co-autrice, insieme al compianto Hans Rosling e a suo marito Ola, del best-seller Factfulness, un saggio straordinario sull’importanza dei dati e soprattutto della loro interpretazione, che ha insegnato come usare la forza dei numeri senza lasciarsi accecare da disinformazione e semplificazioni. E ancora: ospiteremo la giornalista statunitense Jessica McKenzie, del Bulletin of the Atomic Scientists, l’associazione che ogni anno aggiorna l’Orologio dell’Apocalisse, ossia il tempo che ci separa dalla “mezzanotte atomica” – e che quest’anno, complici la crisi climatica e le instabilità geopolitiche, è sceso a soli 89 secondi.

Incendi, salute, migrazioni

Ancora: il canadese John Vaillant, finalista al Pulitzer 2024 con Fire Weather, porterà a Milano la sua esperienza con incendi e catastrofi – memorabile il suo racconto dell’apocalisse di Fort McMurray del 2016, quando “un tornado di fuoco fuse i paraurti delle auto, e il Canada capì che il petrolio estratto lì stava bruciando lì stesso”. Da Boston ci raggiungerà l’architetto Carlo Ratti, del Mit Senseable City Lab, che racconterà come i Big Data stanno rivoluzionando la gestione urbana e mitigando le conseguenze degli eventi estremi connessi alla crisi climatica. E poi Angelica De Vito, che da Scampia è arrivata alle Nazioni Unite, dove è advisor per i rifugiati climatici, e Ilaria Capua, virologa italiana attualmente direttrice del One Health Center for Excellence in Florida, che ci metterà in guardia sulle zoonosi.

Verso il Polo e oltre: dalle distese ghiacciate alle frontiere dello spazio

La Base Concordia in Antartide, avamposto scientifico italo-francese a 3.233 metri d’altitudine e a un tiro di schioppo dal Polo Sud, è un altro simbolo della collaborazione globale. I ricercatori in collegamento al Festival – tra cui glaciologi e microbiologi – sveleranno come i carotaggi di ghiaccio profondi 2.700 metri stiano riscrivendo la storia climatica terrestre. A completare lo sguardo verso l’alto, Ersilia Vaudo, astrofisica dell’Agenzia Spaziale Europea e Chief Diversity Officer, con base a Parigi, collegherà esplorazione spaziale e sostenibilità: “I satelliti europei come Sentinel-6 misurano l’innalzamento degli oceani con precisione millimetrica. Ma lo spazio ci insegna anche l’umiltà: in un universo di 2 trilioni di galassie, la Terra è l’unica casa che abbiamo”. La partecipazione è gratuita previa registrazione.