Gavarini (Andriani): “La transizione verde per sfuggire alla volatilità dei mercati”
di Rita AnnunziataPer Filippo Gavarini, Smart Factory & Open Innovation Professional di Andriani, la sostenibilità non è soltanto una scelta ambientale ma una leva di resilienza economica. Accompagniamo chi ha meno risorse come le piccole e medie imprese”
La transizione sostenibile rappresenta una leva di resilienza economica, oltre che ambientale. “Tutto parte da una presa di coscienza dell’impatto che un business ha nel contesto del sistema economico in cui opera“, sostiene Filippo Gavarini, Smart Factory & Open Innovation Professional di Andriani, multinazionale dell’innovation e dell’healthy food.
“Il settore in cui siamo attivi, l’agroalimentare, è responsabile a livello globale di circa un quarto delle emissioni di gas serra. È quindi uno dei principali responsabili della crisi climatica, ma al tempo stesso uno dei più esposti ai suoi effetti, se si considera che eventi meteorologici estremi - come siccità, ondate di calore o tempeste - hanno conseguenze dirette sulla produzione agricola e sulla tenuta delle filiere“, sottolinea l’esperto. Una condizione che apre un tema di responsabilità industriale: da un lato la necessità di ridurre l’impatto del settore, dall’altro la consapevolezza della sua vulnerabilità strutturale. Da qui, il bisogno di un cambio di paradigma più profondo. “Si tratta di passare da un sistema economico estrattivo, che utilizza le risorse per produrre beni e servizi, a un sistema rigenerativo“, dichiara Gavarini. “Un modello che si ispira alle leggi dei sistemi ecologici e che non si limita a consumare risorse, ma punta a rigenerarle all’interno del ciclo produttivo”.
Per Andriani, quest’inversione di marcia si traduce in una trasformazione concreta della struttura produttiva. “Abbiamo iniziato analizzando in profondità il nostro modello di business“, ricorda Gavarini. “Un modello lineare - basato sull’acquisto e la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti attraverso l’uso dell’energia - che abbiamo progressivamente trasformato in un modello circolare“. Tra gli interventi più significativi rientra il recupero delle acque di processo, trattate e reimmesse in circuiti produttivi alternativi, fino a diventare base per nuove applicazioni industriali come la produzione di alga spirulina. Parallelamente, alcuni sottoprodotti della pastificazione vengono trasformati in ingredienti destinati al pet food vegetale, ampliando così le linee di business dell’azienda.
“L’idea è trasformare ciò che prima era uno scarto in una risorsa», dichiara Gavarini. “Non si tratta solo di ridurre l’impatto ambientale, ma di moltiplicare il nostro vantaggio competitivo“. Questa presa di coscienza, però, non è omogenea: ci sono aziende più avanti nel percorso e altre ancora nelle fasi iniziali. “Deve essere un obiettivo, ma anche una responsabilità delle realtà più strutturate fare da traino“, dice l’esperto. “Significa accompagnare chi ha meno risorse, come le piccole e medie imprese, in un percorso di evoluzione condivisa. È un meccanismo che si autoalimenta“.
A questa trasformazione, si affianca anche una strategia di maggiore autonomia produttiva. “Investire nell’innovazione energetica e nell’autoproduzione da fonti rinnovabili comporta un doppio beneficio“, osserva Gavarini. “Da un lato si riduce l’impatto ambientale, dall’altro quello economico, attenuando l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici“. In un contesto geopolitico instabile come quello attuale, segnato da una vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, la transizione green non costituisce tuttavia una risposta emergenziale alla crisi. “È un percorso già avviato, che nasce da una visione industriale di lungo periodo“, sottolinea l’esperto. “Gli shock energetici attuali rendono semplicemente ancora più evidenti i benefici legati allo sviluppo sostenibile, a partire dalla possibilità di costruire una maggiore indipendenza operativa rispetto alle fluttuazioni del mercato. È un cammino complesso, che va metabolizzato, affrontato e governato“, conclude Gavarini. “Solo così si trasforma in un’opportunità“.