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La sfida: zero emissioni in dieci

Maria Cristina Bifulco 

Il gruppo Prysmian punta sulla decarbonizzazione in breve tempo. Maria Cristina Bifulco chief Investor relations, sustainability and communication officer del gruppo: “I leader devono avere il coraggio e la responsabilità di osare in maniera responsabile”

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I leader devono avere il coraggio e la responsabilità di osare in maniera responsabile. Il nostro obiettivo climatico di raggiungere il Net Zero entro il 2035 è molto ambizioso, ma è una responsabilità che accogliamo con determinazione, accelerando le nostre iniziative e lavorando insieme ai clienti e ai fornitori per ridurre le emissioni lungo tutta la catena del valore”.

Nella sintesi di Maria Cristina Bifulco, chief Investor relations, sustainability and communication officer di Prysmian, azienda che produce cavi per applicazioni nel settore delle’energia e delle telecomunicazioni, si condensano diversi temi chiave della sostenibilità: dall’urgenza della transizione ecologica, al valore della collaborazione fra i diversi attori passando per l’approccio di filiera. Il centro di gravità della riflessione è l’obiettivo delle cosiddette “zero emissioni nette”, che il colosso dei cavi ha anticipato di 15 anni rispetto al 2050 inizialmente previsto. Questa accelerazione è supportata dai risultati 2024 che hanno visto una riduzione delle emissioni dirette e indirette di Scope 1 e 2 del 37% rispetto al 2019, un passo in avanti verso l’obiettivo intermedio pari a -60% al 2030. Anche le emissioni di Scope 3 hanno già registrato una riduzione significativa pari al 54% (l’obiettivo è arrivare a -65% entro il 2030).

Ad imprimere questo slancio sarà anche la strategia industriale al 2028, presentata in occasione del Capital Markets Day di New York, con cui il Gruppo punta a generare oltre il 55% dei ricavi da soluzioni sostenibili. Attualmente Prysmian si trova immerso in due grandi tendenze globali: da un lato la transizione energetica, dall’altro la digitalizzazione. I due fronti sono in realtà ormai così integrati che lo stesso Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: trasformarsi da produttore di cavi a provider di soluzioni integrate. In quest’ottica rientra ad esempio uno degli obiettivi fissati al 2028: entro i prossimi tre anni il 30% dei ricavi sarà generato da nuovi prodotti innovativi, sviluppati in collaborazione con i clienti per rispondere alle esigenze di sostenibilità e digitalizzazione del mercato.

Tra le innovazioni più rilevanti spicca l’impiego dei conduttori aerei rivestiti E3X, recentemente adottati da Prysmian in collaborazione con la Gulf Cooperation Council Interconnection Authority per una linea ad alta tensione tra Kuwait e Arabia Saudita. Una tecnologia che consente di aumentare l’efficienza della trasmissione, ridurre le perdite di energia e abbattere le emissioni, grazie anche all’integrazione di sistemi avanzati di monitoraggio in tempo reale delle prestazioni delle reti. Un altro obiettivo sfidante lanciato da Prysmian nell’evento di New York è quello di raggiungere un Net Gain per la biodiversità entro il 2035 in tutte le aree prioritarie delle proprie attività.

"Questo obiettivo ci posiziona tra le prime aziende italiane ad adottare target così avanzati, in linea con gli standard del Regno Unito. È il momento di rafforzare ulteriormente il nostro impegno, lavorando insieme per un futuro più sostenibile”. Questo e altri obiettivi saranno sostenuti dagli investimenti annunciati dal piano strategico al 2028. Prysmian prevede infatti un flusso di cassa disponibile di circa 5 miliardi di euro cumulati tra il 2025 e il 2028, di cui 2,6 miliardi destinati a possibili acquisizioni strategiche e in generale al rafforzamento del posizionamento globale.

Tra gli azionisti che beneficeranno di questo sprint rientreranno sempre più lavoratori e lavoratrici di Prysmian: gli obiettivi di ownership condivisa prevedono infatti che entro il 2028 oltre la metà dei dipendenti sia anche azionista del gruppo Prysmian. "La nostra strategia – conclude Bifulco – mira a creare un impatto positivo concreto ed essere leader globali implica responsabilità precise: innovare continuamente e operare per una crescita realmente sostenibile, in grado di rispondere alle sfide globali della transizione energetica e digitale”.