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Infrastrutture verdi grazie alle rinnovabili

Katia Riva 

L’ultima realizzazione di Mundys è la solar farm dell’aeroporto di Fiumicino, impianto fotovoltaico da 22 MWp. Come dice Katia Riva, Chief sustainability & transformation officer del gruppo: “Gli obiettivi di bilancio e la sostenibilità non sono tra loro indipendenti né alternativi”

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“Questa non è una competizione per sprinter, bensì per maratoneti. Occorrono costanza e capacità di migliorarsi nel tempo”. Katia Riva, Chief sustainability & transformation officer di Mundys, sintetizza così le sfide della sostenibilità con le quali si trovano a fare i conti con le aziende. Una riflessione che porta la manager ad alzare lo sguardo all’orizzonte, prescindendo da eventuali venti contrari che dovessero incidere nel breve periodo. “Il nostro approccio è fondato su una roadmap che tiene insieme obiettivi di bilancio e di sostenibilità, nella convinzione che i due ambiti non siano tra loro indipendenti, né alternativi”, aggiunge Riva, per poi sottolineare come la logica imprenditoriale sia la strada maestra per cogliere le opportunità e mitigare i rischi che si presentano strada facendo.

Il gruppo italiano di infrastrutture per i trasporti negli ultimi anni ha emesso una serie strumenti finanziari green, come i tre sustainability-linked bond per oltre 1,3 miliardi (obbligazioni caratterizzate da un meccanismo per cui aumenta il tasso del finanziamento in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati) per garantire un equilibrio tra sviluppo industriale e impatti ambientali. Durante l’ultimo anno, sul perimetro consolidato di gruppo i ricavi sono cresciuti dell’8%, arrivando a 9,3 miliardi di euro e l’Ebitda (voce che indica l’andamento dell’attività caratteristica di un’azienda) è aumentato del 12%, arrivando a 5,6 miliardi di euro. Intanto le emissioni dirette di anidride carbonica sono scese del 10%, i consumi elettrici da fonti rinnovabili sono saliti del 14%, gli infortuni sul lavoro sono scesi del 14% e la rappresentanza di genere nel management è cresciuta di 2 punti percentuali; dunque crescita economica e sostenibilità ambientale e sociale viaggiano efficacemente in tandem. Mundys si è impegnata a ridurre del 50% le emissioni di CO2 dirette entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019, con l’obiettivo di azzerarle completamente entro il 2040. Per quanto riguarda le emissioni lungo la catena del valore, il piano d’azione prevede target specifici per i diversi settori operativi, come la riduzione dell’impronta di CO2 quanto ai materiali utilizzati per la manutenzione e lo sviluppo autostradale. Inoltre, entro la fine di questo decennio, il 90% dell’energia elettrica dovrà provenire da fonti rinnovabili e tutti i rifiuti da demolizione dovranno essere pronti per il riutilizzo.

Sul fronte sociale, invece, la strategia Esg punta a dimezzare gli infortuni sul lavoro entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019 e a rafforzare la parità di genere, con la presenza femminile nei ruoli manageriali ad almeno il 35%. “Operando nel settore delle infrastrutture, il nostro approccio punta in primo luogo a elettrificare tutto ciò che possiamo, per poi convertire l’alimentazione in direzione delle fonti rinnovabili”, spiega Riva. La quale sottolinea come nel recente black-out che ha colpito la Spagna, le autostrade iberiche di Mundys non abbiano subito interruzioni proprio perché alimentate con l’energia del sole da impianti di autoproduzione. In quest’ottica si inquadra la solar farm da poco inaugurata all’aeroporto di Fiumicino. Si tratta di un impianto fotovoltaico con una capacità iniziale di 22 MWp, che si colloca in un piano di investimenti nel settore destinato a svilupparsi fino a 60 MWp nei prossimi cinque anni. Ad oggi, il 74% del debito di Aeroporti di Roma è legato a strumenti sostenibili. E se Adr ha l’obiettivo di ridurre del 18,9% le emissioni per passeggero (Scope 3) entro il 2030, l’altra partecipata Telepass ha messo in campo “Osservatorio Telepass”, piattaforma di raccolta, analisi e divulgazione di dati sulla mobilità, realizzato da Ca’ Foscari, che ha calcolato come le emissioni inquinanti evitate grazie all’uso dell’Obu (il dispositivo per il pagamento elettronico in autostrada), corrisponda a un risparmio di CO2 pari a più di 10 mila viaggi intorno alla Terra.