Dalle Alpi alla Sicilia, Ueli ed Erika cambiano vita nel segno del vino (e dell’amore)
di Paolo MassobrioOggi Tenuta Palmeri e la sfida che rappresenta passa nelle mani della nuova generazione: 24 ettari biologici sui Monti Iblei, 50 mila bottiglie e un ristorante a Noto
Ueli ed Erika Breitschmid-Heiniger, origine svizzera, circa vent’anni fa hanno dato avvio a una serie di progetti pionieristici e coraggiosi. Per ciò che riguarda il vino, la sfida è stata quella di piantare viti in aree climatiche storicamente fuori dalle rotte della viticoltura tradizionale, quasi in un originale viaggio tra le Alpi, la penisola iberica e la Sicilia.
E più precisamente su una collina di Meggen, comune svizzero situato sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni a pochi chilometri da Lucerna, dove sono stati messi a dimora vitigni piwi; quindi nella regione autonoma della Catalogna, a pochi chilometri da Barcellona, oggi zona vitivinicola emergente caratterizzata da un clima secco e temperature elevate. E infine l’acquisizione di una tenuta appartenuta a una nobile famiglia alle pendici dei Monti Iblei in Sicilia, e più precisamente nel comune di Avola, capitale della mandorla Pizzuta, dove per anni è stata l’unica cantina a produrre vini. Tutte le proprietà sono condotte in regime biologico.
Nel 2011 ha fatto ingresso in azienda una delle quattro figlie, Nora, studi in enologia e viticoltura, che ha sposato la causa in modo totale occupandosi con passione e professionalità di tutti gli aspetti della tenuta: dalla lavorazione della nuda terra ai vigneti alla cantina, fino all’accoglienza, altro punto forte dell’azienda.
Qui, infatti, organizzano degustazioni guidate, tour nelle vigne con spiegazioni della metodologia bio e dal prossimo anno saranno disponibili anche cinque case vacanze all’interno della proprietà. Fiore all’occhiello, anche il ristorante “Le Quattro Sorelle” nel cuore barocco della vicina città di Noto, che porta in tavola materie prime della terra coltivate in azienda e prodotti a km zero.
Tornando alla viticoltura isolana, gestita con la supervisione dell’enologa svizzera di stanza a Meggen, Réa Fellmann, accanto all’enologo Tonino Guzzo, originario di Aragona (Ag), questa viene praticata lungo 24 ettari vitati collinari e frammezzati tra loro, nell’areale dei Monti Iblei (50 mila le bottiglie); in questo contesto, che è un autentico scrigno di biodiversità mediterranea, Nora applica anche i principi della sostenibilità a livello di sostentamento energetico. Ora, in un’enclave caratterizzata da terreni fortemente calcarei dove le viti scavano a fondo con le radici, garantendo loro un apporto idrico ottimale, vengono così coltivati in regime biologico nero d’Avola, cabernet sauvignon, syrah, merlot, grillo, chardonnay, moscato, facendoli crescere in mezzo a ulivi, piante di agrumi e di mandorle.
Iniziamo dunque con il Terre Siciliane Extra Brut Rosè 2025, un metodo Martinotti da uve nero d’Avola in purezza. Ha colore rosa cipria; il naso è fine, floreale, di violetta, con una bella speziatura accarezzata da una bolla fine e avvolgente, per un sorso asciutto.
Il Sicilia Grillo Vino Bio 2025 ha colore paglierino che tende all’oro, naso elegante, agrumato ed erbaceo; in bocca il sorso è avvolgente, setoso, decisamente sapido. Fa decantazione naturale a 4 °C per 36 ore, poi fermentazione e affinamento in acciaio per otto mesi. Decisamente interessante.
Quindi, i rossi, a partire dal Sicilia Nero D’Avola Bio 2017. Ha colore inchiostro, naso intenso, pieno e profondo; in bocca ha il giusto tannino e buona acidità. E si presenta come un campione di ottima tipicità. La vinificazione segue una fermentazione alcolica in tini di rovere francese con macerazione sulle bucce per circa 30 giorni, quindi quella malolattica in barriques di rovere francese, dove rimane ad affinare per almeno 18 mesi prima del riposo finale di due anni in bottiglia.
Infine il Terre Siciliane Rosso “Palmeri Oro” 2015, clamoroso, fin dal suo colore inchiostro impenetrabile; il naso è vegetale con sentori cioccolato; in bocca è pieno, caldo, ricco, con un’acidità viva e un tannino equilibrato. È il risultato di un blend di uve 60% cabernet sauvignon, 25% syrah, 15% merlot; segue la stessa vinificazione del precedente ma con tempi maggiori di affinamento sia in barrique (tre anni) sia in bottiglia per egual periodo. Grandi vini senza se e senza ma.
Tenuta Palmeri in pillole
Avola (Sr) – contrada Fiumarella - Bochini
tel. 3801539223
Una bottiglia di Sicilia Grillo Vino Bio 2025: euro 22