Piano B, così si pianifica un evento green
“Il partecipante non è più un ospite passivo, è un co-creatore dell’impatto”, dice Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B, che ha curato gli allestimenti del nostro festival. Ma da dove si comincia? Una guida rapida per saperlo
Per il secondo anno consecutivo il Festival di Green&Blue, quest’anno dedicato a “Noi. Salvare il Pianeta un impegno collettivo”, si svolgerà negli negli spazi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, in via Olona 4.
Può un festival sull’ambiente e la sua protezione non essere attento alla sostenibilità? Domanda retorica alla quale risponde bene Mario Viscardi, direttore creativo di Piano B, che da anni sta dietro la tre giorni milanese: “Un evento non inizia quando si stacca il biglietto. Non finisce con l’ultimo applauso. La sostenibilità di un format si gioca tutta nel prima e nel dopo”. D’altronde, il Festival Green&Blue, prodotto per Repubblica nel 2022 e nel 2023 e premiato come Evento Sostenibile BEA Italia, è la prova che si può fare grande pubblico senza grande impatto. Come dice sempre Viscardi: “Progettare un evento oggi non significa più solo scegliere una bella location o un ospite interessante. Significa immaginare il ciclo di vita di ogni metro di moquette. La provenienza di ogni chilowattora. Il destino di ogni eccedenza alimentare. Il ‘prima’ è visione strategica. Il ‘dopo’ è eredità. O, nel peggiore dei casi, rifiuto”.
E, in tema con il titolo del Festival di Green&Blue di quest’anno dedicato al "NOI”, ovvero a quello che possiamo fare nel nostro piccolo per avere il minor impatto possibile sull’ambiente e sulle risorse del Pianeta, in Piano B sono convinti che l’attore protagonista dal punto di vista della sostenibilità sia lo spettatore, il fruitore delle mostre e dei workshop. “Il partecipante - spiega ancora il direttore creativo - non è più un ospite passivo. È un co-creatore dell’impatto. Senza di lui, anche l’evento più green resta una dichiarazione di intenti”.
E per questo ci sono delle domande da farsi quando si partecipa a un festival, si visita una fiera, si segue una grande convention. Il manifesto di Piano B le illustra, punto per punto.
La tua Green Checklist: quanto è sostenibile ciò che vivi?
La prossima volta che entri in un festival, in una fiera, in una grande convention, prova a guardarti intorno. Ecco una guida rapida per ridurre la tua impronta.
La mobilità: come sei arrivato qui?
L'impatto più pesante di un grande evento è quasi sempre negli spostamenti del pubblico.
Check: L'organizzazione ha previsto navette, accordi con i mezzi pubblici o incentivi per il carpooling?
Il tuo gesto: Scegli il treno. Scegli la bici. Se devi prendere l'auto, riempila. Il viaggio è già parte del racconto.
Food & beverage: cosa stai mangiando?
Il cibo non è solo nutrimento. È un messaggio politico e ambientale.
Check: Le opzioni sono a filiera corta? C'è una presenza vera di piatti plant-based? Esistono sistemi per il recupero dei pasti non consumati?
Il tuo gesto: Borraccia, se permesso. Niente eccessi: ordina solo ciò che mangerai davvero. E chiedi sempre se le posate sono riciclabili. Se non lo sono, incazzati. E fallo notare. Sempre.
Allestimenti: dove finirà questa struttura?
Il design circolare è la firma di chi progetta con la testa.
Check: Vedi materiali naturali, riciclati, strutture modulari noleggiate (e quindi riutilizzabili)? O un trionfo di plastica monouso e PVC destinato alla discarica?
Il tuo gesto: Rispetta gli spazi. Differenzia bene. La tua collaborazione è l'ultimo anello della catena del riciclo. Se non ti mettono nelle condizioni, fallo notare.
Il "dopo": cosa resta al territorio?
Un evento sostenibile lascia il luogo meglio di come l'ha trovato.
Check: L'evento ha coinvolto la comunità locale? C'è un piano di ripristino o di compensazione per l'area occupata?
Il tuo gesto: Cerca i progetti di legacy. Condividi sui social non solo il palco, ma anche le buone pratiche che hai notato.
Infine, la sostenibilità non è una sottrazione di divertimento. È un’aggiunta di valore. Riassume Viscardi: ”Noi continueremo a progettare infrastrutture leggere e pensieri lunghi. Ma anche la consapevolezza di chi partecipa che trasforma un appuntamento in un motore di cambiamento”.
La sfida che lancia Piano B è collettiva. “L'unica traccia che vogliamo lasciare è un'idea nuova nella tua testa. Non un rifiuto in più sul prato”, anche noi di Green&Blue vi invitiamo a pensarci e a provarci con noi – tutti assieme – al nostro festival.