Andrea Pennacchi: “I veri alieni siamo noi”
di Fiammetta CupellaroSul palco del Festival di Green&Blue porterà il suo ultimo spettacolo “Alieni in laguna”. Dal granchio blu alla zanzara tigre, le specie invasive che popolano i nostri ecosistemi diventano metafora del “diverso”. Iscriviti gratis per partecipare
Il granchio blu, il pesce siluro, la zanzara tigre, specie aliene che stanno invadendo la laguna di Venezia. Andrea Pennacchi nel suo spettacolo teatrale Alieni in laguna racconta il rapporto tra uomo e ambiente, tra noi e gli animali, mescolando le carte. L’attore padovano, smessi gli abiti del personaggio Pojana invita a rimanere selvadeghi, mentre gli alieni diventano una metafora per esplorare le migrazioni, i conflitti sociali e la fragilità dell’equilibrio ambientale. Andrea Pennacchi sarà ospite del Festival di Green&Blue il 4 giugno alle ore 18.30. Le musiche sono di Giorgio Gobbo.
Come nasce l’idea di “Alieni in laguna”?
“Nasce dall’unione del mio grande amore per gli animali, tormentato e contraddittorio come spesso sanno essere i grandi amori, e dalle frequenti incursioni e apparizioni di animali ‘alieni’ in cronaca. Tutto questo interesse per loro non poteva che segnalare un tema interessante e - con l’aiuto di un branco fidato di collaboratori- mi ci sono tuffato. L’alieno più interessante per me, però, continua a essere l’uomo”.
Le specie invasive diventano una metafora della paura del diverso. Il testo è anche politico?
“Il teatro è Sempre politico! Ma nel testo evito facili rimandi, parlo del rapporto tra uomo e natura, lascio al pubblico eventuali collegamenti ad altro”.
Quanto è importante oggi utilizzare il teatro per parlare dei cambiamenti climatici?
«Ritengo sia importante perchè il teatro è ancora luogo di riflessione collettiva e condivisa, è un luogo perfetto per riflettere, in quanto specchio dell’umanità”.
Dietro la scrittura e l’elaborazione di “Alieni in laguna” quanto c’è di ricerca scientifica?
"Abbiamo chiesto l’aiuto di naturalisti esperti, perché siamo guitti, ma non bugiardi”.
I temi ambientali hanno bisogno di un linguaggio rispetto a quelli politici?
"No!”.
Racconta spesso di un Veneto in trasformazione: che “terra” è oggi il Veneto?
“Mi ricorda Willy il Coyote nei cartoni animati: subisce colpi tremendi, crisi, spesso autoprocurate, ma non si arrende mai”.
Se il pubblico dovesse uscire dal suo spettacolo con un dubbio, oppure, una domanda. Quale le piacerebbe che fosse?
"Cosa posso fare, io, per migliorare le cose?”.
Ma Pojana cosa pensa davvero del granchio blu?
"Che xe bon coi bigoli”.