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Kate Marvel: “Assaltano la scienza per paura della verità”

La climatologa Kate Marvel sarà ospite al G&B Festival il 6 giugno 

La climatologa, nota per i suoi studi sul cambiamento climatico e per il suo lavoro alla Nasa, ha lasciato l’agenzia spaziale in polemica con il presidente Trump e i tagli alla ricerca. Sarà ospite del Festival di Green&Blue il 6 giugno. Iscriviti gratis per partecipare

3 minuti di lettura

È in corso un assalto globale alla scienza e alla ragione, intrapreso da cinici ed esteso agli sprovveduti tramite le velenose paludi dei social media. In meno di un anno, gli Stati Uniti sono passati dall’essere leader del mondo in ambito scientifico a restare aggrappati a fatica alla nostra infrastruttura per la ricerca. Diecimila scienziati, me compresa, hanno abbandonato il governo. Assegni di ricerca per miliardi di dollari sono stati cancellati o sospesi. Abstract e articoli scientifici vengono scandagliati alla ricerca di termini proibiti.

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Nel frattempo, l’opinione pubblica viene incoraggiata a «fare da sé le sue ricerche» e a dare priorità a quello che vogliamo sia vero, non a quello che lo è. In passato ho scritto un libro su fatti e sentimenti. Sembra che ormai restino solo i sentimenti. Questo mi rende triste, naturalmente. Come potrei non esserlo? Ho trascorso anni a imparare a risolvere equazioni e programmare computer. So come setacciare i dati e cambiare opinione quando è necessario. Ero orgogliosa di essere una scienziata, ero sinceramente convinta che il mio lavoro contasse, di poter aiutare la gente a vedere quello che sta succedendo e a prepararci per il preoccupante futuro in arrivo. Più di ogni altra cosa, amavo i miei colleghi. Gli scienziati che ho affiancato avrebbero potuto guadagnare molto di più lavorando per una multinazionale. Di sicuro avrebbero potuto lavorare molto meno. Tuttavia, amavano quello che stavano facendo e ci credevano. Adesso attorno a noi sta crollando tutto.

La situazione incute anche paura, non soltanto a causa di quello che stanno facendo alle nostre carriere e alle nostre possibilità di carriera, ma anche per come questo governo pare determinato a lacerare il tessuto della nostra società. Stanno colpendo la scienza, ma stanno attaccando anche il giornalismo e la storia. È come se fossero terrorizzati dalla verità, e volessero fare tutto il possibile per eliminare ogni mezzo atto a trovarla. Non voglio vivere così, e non voglio che i miei figli ereditino un futuro nel quale non possono credere in niente. Non vedo come la democrazia possa sopravvivere senza una realtà oggettiva condivisa. Una piccola parte di me si sente in colpa. Di notte, quando sono a letto e non riesco a dormire, mi chiedo se ci fosse qualcosa che noi scienziati avremmo potuto fare per scongiurare questa sciagura. Come è possibile che così tante persone sono state disposte ad abbandonarci?

Per un anno intero, i vertici delle università e dei laboratori di ricerca si sono sottomessi tremando e hanno apportato cambiamenti devastanti in modo preventivo per cercare di sottrarsi al giudizio dei funzionari dell’amministrazione Trump. Mi chiedo se non avremmo dovuto pianificare meglio le cose, con una leadership più audace e organizzazioni più resilienti. Più importante ancora, sembra proprio che sia stato fatto a pezzi il contratto che gli scienziati hanno firmato implicitamente con l’opinione pubblica che ci sostiene. Non siamo riusciti a spiegare con sufficiente chiarezza perché il nostro lavoro è importante, quante vite ha salvato, quanti soldi abbiamo fatto guadagnare al Paese. Decenni di investimenti e un consenso bipartisan sull’importanza della scienza ci hanno cullato in una finta sensazione di sicurezza. Non abbiamo saputo vedere quello che stava per accadere. Più di ogni altra cosa, però, sono arrabbiata. Come osano questi menefreghisti distruggere qualcosa di così bello e indispensabile? Centinaia di migliaia di vite andranno perse perché l’uomo più ricco del mondo ha usato la motosega per fare a pezzi il programma USAID. Molte più persone moriranno perché quel virus senziente che ricopre il ruolo di ministro della Sanità ha attaccato la ricerca oncologica e i programmi delle vaccinazioni.

La nostra ricerca meteorologica e climatica è allo sfacelo e, mentre il Pianeta si scalda sempre più, ce ne restiamo impotenti nell’ignoranza. Tutto questo fa arrabbiare. Le vite umane sono di gran lunga più importanti dei capricci di uomini egocentrici che possiedono più soldi e potere di quanti è bene che abbiano. Non sono l’unica scienziata impazzita. Migliaia di ricercatori che sarebbero stati ben felici di lavorare in laboratorio o al computer sono infuriati quanto me. C’è un vero e proprio esercito di nerd adirati pronti a mobilitarsi e a difendere la scienza. Siamo decisi a sostenere le ragioni di quello che facciamo, a rinnovare il nostro contratto con la società, a reimmaginare la scienza come qualcosa di migliore, di più comprensibile e di più utile, via via che la ricostruiremo. Vogliamo schierarci dalla parte dei fatti. Ma sono i sentimenti a guidarci. Arrabbiarci potrebbe essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.

Se dovessi riscrivere questo libro, raddoppierei un capitolo: quello della speranza. Nemmeno il governo più crudele può fermare le idee e nessun dittatore è mai riuscito ad annientare del tutto l’animo umano. La speranza è un atto di resistenza, l’accurata valutazione che le cose possono e dovrebbero migliorare. I nostri leader potrebbero averci deluso, ma la gente si sta sollevando per riprendersi il potere.

Non sarà facile. Non avverrà in tempi rapidi. Ma la definizione scientifica di potere è “lavorare nel tempo”. Il motto della Nasa è “ad astra per aspera”, verso le stelle attraverso le difficoltà. Vi sono più difficoltà di quante dovrebbero essercene, ma presto potremo guardare di nuovo in alto verso le stelle e in giù al nostro Pianeta che cambia e, una volta di più, conoscere la verità. (Traduzione di Anna Bissanti)

(Kate Marvel, climatologa e divulgatrice scientifica, ha scritto “Nove emozioni – La natura umana di fronte al pianeta che cambia”, Bollati Boringhieri 2025)