Le tecnologie in soccorso della mobilità dolce
di Rita AnnunziataSecondo Stefano Viganò, ad di Garmin, la tutela dei ciclisti in strada è un nodo cardine dello sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale, spesso sottostimato anche a livello infrastrutturale. L’innovazione tecnologica può essere di aiuto mettendo al centro la raccolta dei dati
Il cammino dell’Italia verso la mobilità sostenibile avanza a rilento. I numeri del resto parlano chiaro. Secondo una recente analisi dell’Istat, il tasso di motorizzazione della Penisola è di 694 vetture per 1.000 abitanti, decisamente più alta rispetto a una media di 571 per mille abitanti fatta registare dall’Unione europea. Con la buona notizia che la tendenza è in crescita, mediamente, dell’1,3% l’anno dal 2018. Senza dimenticare il tema delle infrastrutture. “Dalle piste ciclabili incomplete alle strade promiscue, ciò che emerge è la mancanza di una vera e propria rete per sostenere e motivare cittadini e cittadine verso uno stile di vita più consapevole”, osserva Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, leader nella tecnologia Gps da 36 anni. “Una variabile che viene tra l’altro sottostimata, anche sul fronte infrastrutturale, è quella della sicurezza”, ricorda l’amministratore delegato.
Sempre l’Istituto nazionale di statistica calcola che 212 ciclisti hanno perso la vita nel 2023, in aumento del 3,4% rispetto a un anno prima, quando le vittime furono 205. “Il ruolo della politica è cruciale”, afferma Viganò. “È per questo che nel mese di marzo abbiamo ospitato nella nostra sede milanese un convegno sulla sicurezza stradale in Italia, in un punto d’incontro tra istituzioni e aziende”, spiega l’amministratore delegato.
Fra i presenti, tra gli altri, vi erano il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e la comandante del compartimento della Polizia Stradale per la Lombardia, Carlotta Gallo. “Organizzeremo altre occasioni simili nel corso dell’anno, per far sì che la sensibilizzazione non lasci indietro nessuno”, anticipa Viganò. Il fenomeno della mobilità sostenibile, secondo l’amministratore delegato di Garmin, starebbe in effetti crescendo ma non decollando. A frenarne lo sviluppo è anche un fattore culturale. “I cambiamenti culturali richiedono del tempo. Ma è qui che entra in gioco la tecnologia”, dice Viganò. L’innovazione tecnologica può di fatto a sua volta favorire la transizione non soltanto verso una mobilità più sostenibile, ma anche più sicura. “Sostenibilità, per noi, vuol dire anche sostenere una mobilità in sicurezza. Da anni progettiamo soluzioni in tal senso, come radar retrovisori dedicati ai ciclisti che rilevano i veicoli in avvicinamento o videocamere che salvano automaticamente le riprese in caso di incidente”, racconta. “Gli incidenti mortali in bicicletta, nel nostro Paese, sono centinaia ogni anno. Ma spesso risulta difficile risalire a ciò che è accaduto”, continua Viganò.
I numeri raccolti tramite i dispositivi tecnologici si trasformano inoltre in uno strumento per riflettere sulle proprie abitudini e tradurre l’attenzione all’ambiente in azioni concrete, anche all’insegna di un benessere olistico. Grazie al monitoraggio costante dei dati si può arrivare infatti ad analisi in campo medico e a decodificare lo stato di salute dei cittadini. Nel segno della sostenibilità e del benessere si inserisce infine anche l’apertura della nuova sede italiana di Garmin, che ha ottenuto le certificazioni ambientali Leed (Leadership in energy and environmental design, focalizzata su ambiente ed energia) e Well (Well building standard, attenta al benessere di chi occupa gli edifici). “La sostenibilità è parte della nostra strategia aziendale su scala globale”, asserisce Viganò. Negli ultimi anni la società ha ridotto le sue emissioni di CO2 puntando sull’energia rinnovabile, investito in tecnologie efficienti dal punto di vista energetico all’interno delle proprie strutture e adottato pratiche di riciclo continue. Solo nel 2023 sono state raccolte e riciclate circa 5mila tonnellate di materiali, tra cui carta, cartone, plastica e rifiuti elettronici. “È un impegno per noi prioritario, che abbiamo assunto con senso di responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti, di una società che ha ancora ampi margini di manovra in materia e delle esigenze rinnovate dei tempi che stiamo vivendo”, conclude.